Berserk Trilogy: Recensione del Capitolo 3, L'Avvento

Il capitolo più oscuro della Berserk Trilogy raggiunse rare vette di maturità e violenza: l'Eclissi è in atto e i demoni scendono sulla Terra...

recensione Berserk Trilogy: Recensione del Capitolo 3, L'Avvento
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All'ombra di un'Eclissi oscura si consuma una tragedia di indicibile violenza: è il culmine di uno dei primi archi narrativi di Berserk, la stessa perversa carneficiina con cui terminava la prima serie animata del 1997 e con cui si corona la Berserk Trilogy nel terzo capitolo de L'Epoca d'Oro, intitolato "L'Avvento". Proprio come le due pellicole precedenti (L'uovo del re dominatore e La conquista di Doldrey), il film diretto da Toshiyuki Kubooka compone una saga raccolta in una recente riedizione targata Koch Media e Anime Factory: l'elegante stellbook Blu-Ray della Berserk Trilogy ci permette di rivivere un rifacimento delle prime avventure di Guts, Griffith e Caska, prima che le vicende del guerriero nato dalla matita di Kentaro Miura continuassero in una nuova serie anime in CGI. Ripercorriamo l'episodio più oscuro della trilogia: L'Avvento, quello dei demoni e del sangue.

Ascesa e declino di un demone

I primi due episodi de L'Epoca d'Oro, oltre a presentarci il distopico racconto di formazione di Guts basato sulla costruzione del suo legame con i membri dell'Armata dei Falchi, ci hanno posto di fronte una figura fascinosa, enigmatica e controversa: Griffith, carismatico leader dell'esercito mercenario, capace di condurre Midland a una vittoria schiacciante per l'assetto geopolitico del worldbuilding creato dal sensei Miura nel manga originale.

Con l'assedio di Doldrey è caduto il dominio del re Genon e i Falchi sono riusciti ad annientare l'armata di Boscorn; la leadership di Griffith non è, però, il solo strumento che ha portato alla caduta di Doldrey. Il guerriero deve gran parte dei suoi trionfi al suo formidabile squadrone, capeggiato da Guts e Caska, due combattenti indomabili e capaci di ribaltare le sorti della guerra.

Se, da un lato, Caska vive nel mito del suo comandante, a cui deve tutta la sua esistenza, dall'altro i sentimenti del protagonista sono stati messi a dura prova quando - sul finale de L'uovo del re dominatore - ha origliato una conversazione tra Griffith e la figlia del sovrano di Midland: un dialogo in cui ha appreso la vera natura del suo più fido compagno, un condottiero spietato e incurante dei sentimenti, una figura quanto mai machiavellica e disposta a tutto pur di raggiungere l'apice del potere.

La sete che inebria la mente di Griffith costituirà anche la sua principale fonte di rovina: La conquista di Doldrey culmina con una vicenda drammatica, ovvero l'abbandono di Guts e la follia di Griffith, ossessionato dall'aver perso il suo principale burattino a tal punto da abbandonarsi a una notte di scatenato piacere con la principessa Charlotte, una ragazzina invaghitasi dell'affascinante soldato.
L'Avvento riparte dalla crudele prigionia di Griffith, incatenato e torturato per aver deflorato la giovane figlia del re di Midland, e dal ritorno di Guts, il quale soltanto grazie all'amore maturato per la bella e indomita Caska decide infine di fare ritorno dai Falchi.

È qui che i due apprendono, un anno dopo l'arresto di Griffith, delle terribili condizioni in cui versa il loro compagno; il salvataggio del leader dei mercenari porta a una crudele verità, e cioè che Griffith è ormai completamente spezzato sia nel corpo che nello spirito. Il suo bell'aspetto è ormai martoriato da mesi di tortura e sodomia, incapace persino di reggersi in piedi; la sua mente è ormai collassata sotto disperazione e pazzia.

Eppure, nonostante versi in queste condizioni, Griffith non perde mai davvero la lucidità: sa cosa è nato tra Guts e Caska, sa che è Guts la causa del suo declino, sa che il suo destino sta per compiersi. E quando L'Eclissi si manifesta, determinando l'avvento di crudeli e famelici demoni pronti a compiere un rituale macabro, Berserk raggiunge il suo massimo stato di natura.

Un'Eclissi oscura

Nell'episodio 3 della Berserk Trilogy assistiamo all'espressione massima della violenza: l'ultimo segmento del film, in cui si consuma il macabro rituale dei demoni durante l'Eclissi, è senza dubbio una delle parentesi più oscure, crude e mature del panorama dell'animazione. La messinscena de L'Avvento è un tripudio di sangue, sesso e disperazione, di regia disturbante, di atti espliciti e di un'atmosfera quanto mai splatter, che dal fragore delle buone sequenze action mostrate nei due capitoli precedenti passa ad una rappresentazione distorta dell'horror.

Nel suo essere così d'impatto, Berserk: L'Epoca d'Oro - L'Avvento è senza dubbio il film più riuscito della trilogia realizzata da Studio 4°C, merito soprattutto di una direzione artistica sopra le righe ma pur sempre attenta, caratterizzata da un'estetica disturbante, eppure straniante, ipnotica e immersiva. I disegni dello studio, come sempre amalgamati tra uno stile amanuense e l'utilizzo della grafica digitale, raggiungono il loro culmine in termini di maturità e dettaglio.

Complice l'assenza di battaglie vere e proprie, in modo da lasciare il posto a fondali un po' più statici e ben più spettacolari come quelli dell'Eclissi, il comparto tecnico dell'opera è di tutto rispetto. Si avverte ugualmente una modellazione un po' plastica dei modelli, ma è indubbio che i ragazzi di 4°C siano cresciuti esponenzialmente rispetto ai primi due film del 2012: le animazioni, al pari dei giochi di luce e dei colori ben amalgamati tra il caldo e il freddo, sono ben curate e sufficientemente spettacolari, al pari dell'implementazione del motion capture. Una tecnica che permette di rendere i movimenti del corpo, specie in sequenze estremamente intime e forti come il crudele stupro di Caska, quanto più fluidi e naturali possibile.

Giunti alla fine della trilogia, possiamo affermare che anche il comparto sonoro è soddisfacente, sia dal punto di vista dei brani (le musiche di apertura e chiusura, così come quelle strumentali, sono di buona fattura) sia per quanto riguarda il doppiaggio italiano. Permangono piccole variazioni sui nomi dei protagonisti: la pronuncia di Guts, in fondo, riprende quella del giapponese Gatsu, mentre Griffith continua ad essere chiamato "all'americana" piuttosto che Grifis. Buono, invece, l'adattamento di Caska, che viene pronunciata come in originale, con un suono simile a "Kyasuka", con la u muta.

Berserk: L'epoca d'oro - Capitolo 3 - L'avvento Pur soffrendo di qualche flessione tecnica a causa della grafica a metà strada tra la CGI e il disegno a mano, L'Avvento è senza dubbio il film più riuscito della Berserk Trilogy. L'ultimo capitolo de L'Epoca D'Oro si caratterizza per una messinscena potente, disturbante e violenta, in cui il dark fantasy di Kentaro Miura si eleva fino a raggiungere i toni di un horror splatter e dai contenuti espliciti. Il finale della pellicola lascia chiaramente la storia in sospeso, giacché la trilogia adatta liberamente soltanto i primi archi narrativi del manga originale. Non siamo di certo ai livelli di un adattamento totalmente promosso, ma la visione è assolutamente consigliata.

7.8