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Angel Beats!: recensione dell'anime disponibile in esclusiva su Netflix

Con Angel Beats! Jun Maeda immagina come potrebbe essere il mondo ultraterreno, raccontando una storia scherzosa e amara.

recensione Angel Beats!: recensione dell'anime disponibile in esclusiva su Netflix
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Non possiamo fare a meno di chiederci cosa possa esserci dopo la morte. Le idee a riguardo cambiano a seconda delle diverse tradizioni religiose. Partendo da questa incognita, Jun Maeda (fondatore della software house Key, specializzata in visual novel) ha voluto dare una propria interpretazione su cosa potremmo aspettarci dopo la dipartita, realizzando la sceneggiatura di Angel Beats!. La serie del 2010 è prodotta dall'Aniplex e dalla P.A. Works; la regia è di Seiji Kishi (già direttore della trasposizione di Assassination Classroom); invece, il character design è stato affidato a Na-Ga, il quale vanta una proficua collaborazione con Maeda e la Key. Angel Beats! arriva per la prima volta in Italia solo a Febbraio, grazie a Netflix, similmente come accaduto con Charlotte, opera del 2015 sempre nata dalla collaborazione di Maeda e Na-Ga per Aniplex e P.A. Works, disponibile per lo streaming da Luglio scorso. Incuriositi da questa nuova visione dell'oltretomba, abbiamo visto Angel Beats!

Una vita migliore

Otonashi si risveglia in un luogo a lui del tutto sconosciuto, simile ad una scuola. Non ricorda come vi sia arrivato e cosa gli sia successo. Ad aiutarlo ad ambientarsi vi è una studentessa che imbraccia un fucile di precisione, puntandolo verso un bersaglio non ben precisato. La ragazza lo informa che è deceduto e si trova nell'Aldilà, e gli chiede se vuole unirsi al Fronte "Col Cavolo Che Sono Morto", nome provvisorio poiché cambia spesso.

Si tratta di un gruppo che deve combattere contro una studentessa dai capelli bianchi, che chiamano l'Angelo (Tenshi in originale), il bersaglio sotto tiro, per non essere cancellati.

Otonashi trova difficile crederle, e si convince che sia uno stupido scherzo; per questo, per capire cosa sta succedendo, vuole parlare con l'Angelo. Questa, fredda e impassibile, si rivela essere la Presidentessa del Consiglio Studentesco. Gli spiega che è passata a miglior vita, e che a volte i defunti perdono la memoria quando raggiungono la nuova realtà; notando che l'eroe è ancora incredulo a riguardo, gli trafigge il cuore con una lama, per dimostrargli che è tutto reale. Otonashi perde quindi i sensi. Quando rinviene, si trova in infermeria e si rende conto di essere sopravvissuto. Nonostante questa evidente prova, Otonashi è sempre convinto di essere vittima di uno scherzo e vuole parlare con un adulto per poter lasciare quel luogo. Raggiunge la presidenza, ma qui cade in una trappola. Si risveglia nella presidenza dove trova la studentessa incontrata precedentemente ed altri riuniti per decidere il nuovo nome da dare al Fronte: alla fine scelgono Fronte dell'Aldilà. Qui il giovane apprende cosa significa essere cancellati e qual è il vero obiettivo della resistenza: se dovesse seguire tutto ciò che vuole l'Angelo, la sua vita ultraterrena finirebbe e potrebbe reincarnarsi in qualunque essere vivente; proprio per evitare che ciò accada, e per avere una "vita eterna", in quanto non si può spirare, ma solo provare dolore, la resistenza si oppone all'Angelo e a Dio, per conquistare il mondo. Otonashi accetta di unirsi alla causa del gruppo, anche se folle, ed ha modo di conoscere alcuni dei membri.

