Berserk capitolo 368: nulla sfugge al destino

In questo nuovo capitolo di Kouji Mori e Studio GAGA, Gatsu si scontra contro un avversario ritornato dall'oscurità del suo passato: il destino.

Berserk capitolo 368: nulla sfugge al destino
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Rimane attaccato come un'ombra e scivola lungo la spina dorsale come la paura: è il destino, signori, che fa la sua apparizione nel capitolo 368 di Berserk. È proprio lui, nella forma più oscura e implacabile, lo stesso invisibile mostro che da più di trent'anni manovra le trame dell'opera magna del compianto Kentaro Miura. E ora è ritornato.

Avevamo lasciato Gatsu nei capitoli 365 e 366 di Berserk nel mezzo di una disperata battaglia, prima contro Grifis, dopo contro Zodd, nel capitolo 367 di Berserk. L'inevitabile epilogo si stava sempre più manifestando di fronte agli occhi del Cavaliere Nero tanto quanto ai nostri. Entrambi siamo stati spettatori del rapimento di Caska, impotenti, incapaci di poter fermare il ricordo (e il ritorno) di quella oscura maledizione di cui Gatsu porta ancora il marchio. Forse questo capitolo rappresenta il momento più alto che Kouji Mori e lo Studio GAGA siano riusciti a rappresentare dal momento che hanno deciso di riprendere la pubblicazione dopo la scomparsa del maestro Miura. Ora vi spieghiamo il perché.

Divoratori

Il capitolo 368 di Berserk si chiama proprio così: "divoratori". Il nome è da ricollegare alle ombre che sono apparse su tutta l'isola degli Elfi, dal momento in cui Grifis ha aperto il canale dimensionale. Ancora una volta Kouji Mori e lo Studio Gaga hanno attinto alla memoria storica del manga e, guidati dagli appunti lasciati da Miura, ci hanno riportato indietro nel tempo, a quando Gatsu veniva assalito dagli spiriti notturni richiamati dal Marchio del Sacrificio.

Analizziamo la scena: l'intero regno di Elfhelm si sta "sciogliendo" a causa di questi spettri che, letteralmente, pare rivestissero ogni parte dell'isola; la terra trema, crolla, sconquassata sin dalle sue profondità. Isidoro, Serpico e gli altri vengono attaccati da questi spiriti che gli ricordano gli avvenimenti di Albione. Il nostro Cavaliere Nero era stato protetto fino ad ora dal talismano disegnato da Shilke ma, come ben sappiamo, l'incantesimo si spezza di fronte al potere di un membro della Mano di Dio. Inoltre, questi spettri sembrano più di semplici spiriti infestanti. Il Cavaliere del Teschio che (come la tradizione vuole) appare al momento giusto, salva il gruppo di Isidoro e rivela a loro che nulla possono fare contro queste oscure creature. Non sono semplici esseri malvagi, sono i "veri signori" dell'isola, coloro che fino ad ora in pratica la tenevano a galla sull'oceano. Tutto è dunque destinato a essere distrutto. Di nuovo. L'inizio della fine è prossimo e l'unica cosa che Gatsu e i suoi possono fare è cercare di salvare la pelle. Ma, rapidamente, l'attenzione vola alla flotta di Roderick, una probabile "ancora di salvezza" ormeggiata sulla riva. Anche loro vengono attaccati dagli spiriti e ci dimostrano infine perché vengono chiamati "divoratori": nulla sfugge alle ombre.

Destino

C'è una sequenza di scene che rappresenta perfettamente il come e il perché questo capitolo è una summa di Berserk: il momento in cui Gatsu comprende, insieme a noi, il ritorno del destino. Analizziamo ancora una volta: il personaggio di Gatsu è sempre stato drammaticamente "semplice" e le virgolette non sono messe a caso.

