Attica: un sorprendente manga Bonelli firmato da Giacomo Bevilacqua

Scritto e disegnato da Giacomo Bevilacqua, Attica è un euromanga a firma italiana: andiamo alla scoperta dei primi tre volumi dell'opera Bonelli.

recensione Attica: un sorprendente manga Bonelli firmato da Giacomo Bevilacqua
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Giacomo "Keison" Bevilacqua ama definirlo semplicemente come un "fumetto", ma se volessimo inserire Attica in una categoria editoriale specifica, non esiteremmo a parlare di euromanga. Un filone che negli ultimi anni sta conoscendo una stagione di crescente fortuna, con una generazione di autori europei desiderosi di cimentarsi con i generi e le dinamiche del manga giapponese. Ne emerge spesso una creatura ibrida, in grado di creare un'interessante sintesi tra i mondi del fumetto europeo e quello nipponico. Un genere che tra i suoi esponenti più famosi vanta Radiant, euromanga nato in francia dalle matite di Tony Valente e successivamente divenuto protagonista di una trasposizione anime.

Ora, il genere sbarca anche in Italia, grazie ad un autore che negli anni continua a dimostrarsi abile ed eclettico. Dagli esordi con A Panda Piace all'esplorazione dell'universo delle graphic novel con Il suono del mondo a memoria, Bevilacqua ha collaborato con una vasta selezione di case editrici, tra cui Sergio Bonelli Editore, sotto il cui tetto ha in passato trovato casa Lavennder. E proprio alla casa di Dylan Dog, l'autore romano ha scelto di proporre Attica. Una produzione lontana dagli stilemi più classici della storica casa editrice italiana, ma che ha saputo trovare una collocazione all'interno della Linea Audace, etichetta con cui Bonelli punta a portare sul mercato progetti dal taglio più "maturo", sia nella narrazione sia nello stile grafico. È nata così una serie composta di sei veri e propri tankobon, con pubblicazione a cadenza mensile. In attesa della conclusione di questo interessante percorso editoriale, ecco le nostre impressioni sui volumi che vanno a comporre la prima metà dell'opera.

Attica: una Città-Stato circondata da mura

Le vicende dipinte dalle matite di Giacomo "Keison" Bevilacqua ruotano attorno ad Attica, Città-Stato che trova collocazione in una versione alternativa del mondo contemporaneo. Luogo di contraddizioni e di torbidi misteri, quest'ultima si presenta alla comunità internazionale come un illusorio paradiso in terra, un luogo a misura di cittadino, con "ampi spazi verdi ed un trasporto pubblico efficace e di prima qualità [...], collocata, dagli esperti, tra i primissimi posti nella classifica mondiale per la qualità della vita".

Dietro quest'idilliaca apparenza, si cela tuttavia una natura ben diversa: le decantante qualità di Attica sono una realtà solamente per i pochi cittadini che risiedono all'interno delle colossali mura che circondano la Città-Stato, attorno alle quali si estendono chilometri di decadenti baraccopoli. I misteri che circondano questo luogo sembrano risalire tutti ad un unico momento storico: quindici anni prima dell'inizio della narrazione, Attica si è resa indipendente dall'Unione Europea ed ha visto salire al potere l'inquietante Presidente Ino, uomo che la governa ininterrottamente da allora. Proprio quest'ultimo ha voluto con forza la creazione della barriera che separa la Città-Stato dal resto del mondo.

L'inquietante dicotomia che caratterizza Attica si palesa nel racconto di Bevilacqua sin dalle prime pagine del Volume 1, che declinano immediatamente due visioni contrapposte: una fazione che vede le mura come uno strumento necessario a "proteggere il più bel posto del mondo" e coloro che giudicano il Presidente di Attica come un "re che siede sul trono della più grande e moderna fortezza medievale del pianeta". Un setting distopico, che l'autore romano sfrutta per edificare, numero dopo numero, una struttura narrativa che svela una realtà sempre più cupa, costruita su di un coacervo di violenza e follia. A cavallo tra il presente di Attica ed il suo passato, i primi tre volumi della serie Bonelli si contraddistinguono per un ritmo narrativo incalzante, che travolge tanto il lettore quanto i protagonisti della storia.

