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Aggretsuko: recensione dell'anime di Netflix e Sanrio

Retsuko è arrivata su Netflix, pronta a farsi carico delle difficoltà, dell'ansia e dei sogni infranti di tutti i millennials.

recensione Aggretsuko: recensione dell'anime di Netflix e Sanrio
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Nonostante i colori sgargianti e i personaggi kawaii, Aggretsuko non è il solito anime per bambini. Quest'opera nasconde molti riferimenti che non possono essere capiti se prima non capiamo a chi siano realmente diretti: i millennials. Definiti anche generazione Y, sono coloro che sono nati tra i primi anni ‘80 e il 2000; questa generazione è stata plasmata da avvenimenti quali l'avvento di internet, la caduta delle Torri Gemelle, la presidenza di Obama, e la crisi economica del 2008. Spesso la loro "dipendenza" dai social è oggetto di scherno, soprattutto perché mostrano una vita apparentemente perfetta. I millennials sono considerati dalle generazioni precedenti pigri, svogliati, presuntuosi, e incapaci di vivere come adulti; nonostante ciò hanno una visione positiva del futuro in termini di stabilità economica. Il character designer "Yeti" ha creato il panda minore Retsuko, immaginando quel disagio che vive la Generazione Y, per la Sanrio, azienda che ha nel suo curriculum l'ideazione di Hello Kitty. Retsuko fa il suo debutto sugli schermi televisivi nel 2016 con l'anime Aggretsuko della Fanworks, diretto da Rareko, senza essere distribuito al di fuori del Giappone; il 20 aprile scorso è invece approdata su Netflix una seconda trasposizione, con lo stesso staff artistico. Dopo aver guardato e analizzato l'episodio pilota, abbiamo divorato le restanti puntate e ora siamo pronti a dare un giudizio più completo sulla nuova serie in esclusiva sulla piattaforma streaming.

Una vita difficile

Aggretsuko - o Aggressive Retsuko - ci trasporta in un universo alternativo abitato da animali antropomorfi, che per molti aspetti ricorda il nostro. Qui vive la nostra protagonista, la tenera pandina rossa Retsuko. Retsuko ha 25 anni, gruppo sanguigno A, del segno dello scorpione (informazioni dateci da lei stessa al termine del primo episodio) e lavora come contabile in un'azienda commerciale della capitale. Come per ogni giovane che inizia un nuovo lavoro, il primo giorno per la pandina è stato perfetto, lasciandola speranzosa e pronta ad intraprendere una nuova esperienza e a stringere nuove amicizie. Purtroppo questa magia è finita dopo cinque anni. Con il passare del tempo, la nostra protagonista si è resa conto che il suo non è un lavoro affatto facile e forse non era quello che desiderava veramente: la poverina è circondata ogni giorno dai classici colleghi pettegoli, viscidi, leccapiedi e che fanno solo i propri interessi. La cosa peggiore che le potesse capitare in un posto del genere è avere un capo dispotico e sin troppo esigente: questi le impone ogni tipo di compito degradante e poco professionale, dal pulirgli la scrivania, a preparargli il tè; come se non bastasse, non perde occasione per sminuirla in quanto donna, anche davanti agli altri dipendenti. Sebbene sia una situazione difficile da gestire, Retsuko cela un segreto che l'aiuta a mantenere la calma e ad andare avanti, nonostante subisca tutte queste angherie: al termine della giornata si dirige in una sala karaoke e, chiudendosi nel suo piccolo tempio, si dimena indisturbata come un'indemoniata con il death metal, riuscendo così a sfogarsi su tutti e tutto. In lei, però, è ancora vivo il desiderio di essere una lavoratrice modello e di condurre una vita il più serena possibile, disposta anche a sottomettersi agli ordini del crudele capo pur di raggiungere tale obiettivo.