Yuri, la ragazza con il fucile da cecchino, è il capo; Hinata, il più delle volte inutile; Matsushita, quinto Dan di Judo, soprannominato Matsushita 5-Dan; TK, studente di cui nessuno conosce il nome, e che si esprime solo in inglese; Oyama, timido e senza particolari capacità; Takamatsu è un idiota, nonostante l'aspetto e l'atteggiamento da intellettuale; Fujimaki, che sin da subito guarda sospettoso il protagonista; Noda, dal carattere aggressivo, gira armato di alabarda; Shiina, taciturna, ed esperta ninja; infine, Iwasawa, che si occupa dei diversivi, ed è la frontman del gruppo GDM, Girls Dead Monster.

Oltre a questi, ce ne sono altri sparsi in tutta la scuola. Il vero motivo per cui Otonashi si è unito a loro è recuperare i ricordi e scoprire che cosa gli è successo. In questa "scuola", le anime che seguono le lezioni o partecipano alle attività extrascolastiche sono destinate ad essere cancellate; e l'Angelo deve fare in modo che tutti rispettino le regole. Oltre agli umani ci sono anche gli NPC, che si trovano lì sin dalla fondazione del mondo, dotati di coscienza propria, rendendo difficile distinguerli dagli altri esseri umani. Non vi sono prove dell'esistenza di Dio.
Attraverso questo incipit vengono introdotti i vari personaggi, ma continuando con la visione avremo modo di conoscerli meglio e di scoprire il vero motivo per cui gli studenti lottano entità superiori: "si rifiutano di accettare l'ingiustizia del proprio fato".

La porta del Paradiso

È difficile affrontare una tematica delicata come quella della morte, soprattutto se coinvolge gli adolescenti, con leggerezza e spensieratezza, senza che venga del tutto screditata: Angel Beats! riesce a farlo con eleganza, divertendo e allo stesso tempo rattristando e facendo riflettere.

Per certi versi, il concetto di dipartita viene alleggerito al punto da renderla quasi del tutto frivola: sebbene sia il tema principale, andando avanti con la narrazione ci si rende conto di come venga trattata con delicatezza e allegria, attraverso momenti comici, cercando di renderla più leggera. Poi il lato più drammatico della produzione si mostra, rendendo la morte quello che effettivamente è: una parte della vita, con cui non vorremmo mai avere a che fare, sia direttamente, che indirettamente. Non si può parlare di un effettivo sviluppo della trama, perché sembra procedere a stento, e a tratti dà l'impressione di non essere ben strutturata, senza colpi di scena, ma con interessanti risvolti narrativi che agevolano la visione; solo nell'episodio finale c'è un'inaspettata e straziante rivelazione, in perfetta armonia con lo stile della serie, che potrebbe persino riuscire a strappare qualche lacrima. Quasi a bilanciare questo ordito poco sviluppato vi è una cornice narrativa ben più solida, in cui abbiamo modo di conoscere meglio l'organizzazione della scuola, della fazione, ed i vari personaggi. Gli autori sono riusciti a fare ciò trovando un giusto equilibrio tra intermezzi divertenti, e quelli più commoventi. Sin dalle battute iniziali si respira un'aria scanzonata e goliardica, data da situazioni ilari al limite dell'assurdo che coinvolgono i protagonisti, e che riescono a strappare più di una volta una risata. Vedere un gruppo di ragazzi così affiatato divertirsi assieme, senza pensare al loro decesso, e poco alla volta conoscersi sempre di più, rende la produzione simile ad uno slice of life ambientato tra le mura di una scuola, facendo dimenticare che sono tutti passati a miglior vita.

Questi intermezzi comici sono esaltati dal tratto di disegno della produzione. In alcune inquadrature è possibile notare come i disegni si avvicinino molto allo stile di alcune visual novel, in cui si nota uno stacco tra la resa ben più minuziosa degli scenari, e quella dei personaggi: siccome il character design è stato affidato a Na-Ga, questo potrebbe essere dovuto ai lunghi anni di collaborazione dell'artista con la software house Key, nota per le visual novel.

