An invitation from a crab: recensione di un sorprendente manga indie

Con An intitation from a crab, l'editore perugino Star Comics inaugura una collana dedicata all'artista underground panpanya.

recensione An invitation from a crab: recensione di un sorprendente manga indie
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Se amate il fumetto mainstream nipponico, ma tenete d'occhio anche l'indie, le autoproduzioni e il ricco sottobosco underground digitale, il nome (d'arte) di panpanya potrebbe esservi noto: come molti suoi colleghi "indipendenti" l'artista, di cui non possediamo alcun dato anagrafico (sconosciuti vero nome, genere, età e luogo di nascita) ha esordito nei primi anni duemila autopubblicandosi in cartaceo e in rete ben prima di finire nelle grazie dell'editore seinen Hakusensha con il quale è iniziato un sodalizio che dura tuttora.

A dimostrazione del sempre maggior appeal commerciale che questi autori "stravaganti" stanno mostrando anche nel nostro Paese, Edizioni Star Comics (qui potete trovare alcuni recenti annunci di manga Star Comics) ha deciso di pubblicare cinque opere di panpanya a partire dal dicembre di quest'anno: a fare da apripista sarà il grande successo An invitation from a crab, raccolta di storie brevi originariamente edita nel 2014. Abbiamo avuto modo di leggere il volume in anteprima, vediamo insieme di cosa si tratta.

Città segreta

Una ragazza dall'età indefinita si aggira per le vie di una anonima città giapponese. Passeggia senza fretta considerando quanto le stradine laterali, gli angiporti che si dipartono dalla strada che percorre da casa a scuola perdendosi chissà dove, rappresentino per lei un territorio sconosciuto, ignoto in quanto estraneo alla sua routine. Ma l'apparizione di un granchio delle nevi sarà l'inizio di un inseguimento forsennato che si concluderà in modo sorprendente. È interessante notare come questa prima fulminante storia, di sole quattro tavole complessive, sia un viatico perfetto per iniziare l'esplorazione del mondo fiabesco, magico e surreale che popola le pagine di An invitation from a crab.

Il volume consta di 224 pagine nelle quali trovano spazio diciannove storie a fumetti di varia lunghezza e alcuni brevi racconti in prosa, più che altro veloci considerazioni su argomenti di varia natura (la magia della velocità, luci e ombre della città, gli eventi misteriosi che escono al di fuori del nostro ordinario) che impreziosiscono il libro aumentando nel lettore l'impressione di trovarsi di fronte a un Oggetto Fumettistico Non Identificato.

Nel corso delle sue diciannove avventure l'anonima protagonista di An invitation from a crab, la cui identità e le cui caratteristiche tendono a mutare da una storia all'altra, si ritroverà a vivere esperienze extracorporee, accompagnerà una salamandra in Amazzonia, risolverà un mistero legato all'acqua di cocco, incontrerà un pittore di anatre, si perderà in un villaggio di montagna, assemblerà artefatti misteriosi: il tutto sempre circondata da creature strane, animali parlanti o antropomorfi in uno scenario di volta in volta sognante, onirico o francamente incubale.

Se dal punto di vista narrativo le diciannove avventure raccolte in An invitation from a crab hanno qualcosa di Calvino e Buzzati, del realismo magico di Breccia, delle inconcepibili visioni kafkiane, il tutto contaminato con l'onnipresente tradizione soprannaturale giapponese, il tratto di panpanya rappresenta la perfetta sintesi di numerose influenze: la semplicità assoluta del manga umoristico nel character design mista a una sorprendente accuratezza negli sfondi, ombreggiati con la sapienza di un lovecraftiano Gou Tanabe. Il mondo in cui si muove la protagonista senza nome passa con fluidità dalla concretezza spietata di un realistico scenario urbano alla inquietante morbidezza di un sogno a occhi aperti.

Fantasia inesauribile

L'omologazione stilistica è il marchio di fabbrica e al tempo stesso il maggiore difetto del fumetto mainstream giapponese. Se ancora oggi gli introiti maggiori si ottengono spremendo all'inverosimile prodotti rispondenti a determinati criteri narrativo/estetici, le opere "indie" stanno guadagnando sempre più spazio nell'immaginario e, di conseguenza, potere commerciale. One, Kabi Nagata, Shintaro Kago, Takashi Nemoto, Nishioka Kyodai, Usamaru Furuya, Osamu Kanno, Imiri Sakabashira: i loro nomi forse vi saranno familiari. Autori "segreti" che celano gelosamente la propria identità, blogger che scelgono di raccontare il proprio apprendistato sentimentale, profeti del metafumetto travestito da ero-guro, fratelli influenzati dall'estetica nordeuropea: questi autori stravaganti, fuori dagli schemi, hanno saputo ritagliarsi un piccolo prezioso spazio in un mercato affollato di cloni volenterosi e ora cominciano ad avere anche da noi, nella periferia dell'impero dell'entertainment, le attenzioni che meritano.

Fra i grandi nomi citati poc'anzi, panpanya non sfigura affatto, anzi: col suo stile surreale e la sua fantasia inesauribile, il misterioso (o la misteriosa) artista confeziona, con questo suo An invitation from a crab, un piccolo luminoso libro di favole urbane, sorprendente tanto sul versante narrativo quanto su quello visuale: animali parlanti, delfini-calcolatori, giocattoli di inquietante complessità, lettere indecifrabili; An invitation from a crab è una inesausta miniera di sorprese. Dal punto di vista grafico panpanya unisce, come si è detto, la semplicità nel design dei personaggi (umani, animali e animali antropomorfi) a sfondi complessi, dalle spesse linee brecciane o al contrario dai confini tremolanti tipici degli edifici che popolano i sogni o la memoria.

Ciò che sembra interessare a panpanya, più che raccontare storie coerenti e ben strutturate, è esplorare il mistero, il segreto, ciò che si trova negli angoli polverosi della nostra immaginazione. An invitation from a crab è il riuscito tentativo di gettare una luce divertita sull'abisso. Diciannove storie piccole ma sorprendenti, gigantesche nella vivida emozione che sanno evocare.

An invitation from a crab L'artista panpanya non ha nome ma ha di sicuro carattere e una personalità autoriale ben definiti: il lettore, anche quello meno avvezzo agli eccessi del fumetto underground, non avrà difficoltà a entrare nel mondo kawaii e da incubo di An invitation from a crab. Un fumetto diverso, lontano da canoni e stereotipi, tra Kafka e Kabi Nagata, tra Kazuo Umezu e Dino Buzzati. Surreale, stravagante, brillante: An invitation from a crab è un manga indie che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato anche dal cosiddetto grande pubblico generalista.

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