L'Attacco dei Giganti 4x02 Recensione: la calma dopo la Guerra

Il secondo episodio della stagione finale di Attack on Titan, seppur privo di guizzi tecnici, fornisce nuovi indizi sull'universo narrativo dell'opera.

recensione L'Attacco dei Giganti 4x02 Recensione: la calma dopo la Guerra
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È un bel paradosso il fatto che un momento di festa, quale dovrebbe essere il lancio di un prodotto attesissimo come L'Attacco dei Giganti 4, sia invece accompagnato da dubbi, indiscrezioni ufficiose e timori sulla qualità dell'adattamento finale. In queste settimane ormai non si parla d'altro, e se siete stati lontani dalla bolla social legata all'industria degli anime sappiate che la reputazione di Studio MAPPA non naviga attualmente in acque molto felici.

Tra presunti animatori che avvertono sulla qualità di Attack on Titan 4, le solite voci di corridoio sugli ostacoli di produzione e il sempreverde problema del crunch dell'industria dell'anime, vivere ogni episodio della Stagione Finale dell'anime tratto dal manga di Hajime Isayama è un'altalena di emozioni e paure. E il bello è che siamo soltanto al secondo episodio.

Questa seconda puntata, ovviamente meno esplosiva e priva d'azione rispetto all'incredibile premiere (leggi pure qui la nostra entusiasta recensione de L'Attacco dei Giganti 4x01), porta avanti il racconto e fornisce numerose informazioni sul nuovo status quo dell'opera, una situazione narrativa piuttosto spiazzante per chi non conosce gli sviluppi dell'arco narrativo finale di Shingeki no Kyojin.

I soldati di Marley

Marley ha vinto la guerra contro gli ex alleati mediorentali, ma a caro prezzo. Le perdite sono state più numerose che in passato, l'esercito è allo stremo e soprattutto il potere dei Giganti sembra non bastare più. Le nazioni avversarie, negli anni, hanno sviluppato armamenti e tecnologie in grado di mettere in difficoltà i poderosi Titani, e neanche la forza smisurata dei Nove Fondatori sembra ormai sufficiente: il Corazzato, il Bestia, il Carro e gli altri sono riusciti nuovamente a vincere la battaglia, ma stavolta hanno messo a dura prova la propria resistenza.
I vertici militari di Marley non hanno più dubbi: la nazione deve ristabilire la propria egemonia politica e mandare agli stati rivali un messaggio forte, prima che il proprio arsenale diventi obsoleto e che persino le creature discendenti da Ymir - appartenenti ormai ad un passato anacronistico - diventino superate in battaglia. Zeke, il "bambino prodigio", il figlio del peccatore Eren Jaeger che causò la perdita del Gigante d'Attacco, non ha dubbi: Marley deve tornare su Paradis, l'isola su cui furono esiliati gli eldiani considerati impuri, e riappropriarsi della creatura, così da restituire vigore militare alla propria patria.

Servirà un piano ben strutturato, perché gli eventi di quattro anni prima - quando Reiner, Berthold e Zeke erano inflitrati su Paradis da ben 5 anni pur di recuperare il potere del Fondatore perduto - hanno messo in chiaro una situazione scomoda: gli eldiani esiliati sono un popolo infernale disposto a tutto pur di resistere.

Ed ecco che i soldati d'elite di Marley dovranno ripetere la missione che un tempo fallì, ma stavolta senza opzioni alternative e con un ultimatum lapidario: entro poco meno di un anno, il potere del Corazzato e del Bestia dovrà passare a qualcun altro, perché Zeke e Reiner sono giunti ormai al termine della breve vita concessa dal potenziale dei Titani.

Dall'altro lato della prospettiva

Insomma, già in questo secondo episodio (se in questi anni siete stati lontani dal manga e non ne conoscevate gli ultimi sviluppi) l'universo narrativo di Attack on Titan vi parrà più chiaro, così come la prospettiva dalla quale gli autori hanno deciso di raccontarlo. Anche questa settimana, quindi, il punto di vista del racconto è vissuto dagli occhi dei giovani eldiani destinati all'incursione su Paradis, ed è ovvio il perché: l'anime, dopo le gesta in battaglia, ce ne racconta stavolta l'umanità e le fragilità.

Vediamo gli eldiani, in libera uscita, tornare alle proprie famiglie, e intanto apprendiamo persino delle preziose informazioni. Conosciamo i nonni di Zeke e i genitori di Reiner e veniamo a conoscenza del fatto che il portatore del Corazzato e la giovane Gabi sono parenti, perlopiù cugini.
Capiamo, attraverso i racconti di Reiner (che ripercorre alcuni dei momenti più leggeri vissuti nelle prime stagioni di AOT), che gli eldiani di Marley odiano profondamente quelli esiliati su Paradis, perché accusati delle stesse colpe dei loro antenati: tradimento, peccato, impurità, ribellione. Un episodio, quindi, abbastanza compassato sul piano della narrazione, ma appassionate e ben confezionato. I fantomatici problemi di produzione sembrano non essere ancora emersi, poiché sul fronte dei disegni ci sembra che Studio MAPPA abbia finora mantenuto la qualità promessa.
In un paio di frame, e questo è davvero l'unico spunto di riflessione sul comparto tecnico di un episodio obbligatoriamente ineccepibile (anche perché privo di azione), si evince appena qualche animazione in cui l'utilizzo di una leggera CGI provoca un accenno di "overacting" per alcuni personaggi. Un dettaglio minuscolo che non inficia, in definitiva, una puntata di buona qualità tecnica e narrativa, anche se priva di guizzi estetici.

L'Attacco dei Giganti - Stagione 4 Scacciando, per adesso, i timori di un comparto tecnico logorato dai problemi produttivi tipici dell'industria nipponica, il 4x02 de L'Attacco dei Giganti: Stagione Finale è un episodio solido, pieno di nuovi indizi narrativi e di preparazione verso gli sviluppi futuri. Seppur privo di azione, e dunque di prodezze tecniche, le tante informazioni riversate nei suoi 22 minuti di durata saranno oro per chiunque non abbia ancora letto le pagine del manga di Isayama e voleva assolutamente rimettere insieme i pezzi.