In sé e per sé, il nostro Maestro Spadaccino, è un essere umano dalle poche pretese; non voleva un castello e un reame da governare come il suo "amico" Grifis, non aveva particolari ambizioni, se non quella di cercare un momento di pace dentro un mondo fatto di sangue, sesso e viscere. Nel definire il protagonista di questa oscura storia, Miura ha voluto rappresentare Gatsu come un combattente, una persona ferrea, stabile nelle sue convinzioni, al punto da essere cocciuta e ferocemente ostinata, talvolta un po' con fare dispregiativo, perché non esce dalle proprie convinzioni e, piuttosto, viene divorata dai propri dogmi. Ma questa debolezza è anche la forza di Gatsu, che con la sua tenacia non smette di cercare quel momento di pace trovato, per una volta, tra le braccia di Caska. A mutare sono soltanto le sue battaglie. Prima, quand'era bambino, Gatsu ha dovuto combattere contro Gambino e un mondo ostile, violento. In seguito, ha combattuto sui campi di battaglia, in guerra e contro la sua prima, vera amicizia. Infine i duelli di Gatsu si sono dimostrati sempre più feroci, contro creature soprannaturali, spiriti, demoni e infine anche contro se stesso.

Attorno a lui i suoi compagni hanno preso strade diverse, sono morti o hanno fatto vere e proprie follie, come è capitato a Grifis, che contrariamente a lui, cambia i suoi piani, impazzisce e si degrada, dopo aver perso Gatsu. E una volta che il Falco Bianco ha ottenuto ciò che vuole, è ancora lì, un colpo di scena dopo l'altro, a farci dubitare su cos'altro potrebbe desiderare di più da un uomo come Gatsu. Mentre tra le intricate e complesse trame e sfumature, questa è la sua semplicità: ciò che alla fine ha imparato a desiderare, era soltanto una pomata sul naso e un calmante al suo cuore ferino. Peccato che il destino ha avuto altri piani per lui.

Divorati


È l'inizio della fine? Sì. Ce lo aspettavamo che Grifis portasse via Caska? Sì. Ce lo aspettavamo che Gatsu reagisse così? No. La storia procede a un ritmo esageratamente velocizzato, molte domande sorgono spontanee e ci mordono la nuca, come un Berserk, ma l'abbiamo capito: questo è il massimo che lo Studio GAGA e Kouji Mori possono fare, cercando il più possibile di rimanere fedeli all'eredità di Miura. Non sarà mai più il Berserk di una volta e lo confermiamo ancora. Ma, sebbene il livello stilistico delle tavole continua ad altalenarsi e stavolta sia davvero scarso nelle ambientazioni, poco dettagliate rispetto alla qualità a cui ci aveva abituato Miura coi suoi paesaggi, non siamo riusciti a rimanere indifferenti al climax narrativo. Gatsu è tornato al momento più culminante della sua vita, quando era lì, nell'Eclisse.

La sequenza è quasi la stessa: prima la furia che acceca la ragione, la voglia di combattere, di continuare, poi una mano sospesa nel nulla, incapace di ferire i propri nemici e proteggere chi si ama, uno sguardo sbarrato, perso, quando tutto attorno a lui sta andando in rovina. Inghiottito dall'oscurità.Ma queste non sono tenebre qualsiasi: nella sua lunga e sanguinolenta lista di battaglie, il primo, vero avversario di Gatsu è proprio un oscuro destino, quella volontà, quella "mano" che muove i fili delle nostre storie.

Il destino non perdona, il destino non dimentica. Rimane in attesa ed è pronto a raggiungerti anche nell'isola più remota degli Elfi, quando abbassi la guardia. Quando pensi di poter essere finalmente felice. Il 9 settembre scopriremo quello che attende il nostro Gatsu.

Berserk Tanto tempo fa, il Maestro Miura ci aveva insegnato attraverso Berserk che: “L’uomo s’illude di essere il fautore della propria vita, ma vi sono elementi superiori che guidano e controllano il destino di ognuno di noi, chiamatele forze sovrannaturali oppure intervento divino, ciò che è certo, è che le nostre azioni non sono il risultato del libero arbitrio.” Nel capitolo 368 di Berserk, Gatsu si deve scontrare (ancora una volta) contro questa verità riguardo al suo destino: tutto è stato già scritto da un’entità superiore e per quanto lui combatta, sembra che niente cambi per lui, ritorna sempre al punto di partenza, solo, inerme, abbandonato da tutto ciò che ha imparato ad amare. Un climax narrativo potente in un capitolo, purtroppo, che pecca di qualche difetto. Ma questo è ancora soltanto l’inizio...