ACCA: L'Ispettorato delle 13 province, recensione dell'anime su VVVVID

Nel pacifico regno di Dowa si diffondono voci di un imminente colpo di stato. Segreti e complotti ruotano intorno al giovane Jean lo Scrocca-sigarette.

recensione ACCA: L'Ispettorato delle 13 province, recensione dell'anime su VVVVID
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Negli ultimi anni, in Giappone come nel resto del mondo, sta aumentando il peso autoriale ed economico degli autori formatisi "da sé", nati su internet ed esplosi con web comic più o meno amatoriali. Scontato citare il fenomeno planetario One, che con il suo opus magnum ONE-PUNCH MAN e in misura minore con il bizzarro Mob Psycho 100, entrambi nati sul web e poi "trasformati" in prodotti cartacei di grande successo, ha saputo raggiungere milioni di lettori. Si veda anche il caso di Nabi Nagata, che con My lesbian experience with loneliness, nato sotto forma di diario a fumetti pubblicato su un blog, è riuscita a ottenere ottimi risultati in termini di pubblico e critica. Decisamente meno celebre dalle nostre parti è invece l'autrice Natsume Ono.

Ono ha esordito nel 2003 con un web comic di un certo successo, La Quinta Camera; da lì in poi la sua carriera si è sviluppata principalmente sulle pagine di riviste di fumetto d'avanguardia e seinen come Ikki o Manga Erotics F. I suoi titoli, classificabili come peculiari "slice of life", sono spesso interessanti e mostrano un approccio inconsueto e "fuori genere" al fumetto. Fra questi il suo successo maggiore è certamente rappresentato dal fresco e innovativo ACCA - L'ispettorato delle 13 province. Scritto e disegnato totalmente da Natsume Ono, il manga è stato serializzato sulla rivista seinen Big Gangan dal 2013 a 2016 per poi essere raccolto in sei tankobon. La serie ha goduto, nel 2017, di un adattamento anime a cura Madhouse in 12 episodi per la regia di Shingo Natsume e composizione serie di Tomohiro Suzuki. Nel nostro paese ACCA è stato acquistato da Dynit ed è attualmente disponibile per lo streaming sulla piattaforma VVVVID.

Spensieratezza apparente

Ci troviamo nell'immaginario Regno di Dowa, che occupa il vasto territorio di una isola dalla riconoscibile forma di un uccellino. Da un punto di vista amministrativo il Regno è oggi suddiviso, in seguito a una guerra civile risalente a circa un secolo prima, in tredici province relativamente autonome i cui governi sono organizzati in una dieta mentre un re dai poteri limitati, Falke II, funge da "collante" per il popolo. Come conseguenza del fallito colpo di stato fu istituita la ACCA, che prende il nome da un uccello estinto, organizzazione indipendente retta da cinque Presidenti la quale svolge funzioni relative alla gestione dell'ordine pubblico e della sanità.

All'interno dell'ACCA esiste però un reparto speciale, l'Ispettorato, con il ruolo di "ufficio affari interni": la sua funzione consiste nel vigilare sull'attività delle diverse filiali di ACCA nelle varie province. In quanto organo fonte di dissidi e timori l'Ispettorato sta per essere dismesso per iniziativa del Presidente Grossular ma nel primo episodio il suo agente migliore, l'apparentemente svogliato vice-caporeparto Jean Otus detto Jean Scrocca-sigarette per la sua abitudine di farsi offrire sigarette da chiunque (a Dowa il vizio del fumo è costosissimo e riservato ai cittadini più abbienti) riesce a smantellare un traffico gestito da agenti disonesti.

Il suo successo spinge i Presidenti a cambiare opinione: l'Ispettorato viene graziato e lo stesso Grossular propone di affidare a Jean una indagine globale su tutte e tredici le province. Ben presto lo svogliato e indecifrabile Jean si troverà invischiato in una rete di misteri, spalleggiato da sua sorella Lotta e dall'amico di sempre, il fotografo freelance Nino. Protagonisti della serie non saranno soltanto Jean e la ACCA, ma lo stesso regno di Dowa con le sue divisioni, gli inesplicabili complotti e i suoi antichi segreti.

