Recensione Ayashi no Ceres - Manga

Aya è una normalissima liceale, ma il suo XVI compleanno le cambierà la vita

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Ayashi no Ceres

Ayashi no Ceres è sicuramente una tra le opere più crude e forti di Yuu Watase, sia per gli avvenimenti che per i temi trattati; è la storia dell'ascesa e della decadenza di una grande famiglia e della ragazza che porta in sé il destino di questa famiglia. Cominciata nel 1997, Ayashi no Ceres, è forse una delle opere della Watase che, tra molte incertezze e cambi di registro, più si porta a compimento in maniera degna... anche se con un finale che lascia un amaro in bocca, molto più che l'anonima conclusione di un Fushigi Yugi.

L'inizio della storia

La nostra storia comincia con Aya e Aki Mikage, due gemelli, studenti delle superiori; lei istintiva ed entusiastica, lui calmo e bilanciato, i due vivono una vita tranquilla a Tokio, tra amici, scuola, karaoke e i problemi con i genitori... una vita perfettamente normale, fino ad ora.

Succede però che, pochi giorni prima del loro sedicesimo compleanno, Aya e Aki vengano coinvolti nel rocambolesco inseguimento da uno scippatore e Aya rischi di essere investita da un camion; viene però salvata all'ultimo momento da un affascinante sconosciuto, che toglie tuttavia il disturbo prima di essersi presentato...
E' un colpo di fulmine per Aya, che non riesce a togliersi di testa il ragazzo. E così il giorno dopo, del tutto trasognata, si reca alla festa organizzata alla grande villa di famiglia dell'importantissimo clan Mikage. Giunti nella prestigiosa abitazione, i due si trovano però in un ambiente teso che poco si confà a una festa di compleanno; è in questa strana atmosfera che Aya rivede il suo 'principe azzurro', Touya (o almeno così si presenta), una guardia del corpo al soldo dei Mikage.

Ed è così che, in questo singolare ricevimento, di fronte agli sguardi attoniti di Aya ed Aki, viene mostrato un cofanetto che, una volta aperto, rivela la presenza una mano mummificata. La reazione dei due è devastante, Aki si ritrova improvvisamente ricoperto di terribili ferite mentre Aya solo per alcuni istanti si trasfigura in una donna dall'inconsueto colore di occhi e capelli e dalla bellezza ultraterrena, quasi una dea...
La reazione dei parenti è immediata: mentre Aki viene portato via per essere soccorso, il nonno dei due aizza le guardie del corpo affinché uccidano Aya, definendola 'Reincarnazione della Dea Celeste' e 'Pericolo per la famiglia Mikage'. Nella colluttazione rimane ucciso anche il padre di Aya, intervenuto per salvare la figlia; al che qualcosa scatta nella ragazza, trasformandola nuovamente nella allarmante divinità che era stata prima solo per pochi istanti.

Aya riprende conoscenza solo qualche tempo dopo, sull'albero più alto della residenza. Prima di riuscire a capire come effettivamente sia riuscita a salire fino a quel punto, viene scovata e raggiunta da Touya, il quale si comporta però da "mastino poco fedele" nei confronti della famiglia Mikage, permettendo infatti ad Aya di scappare; o meglio, lasciandola letteralmente cadere tra le braccia di un ragazzo giunto per salvarla, tale Yuuhi Aogiri, inviato lì da sua cognata Suzumi. Come Suzumi abbia saputo chi fosse Aya, dove essa fosse e tantomeno perché avesse bisogno d'aiuto non ci viene svelato, ma la salvezza della giovane sembra per il momento assicurata dall intervento di Yuuhi.

E' davvero tutto così facile?

Questo è solo l'incipit di una storia ben più grande e variegata, lungo la quale Aya rischierà più volte la vita, scoprirà che molte altra ragazze portano il 'marchio della Dea Celeste', si troverà a fare i conti con Ceres, la Dea Celeste che in lei si è reincarnata e spesso e volentieri si troverà a dover scegliere tra l'uomo da cui è irresistibilmente attratta, Touya, o il ragazzo che piano piano sta penetrando nel suo cuore, Yuuhi; inoltre pian piano verrà a conoscenza di realtà ben più assurde, accorgendosi che non tutti i Mikage vogliono ucciderla, ma una fascia ben più larga vuole anche studiarla, e utilizzare i cromosomi della Dea Celeste per una 'correzione' del corredo genetico dell'umanità... e se a tutto questo dovessimo aggiungere che Aki, l'amato fratello gemello di Aya, in realtà non si scopre altri che la reincarnazione dell'uomo che, innumerevoli eoni prima, costrinse Ceres a rimanere sulla terra e che ora sembra del intenzionato a riprendersi la sua donna, cosa potrebbe succedere?

