Berserk Trilogy: Recensione del Capitolo 1, L'uovo del re dominatore

Il primo episodio della trilogia cinematografica ispirata al manga di Kentaro Miura fu una novità assoluta per l'animazione digitale: riscopriamolo.

recensione Berserk Trilogy: Recensione del Capitolo 1, L'uovo del re dominatore
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Berserk è una delle pietre miliari del fumetto e dell'animazione giapponese, eppure al tempo stesso è uno dei franchise più controversi e complicati nella storia dell'intrattenimento. Il manga di Kentaro Miura, in corso di pubblicazione dagli anni Ottanta, vive di continue pause ed interruzioni, mentre gli adattamenti anime non se la passano molto meglio. Una prima serie televisiva di animazione fu trasmessa tra il 1997 e il 1998 e adattò solo in parte le vicende di Gatsu. Di recente, poi, una nuova produzione per la TV ha fatto capolino sui nostri schermi: realizzata principalmente in CGI, viene trasmessa su Crunchyroll e traspone gli eventi del fumetto in seguito alle vicende mostrate nel primo adattamento. In mezzo a questi due prodotti, però, si pone anche una trilogia cinematografica, che rappresenta l'oggetto della nostra analisi odierna. Intitolata L'Epoca D'oro, la serie di film riadattava anche le vicende già trasposte nel primo anime, ma le impreziosiva con un nuovo cast, una veste grafica tendente all'utilizzo del digitale e qualche leggera variazione narrativa. Le tre pellicole fanno parte della cosiddetta Berserk Trilogy, riunita di recente in un elegante edizione home video da Anime Factory e Koch Media. In questa sede vogliamo ripercorrere il primo di questi lungometraggi, intitolato Berserk L'Epoca D'oro - Capitolo 1: L'uovo del re dominatore.

L'era dei mercenari

Guts (adattamento italiano di Gatsu, per chi legge il manga di Berserk) è un mercenario che vive alla giornata, offrendo la propria spada al miglior offerente in una Terra medievale dilaniata da guerra ed oscurità. Non ci serve sapere chi è Guts, né approfondire un passato profondamente oscuro che avvolge la sua figura muscolosa e imponente. Sappiamo che il protagonista è un guerriero abile, feroce ed implacabile, e che il suo nome riecheggia in ogni angolo del mondo come un grido di morte e violenza. La sua vita cambia per sempre quando si imbatte nei Falchi: si tratta di un noto esercito di mercenari al servizio di Griffith (Grifis in lingua originale), un carismatico condottiero che combatte in nome degli ideali di libertà e giustizia.

I suoi uomini lo seguono ciecamente, spinti da un forte sentimento di cameratismo che li porta a considerare il proprio squadrone una vera e propria famiglia. Inizialmente riluttante all'idea di legarvisi, Guts è infine costretto ad unirsi ai Falchi dopo aver perso un duello contro l'abile Griffith: inizia un'epopea che, da freddo e spietato guerriero qual era, gli permetterà di scoprire valori come l'appartenenza, l'amore e la lealtà. L'uovo del re dominatore, il primo episodio della Berserk Trilogy, adatta dunque il primo e fondamentale arco narrativo dell'opera di Kentaro Miura: attraverso il viaggio di Guts, il suo complicato rapporto con Caska (altra figura estremamente interessante, legata a Griffith da un forte senso dell'onore) e soprattutto la platonica ammirazione per Griffith, assistiamo all'ascesa dell'armata dei Falchi, sempre più coinvolta nell'assetto bellico e politico di uno scenario puramente dark fantasy.

Insieme a poche altre e seminali opere, infatti, Berserk ha tutt'oggi il merito di aver definito profondamente il genere grazie a un immaginario semplice e basilare ma, al contempo, sorprendentemente solido ed ebbro di suggestioni artistiche e letterarie. Difficile sviscerare una serie di temi che esplosero con forza nelle due pellicole successive più che nella prima: nelle analisi dedicate ai Capitoli 2 e 3 de L'Epoca D'Oro, infatti, avremo modo di analizzare più nel dettaglio tutta la filosofia che si cela dietro una scrittura sopraffina, dai toni oscuri e dalle tinte profondamente crude ed horror.

La riflessione sul superuomo, sulla religione e sull'esistenzialismo, ad esempio, emergono nelle vicende culminanti che legano l'avventura di Guts al destino di Griffith: L'uovo del re dominatore, piuttosto, funge da prezioso antefatto a una vicenda che getta solo le basi dell'immaginario e dei personaggi creati da Miura.

Una CGI atipica

Berserk L'Epoca d'Oro Capitolo 1 viene ricordato anche e soprattutto per la rivoluzione grafica. Studio 4°C, infatti, operò un'originale commistione tra disegno a mano e tecnica digitale. Il risultato è un'estetica in cui è facile riconoscere la minuziosità e il rigore del tratto tradizionale, soprattutto nell'esercizio dei primi piani, ma è ugualmente avvertibile una preponderanza della computer grafica, che contribuisce sia a rendere l'immagini più nitide che (purtroppo) ad appiattire il disegno.

La presenza di un design comunque potente e marcato, per fortuna, rende l'anime tutto fuorché anonimo (a più riprese, anche per prodotti moderni, abbiamo sostenuto che la CGI impoverisce l'autorialità di un prodotto di animazione nipponica), e allo stesso modo la pulizia visiva è indubbiamente sontuosa. I limiti della produzione, si evincono tuttavia nelle animazioni: certo, in alcuni frangenti l'azione risulta estremamente fluida e, per certi versi, realistica, ma la resa generale della messinscena sul lungo termine evidenzia un po' di stanca sul profilo tecnico. La qualità e la fluidità delle animazioni, col tempo, finisce per soffrire e rendere gli scontri un po' sottotono: insomma, il comparto artistico è senza dubbio controverso, ma il buon lavoro effettuato dallo studio di animazione in fase di design e colorazioni ci permette di promuovere ampiamente il primo capitolo della Berserk Trilogy.

Berserk L'Epoca d'Oro - Capitolo 1 - L'uovo del Re Dominatore Il Capitolo 1 della Berserk Trilogy è solo un delizioso antipasto a due film che, negli anni successivi al 2012, completarono l'adattamento di una delle opere più oscure, crude e mature che hanno segnato la cultura pop. L'impatto de L'uovo del Re Dominatore, più che narrativo (in fondo traspose una parte della storia che i fan conoscevano bene), fu soprattutto grafico: la commistione tra disegno tradizionale e impiego della computer grafica appiattisce un po' le animazioni, ma non sciupa del tutto la verve di un design dettagliato e sontuoso.

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