Politica, politica e ancora politica

Cominciamo subito col dire che ACCA non è una serie per tutti. Chi è abituato a narrazione epiche dal ritmo sostenuto si troverà inevitabilmente smarrito di fronte a dodici episodi in cui la trama, intesa brutalmente come successione di avvenimenti l'uno conseguente all'altro, avanzerà con strappi lenti in un'atmosfera in cui gli stessi pensieri del protagonista sono spesso celati allo spettatore. Il ritmo narrativo moderato ma intrigante contribuisce a differenziare ACCA da altre produzioni più tipicamente shonen. Al di là della curiosità nei confronti del Grande Complotto, relativo alle voci di un prossimo colpo di stato che Grossular sembra inizialmente prendere poco sul serio, gli elementi che spingono lo spettatore a seguire una serie dai tempi così peculiari sono numerosi e molto significativi.

In primo luogo i personaggi. Jean, nella sua apparente glacialità, è un personaggio intrigante e simpatico. Preciso e scaltrissimo, non trova grande gioia nel proprio lavoro che lo costringe a dubitare di tutti. Il lavoro all'ispettorato gli pesa non solo a causa della propria invincibile pigrizia ma anche a causa del suo idealismo, che lo porta a desiderare di vivere immerso - nei limiti del possibile - nell'armonia. I suoi rapporti con Nino, amico di sempre, e con la bellissima Mauve, aggiungono sostanza a una storia tutto sommato esile.

I cinque Presidenti - Lilium, Spade, Pastis, Grossular e Pine - sono interessantissimi, ognuno di loro nasconde uno o più segreti e il loro ruolo nella contorta vicenda di ACCA - l'Ispettorato delle 13 province sarà apprezzabile solo dopo che la cortina di bugie sarà finalmente crollata. In questo senso i personaggi forse meglio costruiti risultano essere proprio Grossular e Lilium, mentre fra i comprimari spiccano certamente Mauve, il simpatico Oru e l'ambiguo Rail, che all'inizio della serie coprirà il ruolo di antagonista, per così dire, di Jean.

Altro elemento di rilievo è certamente il worldbuilding. La realtà di Dowa è complessa, ben costruita e pregna di elementi di realismo. Già il fatto che al centro della narrazione vi sia una organizzazione non governativa è di per sé elemento di novità. L'organizzazione ACCA è definita fin nei minimi dettagli nella sua struttura gerarchica, nelle sue uniformi, persino nella mentalità degli agenti che ne fanno parte. Intrighi, lotta di classe, inimicizie celate più o meno profondamente e soprattutto la complessa realtà politica di Dowa costituiscono l'ossatura stessa della serie. Fin dal primo episodio, vari personaggi esprimono dubbi in merito alla divisione del regno in regioni. Ogni atto volto a indebolire gli organismi di controllo centrale porterebbero a un nefasto incremento delle differenze locali. Tuttavia lo stesso Jean si dice convinto che il regno sia in pace proprio perché ha saputo garantire alle varie regioni autonomia e indipendenza. Ogni ragionamento in questi termini risulterebbe indecifrabile per lo spettatore se la serie non provvedesse, grazie a uno storytelling sapiente che riesce a dosare tutti gli ingredienti alla perfezione, a fornire tutte le informazioni necessarie per poter seguire il plot "politico" di ACCA - l'Ispettorato delle 13 province.

Discorso a parte meritano la regia (molto valida) del bravissimo Shingo Natsume e la grafica, opera di Norifumi Kugai, rinnovata rispetto al materiale originario. Come tanti altri colleghi formatisi sul web la Ono disegna con un tratto per lo più semplice, "comico"; Kugai qui opta invece per un design più curato, caratterizzato da figure longilinee e ieratiche dalle labbra strette (ma molto espressive) e gli occhi profondi. Eccellente anche la opening, Shadow and truth degli One III Notes.

ACCA - L'Ispettorato delle 13 province ACCA è una buona serie, diversa dal solito. L'etichetta seinen non rimanda a nulla di particolarmente violento e il ritmo lento non ci permette di definirla una serie compiutamente thriller. Tuttavia, misteri e complotti la fanno da padroni in un prodotto curatissimo da un punto di vista psicologico e grafico ma dalla trama scarna, che potrà respingere gli spettatori che desiderino qualcosa di più ritmato. Unica nota dolente le musiche poco presenti e poco incisive, a eccezione della meravigliosa sigla iniziale a opera degli One III Notes.

7.4