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Assassination Classroom: recensione della prima stagione su Netflix

Analizziamo la prima stagione di Assassination Classroom, la folle serie ideata da Yusei Matsui con protagonista uno stranissimo insegnante.

recensione Assassination Classroom: recensione della prima stagione su Netflix
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Assassination Classroom è un manga di genere shonen creato da Yusei Matsui a partire dal 2012. Nonostante la sua semplicità di fondo, l'opera ha fatto parlare di sé soprattutto in patria, tanto da diventare uno dei fumetti più venduti in Giappone nel 2013. La serie, composta da ventuno tankobon, è stata ovviamente trasposta anche in una serie anime suddivisa in due stagioni e disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix da qualche tempo. Andiamo quindi a scoprire insieme tutti i punti di forza del primo blocco di episodi, capaci di catturare l'attenzione dello spettatore in maniera semplice e funzionale.

Studenti assassini

Fin dal primo episodio, la serie punta subito sulla sospensione dell'incredulità per trasportare lo spettatore all'interno di una situazione totalmente surreale: uno strano essere tentacolare capace di volare a velocità Mach 20, dopo aver danneggiato seriamente la Luna quasi per gioco, decide di distruggere la Terra entro un anno, non prima però di aver insegnato moltissime materie ad alcuni studenti delle scuole medie. Il plot, sicuramente folle nella sua semplicità, riesce fin dai primi momenti a incuriosire lo spettatore, che non potrà che domandarsi come mai lo strano essere - di nome Korosensei - decida di agire in un modo tanto bizzarro.
Gli alunni della classe 3-E (una speciale divisione della scuola media Kunugigaoka in cui sono riuniti tutti gli studenti maggiormente problematici) si ritrovano così a seguire i bizzarri insegnamenti del loro nuovo docente che, contro ogni previsione, si dimostra in realtà un ottimo tutor.

Ma le sorprese non finiscono qui, dato che lo stesso Korosensei sprona i suoi stessi studenti a eliminarlo, testando così anche la loro attitudine all'assassinio.
Lo stesso governo decide quindi di assecondare le folli richieste della creatura (dato che tutti i tentativi precedenti di eliminarla non sono andati a buon fine) fornendo agli studenti della 3-E tutte le strumentazioni di cui hanno bisogno per riuscire nella loro bizzarra, quanto ostica, impresa.

Seppur quindi la serie, come indicato anche in precedenza, faccia della sospensione dell'incredulità la propria colonna portante (basti pensare ad esempio agli studenti che accettano la situazione senza porsi praticamente nessun domanda) la progressione degli eventi narrativi risulta incalzante.
La prima metà dell'opera è incentrata sul rapporto di amicizia/odio che intercorre tra Korosensei e i suoi allievi; se da una parte infatti quest'ultimi sono portati a ingegnarsi per eliminare il loro pericolosissimo bersaglio, dall'altra si sentono comunque in dovere di rispettarlo, perché capace meglio di chiunque altro di comprendere i loro problemi quotidiani.

La serie si preoccupa infatti di far luce su molte delle problematiche tipiche dell'insegnamento in generale - con un focus sul sistema scolastico giapponese - molto spesso criticato per l'ipercompetitività di fondo che porta molti giovani a vivere una condizione di fortissimo stress.
Non è raro quindi vedere alcuni dei protagonisti della serie, su tutti il mite studente Nagisa Shiota, mostrare un vero e proprio senso di disagio verso un sistema d'insegnamento antiquato e controproducente. Gli studenti problematici, spesso attraverso vari flashback, mostrano infatti tutti i soprusi che hanno subito dai docenti e dagli studenti della sede principale, considerati dalla società come l'unico e vero esempio da seguire.
In maniera analoga ad altre serie ambientate tra i banchi di scuola - su tutte GTO - l'autore Yusei Matsui ha voluto calcare la mano su tutti quegli aspetti dell'insegnamento che, purtroppo ancora oggi, non funzionano come dovrebbero, rendendo di fatto Korosensei (nonostante sia in realtà un mostro intenzionato ad annientare l'intera umanità) l'archetipo dell'insegnante ideale.

Docenti impeccabili

Korosensei, fin da subito, prende davvero a cuore la sorte dei propri studenti, arrivando addirittura a creare delle verifiche personalizzate per ognuno di loro, valorizzando così i punti di forza di tutti.
Lo strano essere tentacolare sprona quindi i propri allievi a far del loro meglio in qualsiasi campo, rendendo di fatto la serie molto esilarante sia durante le situazioni più normali (come le verifiche) sia durante i momenti maggiormente concitati.
Il ritmo di questa prima stagione si attesta su ottimi livelli, grazie a una buona varietà di situazioni che ruotano sempre intorno al medesimo obiettivo: eliminare una volta per tutte Korosensei. L'autore è stato comunque molto abile nel non ripetersi eccessivamente, riuscendo nella seconda metà dell'anime a cambiare leggermente le carte in tavola per mantenere alta l'attenzione dello spettatore dall'inizio alla fine, alternando sapientemente le sequenze di dialogo a varie scene action ben implementate.

La serie, pur non smettendo mai di presentare nuovi personaggi, ruota comunque intorno allo stranissimo insegnante protagonista, in grado senza problemi di catalizzare su di sé l'attenzione ogni volta che può, soprattutto grazie alla moltitudine di aspetti caratteristici che lo contraddistinguono (tra cui il cambiare colore del viso a seconda dei suoi stati d'animo).

Potendo contare anche sull'ottimo character design di Yusei Matsui, che punta sulla semplicità, anche l'adattamento animato è riuscito senza sforzo apparente a creare un personaggio davvero iconico, in grado di risultare dannatamente simpatico (quanto terribilmente minaccioso) anche per via dell'inquietante sorriso che lo contraddistingue.
I disegni risultano di buona fattura, capaci di valorizzare al meglio sia i personaggi umani che lo stesso Korosensei attraverso colori ipersaturi capaci di incentivare al meglio l'anima folle e vivace della serie.

Assassination Classroom La prima stagione di Assassination Classroom è in definitiva un prodotto solido e ben confezionato. Yusei Matsui, anziché puntare su una trama eccessivamente elaborata e su personaggi ultra complessi, ha invece optato per una struttura narrativa basata sulla semplicità (condita comunque da un'abbondante dose di follia), così da creare un'opera estremamente godibile e variegata, capace d'intrattenere dall'inizio alla fine un'ampia fascia di pubblico.

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