Batman Ninja: la Recensione del film di animazione diretto da Junpei Mizusaki

In anteprima al Napoli Comicon 2018 abbiamo visto Batman Ninja, una pellicola anime folle e spettacolare che unisce la DC Comics e il folklore nipponico.

recensione Batman Ninja: la Recensione del film di animazione diretto da Junpei Mizusaki
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Era bastato già uno sguardo fugace, in occasione dell'annuncio ufficiale effettuato pochi fa, e in seguito con alcuni trailer e clip rilasciate, a farci intuire che Batman Ninja fosse un progetto particolare. Un'operazione assolutamente sopra le righe, voluta da Warner Bros. e prodotta dalla divisione giapponese del publisher americano: il nuovo film animato targato DC Comics non è una produzione statunitense, ma è in tutto e per tutto un anime giapponese. Nipponico è lo staff, nipponico è lo stile, ma soprattutto nipponico è lo spirito: Batman Ninja incarna tutti i valori estetici e il linguaggio proprio del cinema di animazione proveniente dalla Terra del Sol Levante e rappresenta un esperimento quanto mai sorprendente ed entusiasmante, una vera e propria rivelazione e una potenziale gallina dalle uova d'oro per Warner Bros. Abbiamo avuto l'opportunità di guardare la pellicola in anteprima durante il Napoli Comicon 2018 e, in vista della release in digitale il prossimo 8 maggio, vogliamo raccontarvi la particolare epopea del Cavaliere Oscuro alle pendici del Monte Fuji, tra il candore dei fiori di ciliegio e il freddo delle lame implacabili di mille katane che risuonano al chiaro di luna.

Viaggio nel Tempo

La trama di Batman Ninja ci porta nel vivo dell'azione sin dai primissimi minuti della pellicola diretta da Junpei Mizusaki - già director dell'adattamento animato de Le Bizzarre Avventure di JoJo - e scritta da Kasuki Nakashima, deus ex machina di ottimi prodotti anime per la televisione come Gurren Lagan e Kill la Kill: in un roboante incipit, veniamo catapultati nella Gotham City dei giorni nostri, per la precisione nel complesso di Arkham Asylum, presso il quale Batman sta affrontando un quanto mai agguerrito Gorilla Grodd - un villain celebre soprattutto per i fan dei fumetti di Flash, ma che spesso e volentieri non disdegna di mettere i bastoni tra le ruote ad altri eroi, complice anche il suo coinvolgimento nella Società Segreta dei supercriminali. L'enorme, intelligente e forzuto primate intende attivare una macchina del tempo ma, prima che l'uomo pipistrello riesca a fermarlo, il macchinario si attiva e risucchia l'intera isola di Arkham in un immenso buco nero, accompagnato da tempeste e cicloni. Batman si risveglia in un villaggio giapponese, ma capisce sin da subito che qualcosa non va: è stato catapultato nel Giappone feudale, una terra piena di mistero e folklore dilaniata dalla morsa di alcuni tiranni. Questi despoti sono ovviamente i villain dell'universo batmaniano, giacché il nostro eroe viene a sapere da una ritrovata Selina Kyle (Catwoman) che la Macchina del Tempo ha agito diversamente su di lui, proiettandolo in un momento storico in cui gli altri comprimari e i supercattivi della sua epoca vivono nel passato già da due anni.

Due anni in cui l'intero panorama sociale, politico e militare è stato completamente assoggettato dai villain: il Pinguino, Poison Ivy, Due Facce e Deathstroke governano i rispettivi castelli, con Gorilla Grodd che intende conquistarli e il Joker - coadiuvato dalla solita, fedele Harley Quinn - che governa l'intero sistema dalla sua immensa e imponente magione. Ma c'è ancora speranza: il clan del pipistrello, che ha trovato dei preziosi alleati in Dick Grayson (Nightwing), Tim Drake (Red Robin) e Damian Wayne (Robin), attendeva da anni l'avvento del Dio Pipistrello, un individuo dalle sembianze simili al volatile notturno che li avrebbe guidati verso la libertà e la vittoria contro l'intricata morsa di ferro dei villain nei loro rispettivi palazzi. A Bruce Wayne, ricongiuntosi con tutti i suoi cari catapultati nel Giappone feudale, non resterà che guidare la resistenza verso la battaglia finale contro i supercriminali di Gotham City.

Ninja Batman

È difficile raccontare i punti focali, gli snodi principali e gli elementi di maggiore impatto della trama di Batman Ninja senza riservarvi degli scomodi spoiler che potrebbero rovinarvi la sorpresa e inficiare la godibilità di una pellicola in tutto e per tutto sorprendente.

