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Aggretsuko Stagione 2: recensione dell'anime disponibile su Netflix

In questa recensione della Season 2 di Aggretsuko andremo a scoprire le maggiori criticità della serie, responsabili dell'appiattimento dei contenuti.

recensione Aggretsuko Stagione 2: recensione dell'anime disponibile su Netflix
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Recentemente la piattaforma di streaming Netflix ha pubblicato i nuovi episodi di Aggretsuko, una divertente (quanto interessante) serie animata che vede come protagonista una femmina di panda rosso, di nome Retsuko, alle prese con la vita d'ufficio e gli affari sentimentali.
Purtroppo però, questa seconda stagione - che andremo ad analizzare tra poco - risulta meno irriverente rispetto alla prima, per via soprattutto di una gestione del ritmo non ottimale e di situazioni abbastanza scontate.
Dopo il nostro first look, siamo quindi pronti a parlare in maniera esaustiva della seconda stagione, analizzandone sia i punti di forza quanto quelli di debolezza.

Crescere

I primi episodi della nuova serie risultano più o meno in linea con quanto visto in precedenza, seppur dalla seconda metà si verifichi un evidente calo strutturale. La nostra eroina deve sempre districarsi tra la vita d'ufficio (dove viene puntualmente subissata di lavoro dal dispotico direttore Ton) e la sua complicata situazione sentimentale, a cui l'iperprotettiva madre cerca di porre rimedio. La novità più rilevante di questo secondo blocco di episodi (almeno all'inizio) è rappresentato proprio dall'entrata in scena della mamma di Retsuko, che vuole "sistemare" la propria figlia venticinquenne trovandole a tutti i costi un marito.

I vari siparietti che vedono protagonista Retsuko, costretta dalle circostanze a incontrare i suoi numerosi spasimanti, risultano in linea generale divertenti, anche per via dei dibattiti in cui la vediamo perdere le staffe di fronte alle ramanzine della propria madre. A livello lavorativo, invece, la minaccia principale non è rappresentata dal direttore Ton (seppur sempre presente), quanto dal collega fuori di testa Anai, dotato di una vera e propria doppia personalità che lo porta a impazzire ogniqualvolta riceve una critica.

Il rapporto travagliato con il collega spinge quindi la protagonista a farsi numerose paranoie sulla sua condotta e sul suo modo di approcciarsi agli altri.
Aggretsuko, infatti, ha una paura smodata di trasformarsi in un capo dispotico e autoritario simile al direttore che tanto odia, particolare che la spinge ad assumere un atteggiamento remissivo nei confronti di Anai che, per quanto sia in realtà un suo sottoposto, non la rispetta minimamente, anzi la prevarica.

Nei primi cinque episodi la struttura narrativa sembra quindi reggere in maniera ottimale, riuscendo ancora una volta a far divertire lo spettatore, spingendolo a riflettere sulle numerose storture presenti in molti ambienti di lavoro.

In maniera più accentuata rispetto alla serie precedente, nella seconda metà di questa seconda stagione si avverte però una sensazione di già visto in grado di suscitare abbastanza in fretta una sensazione di noia generale. Il limite più grande di questi nuovi episodi è probabilmente quello di aver in un certo senso snaturato l'indole politicamente scorretta della serie.
Aggretsuko si ritrova così, per buona parte dell'opera, a vivere una storia romantica con Tadano, un giovane all'apparenza scansafatiche ma che in realtà si rivela essere una sorta di genio della tecnologia.

Amare?

Il voler soffermarsi sulla vita sentimentale di Retsuko senza più puntare sullo stile irriverente e politicamente scorretto degli esordi, ha portato la serie ad avvicinarsi molto di più al genere romance.
Le sequenze in cui la protagonista decide di cantare in preda alla rabbia furiosa (molte volte senza neanche più recarsi nel locale di fiducia) rendono ogni momento un semplice contentino per i fan, che episodio dopo episodio non possono che ritrovarsi davanti a un vero e proprio declino dei contenuti.

Se l'opera, all'inizio, puntava in modo marcato su temi spinosi e attuali come l'alienazione dell'uomo moderno e l'importanza di far valere i propri diritti in qualsiasi contesto, in questa seconda stagione tutto si è via via affievolito.
Dal rapporto maggiormente solare con i colleghi (a parte Anai), fino alla storia d'amore con Tadano, tutto risulta eccessivamente vicino a un mood a tratti rassicurante, che cozza inevitabilmente con quanto visto in precedenza.

L'intero ritmo della serie si adagia quindi su sequenze blande e prive di mordente, che non riescono neanche più a strappare un sorriso perché totalmente piatte e anonime. I disegni, sempre gradevoli e in linea con quelli della prima stagione, risultano accattivanti grazie a uno stile semplice ma iconico, marchio di fabbrica dell'azienda Sanrio.

Aggretsuko Stagione 2 La seconda stagione di Aggretsuko, seppur partendo in quarta grazie a semplici espedienti in grado di dare nuova linfa vitale al progetto (focalizzandosi su personaggi come la madre della protagonista), purtroppo durante la seconda metà cambia radicalmente pelle, trasformandosi in tutt'altro. La scelta di abbandonare sempre di più l'anima irriverente e riflessiva delle origini, puntando su dialoghi e situazioni molto più accomodanti, hanno in realtà spinto la serie in un baratro di ripetitività incapace di suscitare il giusto interesse

5.5