Tuttavia, essendo questa una serie del 2010, non è invecchiata nel migliore dei modi: in alcune situazioni si notano imperfezioni ed un tratto poco curato. D'altronde, come dicevamo, il disegno mette in risalto l'anima allegra della produzione: il tratto subisce delle lievi deformazioni, senza eccedere troppo, in modo da risaltare, grazie anche ad una fotografia radiosa, soprattutto nelle situazioni più ilari. A controbilanciare i momenti spensierati, ce ne sono altri ben più maturi, che si abbattono come un pugno nello stomaco, in cui s'impara a conoscere meglio i personaggi, e ci si rende conto come tutti siano scomparsi prematuramente, senza aver potuto vivere appieno la propria vita e senza realizzare i propri sogni; molti di loro hanno vissuto esperienze tragiche che li hanno segnati particolarmente, andandosene con rimpianti.

In queste situazioni l'immagine diventa più cupa, e si nota una maggiore cura nella rese stilistica, in modo da trasmettere esattamente un forte senso di malinconia, grazie anche ad un accompagnamento musicale tenue e leggero, che mette a dura prova le nostre emozioni. Tra i momenti con sfumature più goliardiche e quelle più toccanti, ci sono scene movimentate: queste sono forse la parte meno interessante dell'intero prodotto, in quanto sono solo un gradevole contorno ad una struttura ben più complessa ed elaborata, ricoprendo una piccola parte della serie; gli scontri sono prevalentemente con armi da fuoco, sporadici quelli con armi da taglio, ma sono ricchi di tensione, e vantano di animazioni fluide che mantengono viva l'azione. Sebbene non tutti i personaggi siano costruiti in maniera esaustiva, riteniamo che uno sviluppo più elaborato dell'intero cast, in questo caso, sarebbe stato superfluo: le sporadiche informazioni che ci vengono fornite di quei pochi personaggi, sono sufficienti per farci legare emotivamente ai protagonisti e ai comprimari, anche se non ben strutturati, al fine di farci sentire parte del gruppo, e di renderci conto di come l'importante sia vivere assieme ogni giorno, come se fosse una nuova vita.

Stairway to Heaven

Se una volta arrivati al finale di serie, che si conclude con l'episodio 13 e che lascia poche speranza per un eventuale sequel, non volete ancora dire addio al Fronte dell'Aldilà, su Netflix è disponibile uno dei due OVA distribuiti: Stairway to Heaven. Sebbene sulla piattaforma sia la puntata 14, e sebbene sia stata distribuita dopo la conclusione, è da considerarsi come un extra, per accontentare il pubblico.

L'episodio, infatti, non introduce nulla di nuovo ai fini narrativi, e si distacca notevolmente dallo stile della serie, essendo prevalentemente comico, ma fornisce alcune gradevoli informazioni sull'Angelo, anche se poco influenti.
L'ideale forse sarebbe stato inserire l'episodio speciale Another Epilogue: dalla durata di circa 2 minuti, è in armonia con l'andamento della produzione, ed estende il finale di serie, dando un'altra visione di ciò che accade.

Angel Beats! Angel Beats! riesce a trattare il tema della morte con spensieratezza, senza farle perdere di valore. La serie offre siparietti comici e storie di vita quotidiana, che ci fanno dimenticare il prodotto delicato che si ha dinanzi, grazie a disegni non molto curati, ma che riescono ad esaltare la comicità. Quando, però, deve soffermarsi sul lato emotivo, riesce a farlo con prepotenza, anche con un lieve tocco di cattiveria, riportando con i piedi per terra, e facendo ricordare che in realtà i personaggi che si alternano sulla scena sono ragazzi come tanti, il cui destino ha riservato loro una prematura scomparsa, senza poter apprezzare appieno tutte le sfaccettature della vita.

7.3