Animosity Recensione: il primo volume della serie SaldaPress è già un capolavoro

SaldaPress porta in Italia un'opera pop che racchiude il meglio del mainstream di genere in una storia originale...

recensione Animosity Recensione: il primo volume della serie SaldaPress è già un capolavoro
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L'immaginario pop moderno ha esplorato il fantasy e la fantascienza in lungo e in largo, concependo storie incredibili che molto spesso sono sfociate in franchise fortunatissimi. In particolare il tema dell'apocalisse, dell'estinzione dell'umanità e di un mondo futuristico catastrofico e disilluso, come specchio riflesso di un presente incerto sul domani, sono le storie più gettonate dagli autori pop contemporanei. Storie come The Walking Dead, sia in ambito fumettistico che televisivo, o The Last of Us in campo videoludico hanno ridisegnato i confini di un genere, portando la sopravvivenza e l'orrido alla completa subordinazione ai sentimenti e all'evoluzione dei personaggi. Ed è il caso anche di Animosity, una serie a fumetti che si prepara a entrare a sua volta nell'Olimpo delle grandi produzioni di genere: l'opera targata AfterShock, che debutta nelle fumetterie italiane grazie a SaldaPress, è sceneggiata da Marguerite Bennett e disegnata da Rafael De Latorre e, in territorio americano, ha già riscosso un successo stratosferico. Dopo aver letto il primo volume, siamo pronti a scommetterci anche noi.

L'Apocalisse più buia

L'idea che sta alla base di un'apocalisse è che un bel giorno, per motivi oscuri e ignoti a gran parte dell'umanità, un non meglio specificato virus inizia a infettare il mondo civilizzato, gettando l'intera realtà in un caos che ben presto sprofonda nell'anarchia e nella desolazione. Animosity inizia il suo viaggio proprio con una dimensione del genere, solo che gli infettati in quest'opera non sono gli uomini... ma gli animali. Ogni singola specie animale presente sulla Terra inizierà, quindi, una lenta rivoluzione che li porterà ad assoggettare completamente l'umanità: e qual è la natura del virus che li ha contagiati, portando a piegare il mondo al proprio volere? Un evento misterioso chiamato il Risveglio, a seguito del quale ogni animale conosciuto ha iniziato a sviluppare pensieri, coscienza e personalità insite nella più evoluta delle specie: l'uomo, appunto. Nulla di più geniale: il morbo che piega l'uomo, determinandone una possibile estinzione, risiede in tutto ciò che contraddistingue la sua essenza. La ragione, l'autocoscienza, l'intelligenza, la parola e la cultura. La conoscenza delle leggi, delle dinamiche e dei principi che regolano l'animo umano. Tutto ciò, unito agli istinti primordiali e selvaggi propri delle specie animali, determinerà l'apocalisse più tremenda di tutte, in cui gli animali decideranno di vendicarsi dei torti subiti e di spezzare il giogo della cattività e della schiavitù che l'uomo ha sempre imposto su di essi. Stabilendo regole, dettami e crudeli esecuzioni di giustizia, il regno animale si prepara dunque a dominare il mondo come l'uomo non ha mai fatto.

Un'opera pop

In questo contesto Animosity ci racconta la storia dei due protagonisti: Jesse e Sandor, una bambina e un segugio legati da un affetto indissolubile e che li porterà a viaggiare lungo tutto il territorio degli Stati Uniti, alla ricerca di stabilità, pace e di un tentativo di ristabilire i valori della famiglia, all'ombra della verità sulle origini del Risveglio. Alla ricerca, dunque, di un luogo in cui stare, un posto a cui appartenere. Animosity, nella sua struttura concettuale, racconta la medesima parabola di tantissime storie di culto ambientate sullo sfondo di un'apocalisse, in un mondo fatto di tanta violenza e pochi valori positivi nei quali soltanto i protagonisti riescono a rispecchiarsi combattendo la crudeltà con l'amore e la compassione. Sono le piccole sfumature, i dettagli, i personaggi, i dialoghi e il concept generale ad attribuire all'opera di Bennett e De Latorre un'identità fortissima, un'aura quasi sacrale e lo status quo di capolavoro preannunciato. Animosity riesce a scavare nell'immaginario pop moderno, pescando e raccogliendo il meglio di tutto ciò che è mainstream e a condirlo nelle pagine dell'opera, a cominciare dai più insignificanti particolari fino ai grandi dettagli della trama.

Il fumetto di Marguerite Bennett e Rafael De Latorre è un'opera in tutto e per tutto pop: lo ritroviamo nelle situazioni, nei nomi dei personaggi, nelle azioni semplici di una bambina cresciuta con i suoi miti, nel conflitto tra l'innocenza di Jesse e il mondo spietato in cui sono costretti a vivere i protagonisti. Ci sono i Pokémon, c'è Game of Thrones, c'è tutto quel che è possibile trovare nella società di massa a più livelli - narrativo, concettuale e anche visivo, con un'estetica sopraffina e un impatto figurativo di altissimo livello, che va dalle vignette più piccole e semplici alle splash page che permeano l'albo, passando anche per i meravigliosi artwork che condiscono ogni capitolo di Animosity. Una vera e propria esplosione visiva, quella del fumetto targato AfterShock.: le tavole di Animosity sono una gioia per gli occhi, un mosaico cromatico splendido possibile grazie ai paesaggi, alle atmosfere crepuscolari e ai colori variopinti dei tantissimi animali, il tutto racchiuso in un disegno dallo stile dettagliato e solenne. Se siete amanti delle storie di sopravvivenza e di apocalisse zombie, non potete lasciarvi sfuggire una vera e propria perla del panorama fumettistico moderno, pronta a ritagliarsi uno spazio importante nell'Olimpo delle produzioni di genere.

Animosity Siamo solo al primo volume di una storia che avrà bisogno di una qualità costante di narrazione, filosofia e disegno per poter essere elevata a vero e proprio capolavoro, ma intanto Animosity ci ha entusiasmato non poco. SaldaPress porta in Italia una serie dall'altissimo potenziale, capace di raccogliere il meglio dall'immaginario pop e dai mostri sacri del genere narrativo cui l'opera appartiene e amalgamare il tutto in una storia che ha un'identità tutta sua. La penna di Marguerite Bennet racconta le vicende dei protagonisti con pathos, drammaticità e innocenza, mentre le matite di Rafael Latorre contribuiscono ad alzare l'asticella del fumetto in un'esplosione visiva di altissimo valore.

8.8