Attack on Titan 4x21 Recensione: la tragedia ha inizio

L'episodio 80 chiude il cerchio apertosi duemila anni prima. Tra ricordi del passato e nuove scoperte, ecco finalmente l'incontro che stavamo aspettando.

Attack on Titan 4x21 Recensione: la tragedia ha inizio
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L'Attacco dei Giganti torna anche questa settimana su Crunchyroll con quello che forse era l'episodio più desiderato dalla community. "Da te, duemila anni fa" è il titolo di Attack on Titan 4x21 con un parallelismo con il primo episodio della prima stagione: "A te, fra 2000 anni". L'attesa si è conclusa, un lungo tuffo nel passato precede una svolta di portata monumentale.

L'origine di tutto

Un breve riepilogo mostra ancora una volta il grande colpo di scena di Attack on Titan 4x20. Dopo il viaggio attraverso i ricordi di Grisha Jaeger, i suoi figli sono ancora nel luogo della Coordinata.

La giovane Ymir cammina lentamente verso di essa, mentre Eren cerca di liberarsi per raggiungerla. Improvvisamente possiamo assistere con i nostri occhi a ciò che è realmente successo alla Fondatrice, dalla sua infanzia fino all'unione con il re Fritz, apprendendo il segreto dell'origine dei Giganti e la vera storia del Demone della Terra. Dopo una lunga attesa di duemila anni, è chiaro che il momento del fatidico incontro sia ora giunto, ma i colpi di scena non sono affatto finiti. Una volta per tutte, tornando al tempo presente, l'intera isola di Paradis apprende le vere intenzioni di Eren, con lo scatenarsi del colossale attacco che finora era stato temuto. Da qualche settimana Attack on Titan sta regalando senza sosta una lunga serie di colpi di scena. Gli episodi si fanno sempre più ricchi di preziose informazioni e di segreti rivelati, mantenendo un ritmo incalzante persino nei momenti in cui la narrazione si sovrappone all'azione.

Questo nuovo episodio per buona parte vuole raccontare qualcosa di molto importante, lasciando poi il posto a scene monumentali, mai viste finora. Come nel precedente, la dimensione spazio-tempo è sospesa nell'attimo in cui Eren e Zeke sono entrati in contatto. In quell'istante, un lunghissimo flashback ci mostra un passato di cui finora avevamo solo sentito parlare: la storia di Yimir e tutto ciò che di leggendario la circonda prendono vita sotto il nostro sguardo.

È uno snodo fondamentale che i fan hanno desiderato per tantissimo tempo, intrappolati in un'attesa che, per certi versi, è esattamente quella degli stessi personaggi. Le ultime scene, ambientate nel tempo presente, acquisiscono un sapore totalmente diverso e mostrano improvvisamente l'attacco decisivo, un drastico evento che forse il pubblico non immaginava di vedere così presto.

Una regia maestosa

Come già detto per gli episodi precedenti, lo Studio MAPPA si sta superando. La seconda parte della Final Season rappresenta davvero una rinascita e l'ingresso verso una fase più matura. Man mano che si procede con il racconto, le emozioni che trapelano scena dopo scena si intensificano. Due sono i sentimenti protagonisti dell'episodio 80: rabbia e compassione, ed è proprio intorno ad essi che ruota l'intero sistema di scelte di regia e d'animazione. Abbiamo detto che gran parte della narrazione si focalizza sulla giovane Ymir, eterna schiava nella vita e nella morte, prima e dopo aver acquisito il suo immenso potere.

Questa enigmatica figura, che finora aveva intorno a sé un velo di mistero e di potenza, ora non può far altro che essere compatita. La scelta di raffigurarla quasi senza volto, con gli occhi senza iridi né pupille, la priva in qualche modo della sua personalità e di ogni forza ,come fosse un'ombra. È così che infatti sono raffigurati i personaggi del lungo flashback sulle origini dei Giganti: ombre del passato, immagini offuscate dal tempo. Non appena la lunga attesa di duemila anni finisce, un sentimento di rabbia pervade la piccola Ymir. Per la prima volta, i suoi occhi sono ben definiti, pieni di lacrime, specchio forse di un sentimento di rivalsa ora che tutto sta finalmente per cambiare. Da questo momento, infatti, anche l'animazione imbocca una strada differente, mostrando virtuosismi grafici che finora lo Studio MAPPA non aveva mai realizzato per Attack on Titan.

Si avverte una forte consapevolezza della fotografia e delle tecniche di "ripresa", dando quasi l'impressione che ci sia una vera e propria macchina da presa. Una chicca, in tal senso, è il sangue che si ferma sul vetro di un obiettivo invisibile, espediente cinematografico che rompe l'illusione scenica. L'episodio 80 si fa anche più crudo, con scene di esplicita violenza che si avvalgono, tra l'altro, di un sapiente sound design che le rende sempre più realistiche. Abbiamo apprezzato ancora una volta la focalizzazione sui primi piani per evidenziare il turbinio di emozioni che travolge ogni personaggio in maniera differente, come anche i giochi di luci e colori che accompagnano tutti i grandiosi momenti ricchi d'azione.

L'Attacco dei Giganti - Stagione 4 "Da te, duemila anni fa" chiude il cerchio che Hajime Isayama ha aperto con il primissimo capitolo di Attack on Titan. Uno dei più grandi segreti sull'origine dei Giganti è stato svelato, rispondendo ad una domanda che i fan hanno sepolto per tantissimo tempo. Lo Studio MAPPA stupisce ancora una volta con tecniche e virtuosismi sempre più ricercati. L'episodio 80 è all'altezza delle aspettative ormai altissime, dal punto di vista sia narrativo sia grafico ed estetico.