Attualità

Sebbene non si possa parlare di una trama molto elaborata o complessa, possiamo dire che i 10 episodi (della durata di circa 15 minuti l'uno) che compongono Aggretsuko la rendono quella che possiamo considerare come una matura favola moderna: ci vengono mostrate varie facce del mondo del lavoro, con tanto di una morale finale. La nostra protagonista è la portabandiera di una particolare generazione di giovani che cerca di essere ottimista davanti a tutto e che vorrebbe cambiare il mondo, anche saltando fasi importanti della vita. Retsuko vive le stesse situazioni (a volte anche esagerate) che molti ragazzi spesso vivono sul posto di lavoro: essere subordinati a chi ha più esperienza e ne sa qualcosa di più; la sensazione di non avere nessun superiore che voglia aiutarli, che comunque vorrebbero rendersi utile in qualche modo. Retsuko, in quanto paladina dei millennials, fa tutto ciò che i lavoratori oppressi vorrebbero fare: trovare una valvola di sfogo, per sentirsi in pace con se stessi, senza necessariamente affrontare direttamente il problema, sebbene non possa essere la decisione più saggia da prendere. Non è un caso, infatti, che la pandina venga elogiata come eroina dopo aver tenuto testa (nella sua timidezza) a un suo superiore. Aggressive Retsuko ci mostra anche una dura realtà: i sogni dei giovani che vengono infranti da una società che forse non li riesce ad accettare, o perché loro stessi non si sentono all'altezza, o ancora perché vorrebbero che venissero realizzati subito, ma alla prima difficoltà si fermano e si abbattono. In questo contesto di "adulti" non è affatto inusuale imbattersi anche in discriminazioni sessuali (il capoufficio è un maschilista di prima categoria, che sminuisce il genere femminile), l'uso di volgarità e a tratti anche di "oscenità". È difficile non identificarsi con la protagonista, perché lei rappresenta proprio quel tipo di giovani sognatori che pensano prima al lavoro e poi alla vita sociale. Vedendo le imprese di Retsuko, in un certo qual modo, ci siamo sentiti chiamati anche in causa, sentivamo di avere molto in comune con lei. Chi almeno una volta non ha subito le stesse prepotenze? Chi almeno una volta non avrebbe voluto dare il massimo per rendere orgoglioso il proprio superiore? Chi non si è sentito inadeguato davanti all'esperienza dei più anziani? Insomma: la dolce pandina rispecchia gli stati d'animo di molti lavoratori alle prime armi.

Tuttavia, l'ordito imbastito da "Yeti" in alcuni episodi ci è sembrato essere molto sotto tono: come se si dimenticasse del punto focale (le impacciate battaglie dei millennials), e cadesse in situazioni melense e banali, che non rispecchiano quello a cui siamo stati abituati dai primi episodi; per fortuna, nelle battute finali riesce a riprendere la strada iniziale. Come ogni buona favola che si rispetti, Aggretsuko ha una morale, anzi più di una: gli insegnamenti che ci vuole trasmettere sono di non arrendersi dinanzi alle prime difficoltà, di dare comunque il massimo di sé, senza ovviamente strafare, e di divertirsi il più possibile, cercando una sorta di equilibrio tra vita sociale e lavoro. Per la presenza di tematiche così attuali, non possiamo considerare quest'anime come un prodotto rivolto ai bambini. Certo la scelta degli autori di usare uno stile infantile potrebbe confondere e distogliere l'attenzione sul vero focus, a causa delle caratteristiche deformazioni facciali, e della sensazione di respirare un'aria scanzonata e allegra, con animazioni ben curate nel loro piccolo.

Tuttavia è molto piacevole assistere agli improvvisi mutamenti di stile in determinati momenti: si crea una contrapposizione tra i disegni infantili e gioiosi, e un tratto "cattivo" e aggressivo nei momenti in cui Retsuko dà sfogo alla sua rabbia. Lodevole è la decisione degli autori di scegliere gli animali, per rappresentare meglio la natura umana: in particolar modo ci ha impressionato la scelta di usare una creatura affettuosa come il panda minore per la protagonista, al fine di rappresentare l'indole calma dell'uomo e di trasmettere una sensazione di quiete; ma con l'utilizzo di una versione "violenta" dello stesso personaggio, si riesce a percepire anche il lato cattivo dell'essere umano e a trasmetterla allo spettatore. Non consideriamo l'utilizzo di animali come una giustificazione per cui il prodotto debba perdere di qualità; anzi forse proprio questa particolarità nell'utilizzare animali al posto di persone potrebbe indurre a curiosità il pubblico, che si ritrova davanti un qualcosa di maturo, che segue la falsariga de La fattoria degli animali di Orwell o le favole di Esopo, in cui gli animali sono protagonisti, ma per i temi trattati non si rivolgono ad un pubblico di soli bambini. Infine non possiamo non parlare del comparto sonoro: quel movimentato death metal non è terapeutico solo per la nostra eroina contemporanea, ma anche per chi la guarda. Tra personaggi caratterizzati in modo tale da sembrare a tratti anche antipatici, e una vita considerata complicata, in cui non si può non riconoscersi, una musica così rabbiosa è l'ideale, riesce ad alleviare le difficoltà di tutti i giorni: è impossibile non dimenarsi con un headbanging.

Aggressive Retsuko Aggretsuko, sebbene non possa vantare una narrazione molto originale, è un insolito prodotto maturo e attuale, che cerca di rivolgersi a un pubblico adulto. Forse l’obiettivo della Sanrio e di “Yeti” è quello di creare un personaggio dall’aspetto infantile e dolce, ma che in realtà rispecchi in qualche modo la società moderna, in cui molti giovani sono costretti a vivere, spesso non sentendosi a proprio agio. Chiunque si approcci a quest’anime, conoscendo lo studio di produzione, spererebbe di trovarsi davanti a una nuova Hello Kitty; in realtà possiamo dire che Retsuko è una Hello Kitty che si rivolge ai millennials.

6.8