Vigilante: intervista agli autori dello spin-off di My Hero Academia

Abbiamo scambiato una lunga chiacchierata con Hideyuki Furuhashi e Betten Court, gli autori di Vigilante - My Hero Academia Illegals.

intervista Vigilante: intervista agli autori dello spin-off di My Hero Academia
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Se gli Heroes agiscono nella luce, ci deve essere qualcuno che agisce nell'ombra. Se l'operato di Allmight e dei suoi colleghi avviene nella legalità, ci sono degli individui che agiscono nell'illegalità più totale. Sono i Vigilanti, esseri umani dotati di Quirk che non hanno potuto ricevere una formazione da eroe ma desiderano, al tempo stesso, portare la giustizia tra le strade. La storia di Koichi e Knuckle Duster trova spazio in Vigilante - My Hero Academia Illegals, il manga spin-off di My Hero Academia. Durante il Napoli Comicon 2019, grazie a Edizioni Star Comics, abbiamo potuto intervistare Hideyuki Furuhashi e Betten Court, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore dell'opera. Supportati anche da alcuni dichiarazioni del loro editor, il signor Sato, scopriamo insieme a loro tutti i segreti dei Vigilanti, tra influenze americane e l'eredità di Kohei Horikoshi.

Tra America e Giappone

Everyeye.it: Quando e come è nata la collaborazione con Kohei Horikoshi e, quindi, l'idea per Vigilante - My Hero Academia Illegals?
Sato: L'ho proposto io. Quando è nato Vigilante, My Hero Academia era già in corso d'opera. Come sapete, il manga di Horikoshi è stato influenzato dai fumetti americani, che sono spesso caratterizzati da vari spin-off. Abbiamo quindi pensato di arricchire l'universo di My Hero allo stesso modo. Abbiamo quindi proposto l'idea al maestro Betten Court (il disegnatore di Vigilante, ndr), con cui in passato avevo già lavorato. Lui ha accettato subito, dopodiché abbiamo iniziato a cercare uno sceneggiatore. La scelta è ricaduta subito sul sensei Furuhashi, che pure è un appassionato di comics americani. Quindi ho sottoposto i loro profili a Horikoshi-sensei, che si è detto molto contento e onorato che Illegals venisse scritto e disegnato da questi due autori. Peraltro lui era già fan da tempo di Betten Court!
Furuhashi: il plot principale è nato proprio da questa concezione dei comics americani. Da un lato ci sono gli eroi cosiddetti "qualificati", pensiamo a Superman. Dall'altro abbiamo dei vigilanti che non sempre incontrano il favore dell'immaginario collettivo, prendi Batman o Spider-Man.

Everyeye.it: Stando alle premesse della storia, i personaggi principali sembrano versioni più cupe dei protagonisti di My Hero Academia. Come avete elaborato il loro concept, sia dal punto di vista della caratterizzazione psicologica che da quello del character design?
Furuhashi: pe quanto riguarda la scrittura, ero affascinato all'idea di raccontare le vicende di eroi che agiscono al di fuori della giustizia e della legalità. In My Hero Academia abbiamo appunto gli Heroes, che lavorano alla luce del sole. I miei Vigilanti combattono nell'ombra, in contesti più urbani, proprio come gli eroi di certi comics americani.

La prima contrapposizione è, tanto per fare un esempio, quella tra Allmight e Knuckle Duster. Mi sono ispirato proprio a Superman e Batman! Per quanto riguarda Koichi e Pop, volevo inserire protagonisti che avessero una vita quotidiana un po' frustrante.
Sato: aggiungo anche che, nell'opera principale, gli Heroes combattono in nome dell'umanità intera, come Superman. In Vigilante, invece, i protagonisti si battono per assicurare la pace tra le strade, come Batman e l'Uomo Ragno.

Betten Court: per quanto riguarda la creazione del design ho ricevuto molte indicazioni da Furuhashi. In base a queste indicazioni ho proseguito con la mia interpretazioni. Knuckle Duster, ad esempio, è venuto fuori seguendo alla lettera i consigli del mio collega. Per il resto, essendo questo uno spin-off di My Hero Academia, i rimandi alla serie principale ci sono e mi sembrano anche giusti. La silhouette di Koichi, ad esempio, si ispira a quella di Deku, mentre nel caso di Pop ho pensato a una versione speculare di Ochaco - che è più rotondetta -rendendola magrolina e longilinea.

Everyeye.it: In questo franchise sembra piuttosto palese l'influenza dei superhero comics americani. Proprio in Vigilante ho notato dei rimandi ancora più espliciti, come ad esempio personaggi ispirati agli X-Men della Marvel. Quanto ha influito, su di voi, la scuola fumettistica occidentale? E cosa vi piace leggere?
Furuhashi: ci sono due opere che, più di tutte, hanno influenzato la mia visione sui supereroi. Watchmen di Alan Moore e Il cavaliere oscuro di Frank Miller. In questi titoli si racconta non solo il ruolo e la psiche dei vigilanti, ma anche il loro rapporto con la società. Cosa mi piace leggere? Tutto! I personaggi dei comics occidentali ricevono da decenni sempre caratterizzazioni diverse e interessanti. Cambiano di generazione in generazione e trovo molto interessante osservarli per capire come reinterpretarli nella mia opera.
Betten Court: Io amo particolarmente gli X-Men!