Vi basti sapere che, come in tutte le storie più classiche dedicate al Cavaliere Oscuro - che giocano costantemente con le ambiguità della psiche e le caratterizzazioni più disparate - i colpi di scena certamente non mancheranno. Ma soprattutto, Batman Ninja è un film che riesce a mescolare sapientemente canoni e stereotipi di uno degli immaginari più vividi e importanti della DC Comics con l'estetica, i temi e lo stile di racconto del cinema giapponese: in tal senso, Warner Bros. ha affidato allo staff di produzione una totale libertà creativa, che si riflette in scene dai toni decisamente folli ed esagerati.

Le inquadrature mozzafiato di certo non mancano, e si riflettono principalmente in due direzioni: da un lato la strada ai limiti della follia, che si riflette in alcune scelte di regia sopra le righe e fuori da ogni schema, in grado di omaggiare al meglio alcuni elementi sacri dell'animazione giapponese; dall'altro, un'estetica sublime, un character design ispirato e originale per ciascuno dei personaggi principali. Per ogni singolo protagonista, il designer Takashi Okazaki - un nome che non ha bisogno di presentazioni, celebre per aver creato Afro Samurai - ha saputo dare il giusto tocco orientaleggiante applicato alle rispettive sembianze classiche: personaggi come il Joker, Catwoman o le varie declinazioni del Robin ne rappresentano il più fulgido e lampante esempio. A una sceneggiatura convincente, il cui unico neo è rappresentato forse da un'eccessiva fretta solo nella parte iniziale, e a un grande impatto estetico garantito da una regia eccezionale, si affianca anche l'ottimo respiro artistico della produzione.

Batman Ninja è stato realizzato con tecniche che alternano l'utilizzo del 3D con la grafica tradizionale in due dimensioni, con personaggi creati tridimensionalmente su sfondi e scenari mozzafiato che ricreano paesaggi disegnati a mano con uno stile che ricorda molto piacevolmente le classiche stampe giapponesi. Il connubio tra questi due elementi non stona mai, e anzi contribuisce a rendere il film una costante composizione di acquerelli in movimento, in cui finanche le animazioni non risentono del digitale a discapito del disegno a mano: le coreografie dei combattimenti sono ovviamente piuttosto lontane dagli schemi delle produzioni occidentali - e, di conseguenza, anche da ciò che siamo abituati a vedere con Batman, nonostante l'uomo pipistrello abbia ricevuto un'educazione alla lotta nelle arti marziali. Anche in questo, però, risiede l'importanza e la godibilità della pellicola, poiché Batman Ninja riserva un parco di scontri e acrobazie degne dei migliori esponenti del cinema orientale, una danza costante di esecuzioni, tecniche ed esagerazioni che in più di un'occasione hanno mandato in visibilio la platea. Una lode a parte, inoltre, va riservata a una sequenza specifica all'interno del film: per una manciata di minuti, nel corso di una scena dedicata a Joker e Harley Quinn, lo stile visivo viene totalmente stravolto, deformandosi fino all'esasperazione e riducendo al minimo l'utilizzo del colore alle sfumature e ai contrasti più caldi. Il tutto, per i cultori dell'arte nipponica, omaggia le antiche e folkloristiche pitture giapponesi, un esercizio di stile che impreziosisce notevolmente il valore della pellicola, che trova un valore aggiunto finanche negli splendidi arrangiamenti musicali di Yugo Kanno.

Batman Ninja Batman Ninja è un esperimento vincente da non perdere: lo staff di produzione, che conta tra i suoi ranghi artisti che hanno creato prodotti iconici come Afro Samurai, Kill la Kill e Gurren Lagan, ha sfruttato pienamente la libertà creativa concessagli da Warner Bros. per realizzare una pellicola in tutto e per tutto folle, esagerata e spettacolare. Tutto, dalla regia all'estetica, passando finanche per la sceneggiatura e per la battaglia finale, è assolutamente sopra le righe, risultando un mix perfettamente amalgamato tra la più classica delle storie DC Comics sul Cavaliere Oscuro e il meglio del cinema orientale, tra tecniche di animazione e disegni sopraffini e una direzione artistica che lascia semplicemente a bocca aperta. Si arriva alla conclusione del film con la voglia di averne semplicemente di più, e con un pizzico di rammarico per una parte iniziale che avrebbe potuto essere meno frettolosa.

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