E' partendo da questi presupposti che si sviluppa l'intricato groviglio di azioni da cui nasce Ayashi no Ceres.

I protagonisti

Ma andiamo adesso a dare un'occhiata più ravvicinata ai personaggi principali...

Aya Mikage: Una normalissima adolescente, carina, si tinge i capelli, ama andare al karaoke, ha degli amici e si diverte a far arrabbiare suo fratello Aki; ha il terrore di essere semplicemente una fra le tante, uno zero in un mare di zeri, di essere costretta ad essere per sempre una ragazza uguale a tutte le altre migliaia che esistono sulla faccia della terra... poi arriverà il suo sedicesimo compleanno, che scombinerà tutto ciò di cui lei è sicura in questa realtà.

Ceres: La Dea Celeste, colei che nel passato fu costretta a rimanere sulla terra da un uomo che la sposò e dalla quale ebbe dei figli; il suo sangue ha assicurato la prosperità della famiglia Mikage, ma da allora ogni volta che si reincarna in una delle sue discendenti per trovare la maniera di tornare in cielo, viene uccisa dai Mikage, che temono la sua vendetta e la predita della buona sorte che li ha da sempre accompagnati fintanto che la Dea era fra loro.

Aki Mikage: Il fratello gemello di Aya, è sempre stato molto più misurato della sua intraprendente sorella, ed è anche stato sempre molto protettivo nei suoi confronti... i suoi veri problemi cominciano quando in lui accenna a risvegliarsi l'anima del Capostipite, l'uomo che costrinse Ceres a rimanere sulla terra e che è fermamente deciso a riprendersi la propria donna.

Touya: Non sa chi sia, non sa da dove provenga né chi l'abbia messo al mondo, non sa neanche se è davvero un essere umano: quando arriva a Tokyo, ricorda solo due cose, il proprio nome e la parola 'Mikage'. E' istintivamente protettivo nei confronti di Aya e di tutte le persone che abbiano a che fare con lei, e sebbene a lungo non ammetta di ricambiare i sentimenti di Aya, non li nega neanche... sono molti i segreti che serba e che continuerà a non rivelare fino alla fine.

Yuuhi Aogiri: sedici anni, studente liceale con la passione per la cucina, viene inviato da sua cognata Suzumi per salvare Aya; inizialmente i due litigano come cane e gatto, specialmente quando Yuuhi viene investito da Suzumi della carica di 'Guardiano della Dea' e costretto a stare sempre vicino ad Aya per proteggerla. Tuttavia, pian piano i sentimenti reciproci cominciano a cambiare, e allora forse...

Suzumi Aogiri: Vedova del fratello di Yuuhi e insegnante di danza classica giapponese, in lei scorre il sangue di una Dea Celeste, sebbene non così forte come in Aya, e per questo spesso riesce ad avere percezioni e far uso di poteri al di là del normale; è molto protettiva nei confronti di Aya e Yuuhi e spesso è disposta a rischiare in prima persona pur di proteggerli.

Kyuu: Domestica in casa di Suzumi, Kyuu all'occorrenza si trasforma in autista dell'auto di famiglia; ha un viso che è difficile dimenticare e spesso e volentieri ama impicciarsi degli affari altrui... ed è decisamente il personaggio più comico di tutta la serie.

Kagami Mikage: Cugino di Aya e Aki ma molto più grande di loro, Kagami è a capo del ramo imprenditoriale dei Mikage, è lui che cura anche in prima persona la sezione di ricerca che si occupa delle ricerche sulla Dea Celeste; completamente privo di scrupoli, pianificatore e completamente egocentrico, non ha problemi nell'impiegare tutte le risorse dei Mikage per i propri oscuri propositi.

Chidori Kuruma: All'apparenza Chidori sembra una bambina delle elementari, ma in realtà ha la stessa età di Yuuhi e Aya... altruista, perennemente allegra e totalmente spontanea, Chidori ha in se il sangue della Dea Celeste, che si rivela in maniera esplosiva quando lei si arrabbia, trasformandola in una donna formosa e provocante dalla bellezza divina e dai poteri distruttivi; fin dall'inizio pare essere molto interessata a Yuuhi, costringendo Aya a entrare, suo malgrado, in competizione per il ragazzo.