Everyeye.it: e non a caso, in effetti, già dal primo volume compaiono personaggi ispirati chiaramente agli X-Men!
Furushashi: quella è stata una mia idea! Li ho inseriti per gioco, ma hanno riscosso un successo così grande che ho continuato a farli comparire. Spero che la Marvel non mi denunci!

Everyeye.it: Al di là delle influenze occidentali, invece, qual è stata la vostra formazione? Quali i vostri modelli?
Furuhashi: negli anni Ottanta seguivo assiduamente Shonen Jump. I miei miti erano Dragon Ball e Ken il guerriero, ma anche Le bizzarre avventure di JoJo. In realtà volevo diventare mangaka (essere un autore completo, quindi, ndr). Ero membro di un club, ma poiché le mie capacità nel disegno non crescevano ho deciso di concentrarmi sull'attività da sceneggiatore. Ho lavorato inizialmente come romanziere, ora invece scrivo storie per i manga e lo adoro, perché mi sono potuto riavvicinare alla mia passione.
Betten Court: anch'io sono cresciuto sia con i manga che con gli anime. Amavo anche disegnare, non facevo altro che imitare lo stile degli altri. Quando sono cresciuto ho conosciuto, per caso, un editor, e tramite lui ho avuto l'occasione di scrivere un'opera. Ho potuto debuttare in questo settore senza troppa fatica. Gli ostacoli sono venuti dopo, ma ora sono qui e mi sento più adatto a lavorare con uno sceneggiatore.

Tra Eroi e Vigilanti

Everyeye.it: Com'è il rapporto con Horikoshi? A livello creativo, è direttamente coinvolto nel progetto Vigilante? Facciamo un esempio: nell'intervista a Mikio Ikemoto scopriamo che Masashi Kishimoto detta in prima persona le direttive per la storia di Boruto: Naruto Next Generations. È così anche per voi?
Furuhashi: la differenza principale tra il sensei Kishimoto e il sensei Horikoshi è che l'opera di quest'ultimo è ancora in corso, mentre Kishimoto ha potuto supervisionare Boruto dopo il finale di Naruto. Questo per dirti che, visto anche l'incredibile successo che sta avendo My Hero Academia, il sensei Horikoshi è già impelagato con il suo lavoro settimanale e non ha molto tempo a disposizione per curare in maniera diretta la realizzazione di Vigilante. Ciò non toglie che, nello sviluppo di decisioni importanti, chiediamo sempre e comunque il suo permesso, senza contare che lo storyboard di ogni capitolo passa sempre per la sua supervisione.

Sato: in quanto editor, aggiungerei anche che da quel che vedo il rapporto professionale e umano tra i sensei Kishimoto e Ikemoto (disegnatore di Boruto: Naruto Next Generations, ndr) è abbastanza diverso, dal momento che sono stati maestro e assistente ai tempi della serializzazione di Naruto.

Everyeye.it: Sia dal punto di vista della scrittura che del disegno, ci sono dei personaggi che trovate più complicati da gestire?
Betten Court: il professor Aizawa. Essendo un personaggio molto popolare, cerco sempre di fare molta attenzione a come lo disegno.
Furuhashi: anch'io trovo più difficile gestire i personaggi di My Hero Academia. Non essendo creature nostre, temiamo sempre di deludere le aspettative dei fan...

Everyeye.it: e allora mi lasci dire, sensei, che sta svolgendo un ottimo lavoro. Nel terzo tankobon di Vigilante - My Hero Academia Illegals ci sono delle side stories dedicate ai personaggi dell'opera madre. Una incentrata su Midnight e una sulla nascita del rapporto tra Allmight e l'ispettore Tsukauchi. Quest'ultima mi è piaciuta particolarmente!
Furuhashi: Grazie mille! In effetti è anche uno dei miei preferiti.
Sato: aggiungo che più avanti racconteremo altri episodi inediti!

Everyeye.it: Quali sono, invece, i vostri personaggi preferiti sia di My Hero Academia che di Vigilante e perché?
Furuhashi: Mi piace molto Ingenium... ma potrei essere di parte, perché l'ho sfruttato parecchio in Vigilante! Mi piace anche Iida, suo fratello minore. E anche Tsuyu! Mi manca... di recente la storia si sta concentrando su altri personaggi...
Betten Court: a me piace Monoma. È una persona molto schietta, mi ci rispecchio. Di Vigilante mi piacciono un po' tutti, visto che li disegno. In questo io e Furuhashi concordiamo.

Everyeye.it: Vedremo mai un adattamento anime di Vigilante?
Furuhashi e Betten Court: a noi piacerebbe davvero moltissimo...


Everyeye.it: chiudiamo con un vostro parere. Vi è piaciuta l'Italia?
Betten Court: in Giappone non ho mai occasione di incontrare i miei fan perché passo tutto il tempo in casa a lavorare. Grazie al Napoli Comicon ho realizzato di avere dei lettori anche oltreoceano. Questa cosa mi ha incoraggiato molto, ho sentito molto affetto da parte dei fan napoletani.
Furuhashi: anch'io esco raramente. Viaggiare, prendere l'aereo, mangiare in altri Paesi e incontrare fan stranieri è stato divertentissimo! Durante il Comicon mi sono capitate solo cose belle e, a dir la verità... vorrei davvero non tornare più a casa mia!