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Altered Carbon: Resleeved, recensione del film anime spin-off

Con Altered Carbon: Resleeved, Netflix propone al pubblico una versione animata di Takeshi Kovacs, in un lungometraggio spin-off.

Altered Carbon: Resleeved, recensione del film anime spin-off
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Gli spettatori Netflix hanno avuto modo di fare la loro prima conoscenza con Takeshi Kovacs nel 2018, anno di pubblicazione della prima stagione di Altered Carbon. In quell'occasione, a dare forma al tormentato personaggio ci aveva pensato la convincente interpretazione di Joel Kinnaman. Più recentemente, è stato invece Anthony Mackie a portare sulle proprie spalle il ruolo dell'ultimo Spedi. A chiudere il cerchio, giunge ora una versione animata del carismatico protagonista, che grazie allo spin-off animato Altered Carbon: Resleeved, cambia ancora una volta custodia per farsi largo in una nuova reinterpretazione di questo intrigante universo cyberpunk. Progetto firmato dalla casa di produzione Anima, da Tsukasa Kondo e Dai Sato (Cowboy Bebop; Ghost in the Shell: Stand Alone Complex; Ergo Proxy), il lungometraggio è ora disponibile sulla piattaforma streaming, interamente doppiato in lingua italiana.

Stesso Kovacs, nuova custodia

Altered Carbon: Resleeved non stravolge i canoni della serie e ne conserva intatti i paradigmi principali. Esattamente come nella controparte live-action, l'immortalità è ormai una realtà alla portata degli esseri umani, anche se con profonde disparità legate alle disponibilità economiche dei singoli individui. A mutare radicalmente i concetti stessi di vita e di morte è stata l'invenzione della pila corticale, strumento all'interno del quale è possibile imbrigliare la memoria e la coscienza di un uomo.

Il dispositivo può essere installato all'interno di una potenzialmente infinita selezione di corpi, che nella società di Altered Carbon hanno dunque progressivamente perso di importanza, sino ad essere definiti come delle semplici "custodie", da indossare o dismettere a proprio piacimento. La rivoluzione scientifica ha portato il genere umano a conquistare e colonizzare lo spazio profondo, dove ha preso vita una società in cui il sogno di un'esistenza libera dalle costrizioni della morte si è ben presto trasformato in una folle distopia.

È lungo questo crinale che si dipanano le vicende narrate in Resleeved, che vedono Takeshi Kovacs impegnarsi in un'indagine su commissione dell'ambiguo Hideki Tanaseda, nome che non suonerà di certo nuovo ai fan della serie. L'ultimo degli Spedi si ritroverà ad operare sulla superficie del pianeta Latimer, vestendo i panni di una nuova custodia: di fattura militare, quest'ultima gli consente di operare con grande velocità di reazione, conferendogli al contempo un volto ed un aspetto completamente differenti dalle sue controparti attoriali.

La missione del protagonista sarà quella di indagare sulla morte del fratello di Tanaseda, boss Yakuza il cui decesso sembra essere correlato ad una misteriosa cerimonia di successione interna all'organizzazione criminale. L'attività richiederà a Kovacs di interagire con una giovane e indisciplinata ragazzina: Holly Togram. Quest'ultima riveste infatti il ruolo di tatuatrice presso il medesimo clan, qualifica che le garantirà l'accesso a una nuova cerimonia, prevista di lì a due giorni.

Viste le tempistiche ristrette, sfruttare la giovane per mescolarsi agli Yakuza Mizumoto rappresenta la soluzione più pratica per portare a termine l'incarico. Purtroppo, come prevedibile, l'impresa non sarà affatto semplice: Holly è infatti braccata da un gruppo di misteriosi sicari, che fondono l'estetica dei ninja nipponici alle atmosfere cyberpunk del franchise. A complicare ulteriormente le cose, anche i Pretoriani del CTAC sono sulle sue tracce, determinati a ottenerne la collaborazione per un'indagine legata alle attività del clan mafioso.