E proprio questi ultimi sono a pieno titolo il cuore pulsante della narrazione: cinque figure unite da un destino comune, quello di marciare su Attica, distruggerne le mura e, con esse, la coltre di menzogne su cui sono state edificate. L'opera di Bevilacqua non svela immediatamente il proprio intero cast, ma i peculiari personaggi incontrati nel corso delle fasi iniziali vanno a comporre un adorabile amalgama di follia e carisma.

I superpoteri più bizzarri ne definiscono la natura: tra la giovane Kat, che non sfigurerebbe come figlia di un Sherlock Holmes dei giorni nostri, ed il pacato ed altruista Aiden, in grado di mettere in campo un potente ma tonto alter-ego dall'armatura degna di un Power Ranger contemporaneo, i primi protagonisti ad essere introdotti in Attica si conquistano immediatamente la simpatia del lettore: non vogliamo anticiparvi di più.

Tra umorismo, combattimenti e pop-culture

Un po' battle shonen, un po' seinen, Attica intreccia i fili dei destini dei suoi eccentrici protagonisti, in un percorso che li porterà a prendere progressivamente coscienza delle proprie origini e ad avvicinarsi al territorio della Città-Stato. Tra dinamici combattimenti ed avversari che in termini di bizzarri poteri non sfigurano assolutamente di fronte al gruppo dei Cinque, nella serie non mancano le sequenze d'azione, spesso generate da dinamiche inaspettate e dipinte in efficaci splash page. È tuttavia importante sottolineare come gli avversari messi in campo da Bevilacqua non siano semplici macchiette, ma personaggi drammaticamente spietati. Che siano animati dalla sete di potere o da un'inesplicabile crudeltà interiore, gli antagonisti che popolano l'universo di Attica sono capaci di compiere all'improvviso azioni profondamente violente ed efferate. Cinici e concretamente pericolosi, conservano attorno a sé un'aura di mistero che la narrazione dei primi volumi dell'opera non dissipa totalmente.

Non manca però lo spazio anche per un'abbondante dose di umorismo: le pagine di Attica ci hanno saputo strappare ben più di qualche sentita e sincera risata. I fan del Bevilacqua di A Panda Piace o, ancor più, di A Panda piace l'avventura non resteranno assolutamente delusi da alcune delle soluzioni narrative messe in campo dall'autore. Tra riferimenti più o meno velati alla cultura pop, i lettori potranno sbizzarrirsi nell'avvistare riferimenti alle produzioni più disparate, che spaziano tra letteratura e videogame.

Rimandi a Sailor Moon e a Pokémon non mancheranno di fare la propria comparsa nei frangenti più inaspettati, mentre i fan più attenti del Re del Brivido potrebbero perfino ritrovare un piccolo omaggio alla saga della Torre Nera di Stephen King. Immancabile, in questo contesto, un apprezzato autocitazionismo: tenete gli occhi aperti, il Panda è sempre in agguato!

Attica In definitiva, la prima metà di questo percorso editoriale che fonde manga nipponico ed autorialità europea ci ha conquistati. I personaggi sopra le righe, la frequente alternanza tra combattimenti in stile shonen ed umorismo, l'incalzante evolversi della narrazione e la discesa in campo di avversari privi di scrupoli hanno creato una formula che si è dimostrata finora vincente. Ansiosi di conoscere tutti i protagonisti di quest'avventura e di scoprire l'intero oscuro passato della Città-Stato, non possiamo che unirci all'hashtag #atticalibera, in attesa di poter mettere le mani sul finale di questa produzione targata Giacomo "Keison" Bevilacqua e Sergio Bonelli Editore.