Berserk Capitolo 367: l'ascesa di Kouji Mori

Col capitolo 367 di Berserk, Kouji Mori fa un passo in avanti, decisivo, mostrando l'eredità di Miura. Cosa succederà al Guerriero Nero?

Berserk Capitolo 367: l'ascesa di Kouji Mori
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Dopo i primi capitoli 365 e 366 di Berserk senza Kentaro Miura, avevamo capito che la storia avrebbe preso un taglio diverso. Più veloce, più brusco, più diretto, con pochi dialoghi e tanta Ammazzadraghi. Così si è presentato il "nuovo" Berserk, seguito dallo Studio GAGA e supervisionato da Kouji Mori, l'amico del maestro.

Nel capitolo 367 di Berserk, uscito l'8 Luglio in Giappone sulla rivista di Hakusensha, Young Animal, ci ritroviamo in mezzo al feroce combattimento che era stato preannunciato nei due episodi precedenti, pubblicati un anno dopo la scomparsa del sensei. E continueremo a ripetere di come e quanto si senta la mancanza del tocco di Miura.

Come fiori di ciliegio

Siamo ancora nell'isola degli elfi, quel posto pacifico in cui Gatsu, Caska e il loro gruppo hanno trovato la pace tanto desiderata. Qui, sotto le fronde dei ciliegi e la triste luce di una luna calante, abbiamo scoperto l'identità del Bambino della luna, la promessa e la premessa che questa tregua non sarebbe durata a lungo. Miura ci aveva lasciato in questo modo, con tutte le nostre domande che rimanevano appese a una lacrima sul viso di Grifis. Poi Mori e lo Studio GAGA hanno rimescolato le carte in tavola.

Dopo un ritorno di Berserk decisamente deludente, questo nuovo capitolo segna una speranza, una rapida ascesa: dal punto di vista stilistico, il tratto e lo stile sono molto migliorati. Nonostante i due autori siano molto diversi tra loro, come vi abbiamo spiegato nel nostro pezzo sulle differenze tra Kentaro Miura e Kouji Mori, in queste tavole percepiamo meno timore, più dimestichezza, in poche parole vediamo finalmente l'anima del maestro.

I colpi di scena e l'ineluttabile corso degli eventi avanzano davanti ai nostri occhi, come un fiume d'inchiostro. Pochi retini, contorni spessi, linee nette, tutto ci riporta a uno stile più in linea con l'anima di Berserk. Non c'è spazio per i dialoghi e questo non è un problema. Si capiscono le motivazioni date dalla furia del momento. Stavolta anche i piccoli difetti (davvero piccoli, rispetto agli altri due capitoli) passano quasi inosservati: c'è ancora poca cura in alcune espressioni e nell'impaginazione, rispetto ovviamente al lavoro fatto in precedenza sotto la supervisione di Miura. Ma di fronte a quella potentissima scena di un'Ammazzadraghi sospesa sulla spalla di Grifis, anche i dubbi e le perplessità, anche la paura, tutto viene spazzato via. Come fiori di ciliegio.

La fine e l'inizio di una nuova era

Mori e lo Studio GAGA l'avevano detto che ben presto avremmo abbandonato la pacifica isola degli Elfi, per dare vita a un nuovo ciclo narrativo di Berserk. Secondo quanto hanno dichiarato, mancano ancora due capitoli, prima che si concluda questo arco.

E in pochissimo tempo, a dispetto degli anni in cui Miura ci aveva lasciato su quel lembo di terra magica, abbiamo effettivamente capito che un'era si è conclusa. Forse la critica che ci sentiamo di smuovere con più ardore è proprio la velocità con cui la storia sta progredendo: non abbiamo il tempo per gustarci la suspense, la rabbia, l'atmosfera. Nel giro di tre capitoli si riduce all'osso ogni interazione con personaggi tuttavia importanti: Farnese e Schierke spariscono dalla scena, nel giro di un attimo tengono Caska in braccio, subito dopo non ci sono più. Zodd il Nosferatu, Zodd l'Immortale è lì eppure di lui vediamo appena qualche zampata.

Tutto viene divorato voracemente, tavola dopo tavola. Ma anche questo l'avevano chiarito Mori e gli altri: non c'è nessun desiderio, ambizione o possibilità di confrontarsi con Miura. La parte stilistica è ridotta, l'attenzione è rivolta in tutto e per tutto all'evoluzione della trama. Ed è proprio nella storia, nella battuta finale del capitolo, che percepiamo concretamente l'eredità di Miura: siamo tornati a una svolta che ci riporta nel passato. Siamo di nuovo sulla collina delle Spade. Ma stavolta Grifis non se ne andrà via da solo. Cosa farà adesso il Guerriero Nero? Il capitolo 368 di Berserk uscirà il 12 agosto e prima di allora, abbondano le teorie. Perché dopo ciò che abbiamo visto, tutti ci stiamo chiedendo: ma Gatsu potrà davvero fare qualcosa?

Berserk Siamo alla resa dei conti, siamo di nuovo sulla Collina delle Spade, di fronte ai nostri temibili avversari: nel capitolo 367 Kouji Mori dimostra una rapida ascesa e una svolta nella trama. "Brandendo" con più sicurezza la supervisione dell'opera del suo compianto amico, stavolta ritroviamo un Berserk più fedele all'originale. Ci sono ancora alcuni aspetti da migliorare, ma l'ambizione non è mai stata quella di confrontarsi con Miura, ma di seguirne, il più fedelmente possibile, l'eredità. E in questo capitolo rivive lo spirito del maestro.