Shuro Tsukasa: Shuro è un cantante che ha in se il sangue della Dea, in forma tale da dargli una voce magnifica. Alla vetta del successo, si scoprirà più avanti che è una ragazza, insicura e dolce, che si comporta come un uomo per dei motivi che hanno una remota causa alle spalle... causa a cui la Dea Celeste non è estranea.

Alexander Howell: Giovanissimo genio e tecnico al servizio dei Mikage, Alexander (o 'Alec') è un vero e proprio otaku di anime, manga e qualsiasi tipo di videogioco immaginabile. E' uno spirito libero che, sebbene lavori per i Mikage, si pone spesso dei problemi riguardo l'etica e la moralità di ciò che è costretto a fare; ha una personalità decisamente onesta e positiva e perciò spesso e volentieri questi ragionamenti lo fanno entrare in contrasto diretto con il suo datore di lavoro, Kagami.

Il Capostipite: Il capostipite dei Mikage; c'è poco da dire su di lui, se non che quando si svela riesce ad avere la meglio su di Aki e si impossessa del suo corpo. Talmente fanatico e amorale da apparire inumano, il Capostipite eoni fa nascose la Veste della Dea Celeste, togliendole la possibilità di tornare in cielo, e costringendola rimanere sulla terra, sposarlo e dargli dei figli; non si sa quale sia il motivo, ma pare dotato di poteri sovrannaturali capaci di opporsi a quelli della Dea Celeste. E' lui il vero e proprio 'cattivo' di questa storia, ma... sarà davvero così?

Un'opera intricata

Ayashi no Ceres è sicuramente una storia impegnativa non adatta né a chi vuol leggere qualcosa per svagarsi né agli animi candidi. In quest'opera la Watase si avvicina molto al tratto narrativo di Kaori Yuki, mettendo a nudo, sempre nel suo stile inconfondibile, quanto di più crudo si può trovare nell'essere umano... lussuria, violenza, ingordigia, odio, invidia e tradimento, il tutto miscelato in modo da tinteggiare in tinte oscure quello che altrimenti sarebbe stato nient'altro che uno shojo con elementi fantasy. Come già detto, Ayashi no Ceres non è un piatto facile da digerire, soprattutto per chi l'ha preso aspettandosi una storia d'amore più all'acqua di rose sullo stile di Fushigi Yugi, celeberrima opera della stessa autrice, già da tempo pubblicata in Italia. Ayashi è una storia cruda, e anche il 'lieto fine' non è certo un finale in grado di piacere a tutti, lasciando un vago senso come di svuotamento...

Inoltre, nonostante i suoi molti meriti, la storia vanta anche un certo numero di difetti, innanzitutto il fatto che spesso e volentieri interi volumi appaiano inutili al procedere della storia, sebbene a posteriori ci si renda conto che la Watase ha semplicemente messo al proprio posto tutti i pezzi di un gigantesco puzzle; purtroppo questi episodi, non particolarmente degni di nota, sul momento non fanno altro che appesantire una lettura già di per sé non certo leggera. Infine, sebbene il carisma e i numerosi e magistrali colpi di scena, di cui sono protagonisti in larga misura i personaggi secondari della vicenda, proprio i due protagonisti Aya e Touya spessissimo si comportano in maniera tanto irrazionale e illogica da far dubitare del fatto che siano a conoscenza di quanto gli sta accadendo intorno... benché questo sia giustificabile dagli stress psicologici a cui sono sottoposti. Altre volte, in aggiunta, riescono perfino a risultare odiosi in quel loro atteggiamento a metà tra l'altruista e il sentirsi colpevole, sebbene bilanciato da un'ottima caratterizzazione degli altri personaggi.

Ayashi no Ceres Per concludere questa è una storia dedicata principalmente a chi ama le storie d'amore intrise di sangue e sacrificio; non è una vicenda che può piacere a chiunque e non ha neanche le pretese di essere tale, ma è sicuramente un'opera che, presa per il verso giusto, è davvero capace di lasciare il segno. Numerosi fan della Watase la troveranno sicuramente una storia incocludente e con un finale del tutto indegno, ma giudicandola da un altro punto di vista, questa vicenda rompe fragorosamente molti dei luoghi comuni delle storie sentimentali di questo genere. Sicuramente da leggere almeno tre volte, prima di esprimere un parere.

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