Tale circostanza porterà Kovacs ad unire le forze con Gina, membro del pericoloso corpo militare speciale. I due si spacceranno per guardie del corpo di Holly, garantendosi così l'accesso al quartier generale dei Mizumoto. Da qui prenderanno effettivamente il via le indagini dei due protagonisti, che dovranno cercare di mettere a nudo i delicati equilibri di potere interni alla Yakuza, svelare i segreti della cerimonia di successione e proteggere la giovane Holly.

Tra citazioni e grande azione in CGI

Altered Carbon: Resleeved può essere compreso anche da spettatori che non hanno particolare familiarità con la serie live-action. I concetti essenziali che regolano l'immaginario vengono infatti rapidamente introdotti dalla pellicola, che tuttavia risulta decisamente più godibile nel caso in cui si siano già visionate le due stagioni di Altered Carbon. Lo spin-off è infatti ricco di rimandi e citazioni alla sua controparte, con personaggi e situazioni che affondano le proprie radici nella narrazione principale della saga.

Al cuore dell'esperienza, troviamo un forte focus sulla componente più action del racconto, che sovrasta nettamente lo spazio destinato all'introspezione e all'analisi del rapporto che lega i personaggi principali gli uni agli altri. Complice anche una durata piuttosto modesta, pari a circa 70 minuti, la sensazione è quella di una furiosa alternanza tra combattimenti e scontri a fuoco, intervallati da brevi sequenze che determinano l'incedere della trama. Lo spirito generale della produzione risulta dunque complessivamente più vicino a quanto visto nella seconda stagione di Altered Carbon, meno incline a momenti di riflessione e caratterizzata da ritmi più frenetici rispetto all'esordio su Netflix del franchise.

In Altered Carbon: Resleeved mancano gli spunti di riflessione di ampio respiro che avevano caratterizzato l'arco narrativo del Kovacs impersonato da Joel Kinnaman, così come è assente qualsiasi tipo di approfondimento legato alla nuova ambientazione. Il pianeta Latimer e la sua struttura sociale non sono oggetto di alcun tipo di analisi, complice anche la scelta di ambientare la quasi totalità del lungometraggio entro i confini del quartier generale del clan Mizumoto.

Nonostante le citate mancanze e una trama complessivamente non troppo sorprendente, soprattutto per chi conosce la serie principale, questo spin-off animato resta comunque un prodotto in grado di offrire un discreto intrattenimento. Le sequenze d'azione, che come detto sono dominanti, vantano una resa decisamente efficace, con confronti dinamici e mai uguali a se stessi.

Lame, armi da fuoco e altri strumenti offensivi si alternano con frequenza, riuscendo a portare a schermo una notevole ed apprezzabile varietà. Le coreografie adottate risultano coinvolgenti, grazie anche ad una resa in CGI capace di garantire fluidità e plasticità alle animazioni dei personaggi. Il tenore degli scontri resta peraltro fedele allo stile crudo e violento che ha caratterizzato i combattimenti visti in Altered Carbon.

Altered Carbon: Resleeved Altered Carbon: Resleeved si presenta come una produzione complessivamente poco ambiziosa, dedicata principalmente a coloro che hanno già avuto modo di apprezzare le vicissitudini del Takeshi Kovacs live-action. Qualitativamente solido dal punto di vista tecnico, pecca nell'offrire una narrazione frettolosa e una ridotta attenzione alle dinamiche relazionali che legano i personaggi principali. Lo spin-off, pur offrendo interessanti retroscena su alcuni dei protagonisti di Altered Carbon, non riesce ad ampliarne l'universo e l'immaginario, evitando qualsiasi tipo di approfondimento sul pianeta Latimer o sulle implicazioni morali e filosofiche del superamento dei concetti tradizionali di vita e di morte. In quest'ottica, Resleeved si allinea al percorso già intrapreso dalla seconda stagione di Altered Carbon, che vanta un'impronta decisamente più action rispetto all'opera di debutto.

6.5