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Beyblade Burst, la recensione dell'anime disponibile su Netflix

Il brand Beyblade è tornato alla ribalta con la nuova serie Burst, in grado di appassionare i fan senza però rilsultare particolarmente ispirata.

recensione Beyblade Burst, la recensione dell'anime disponibile su Netflix
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Beyblade, il famoso manga creato da Takao Aoki, nel corso degli anni ha dato vita a un vero e proprio brand composto da varie serie anime e una linea di giocattoli dedicata.
Nel 2001 è uscita la serie televisiva omonima, che ha visto poi due seguiti: Beyblade V-Force e Beyblade G Revolution. In Italia, almeno in un primo momento, l'anime ha raggiunto un successo incredibile, salvo poi ridimensionarsi nel corso degli anni.
Con Beyblade Burst, nuovo capitolo del franchise, la serie ha cercato di tornare per cercare di avvicinare i vecchi e i nuovi fan dell'opera, puntando tutto sulla leggerezza dei contenuti.

Pronti, lancio!

Il protagonista della serie, Valt Aoi, è determinato più che mai a diventare il campione di Beyblade più forte di sempre.

La trama, estremamente semplice e dallo sviluppo narrativo basilare, non regala particolari sorprese, limitandosi a proseguire per la propria strada mettendo al centro dell'opera una sola cosa: gli scontri tra Beyblade.
L'intera prima stagione segue uno sviluppo modulare; il protagonista parte dal torneo provinciale nella speranza di accedere a quello regionale, andando avanti passo dopo passo e incontrando avversari sempre più forti, sperando poi di accedere alle finali nazionali.
L'anime è stato pensato principalmente per rivolgersi ai fan del brand, che non rimarranno di certo delusi dalle numerose sequenze in cui i vari personaggi si scontrano tra loro.
Il personaggio principale, pur iniziando la sua avventura senza esperienza, riesce via via a migliorare sempre di più, facendo tesoro delle proprie vittorie ma anche (anzi, soprattutto), delle proprie sconfitte, particolare tipico di molti eroi degli shonen manga.
Valt è infatti animato da una passione viscerale per i Beyblade e per tutto ciò che riguarda il mondo delle mitiche trottole: il protagonista ama sfidare avversari più forti di lui, così da riuscire a migliorare notevolmente dopo ogni scontro.
Nel corso delle varie battaglie a colpi di Bey, fanno la loro comparsa anche personaggi come Rantaro "l'artista" Kiyama e Shu Kurenai, in grado di donare all'intera opera un'impronta corale dal momento che, in più di un'occasione, la serie ci mostra anche gli scontri a cui questi personaggi e gli altri alleati del protagonista prendono parte.
Tra i temi principali della serie vi è sicuramente quello legato alla determinazione di portare avanti i propri obiettivi; Valt, anche dopo le sconfitte, non pensa mai di arrendersi per davvero, cercando invece di andare sempre avanti nonostante le difficoltà.

Il gioco sai, non cambia mai

Dopo la conclusione del torneo provinciale, la storia prosegue presentando vari nuovi personaggi tra cui Xander, fortissimo campione di Beyblade.
In questa seconda parte il tema dell'amicizia diventa predominante, grazie ai momenti in cui vediamo i numerosi comprimari spronarsi a vicenda e/o aiutarsi per far fronte a ogni tipo di avversità.
Anche se l'intero anime è improntato su temi allegri e solari, c'è anche spazio per qualche sequenza leggermente più seriosa, legata al contesto dell'amicizia: ogni volta che uno dei coprotagonisti si trova in difficoltà, vediamo il personaggio di Valt tormentarsi per la sorte dei suoi compagni, particolare che denota l'enorme legame affettivo che unisce tutti i personaggi principali.
Dal punto di vista tecnico l'anime si risulta piuttosto soddisfacente, pur senza eccellere in nessun aspetto: i vari Beyblade, realizzati in CGI, si muovono in maniera abbastanza credibile, riuscendo a rendere ogni scontro avvincente anche per merito delle animazioni legate agli "spiriti" dei Bey, spesso raffigurati come enormi mostri o creature mitologiche.
I personaggi e gli ambienti, disegnati a mano, risultano di pregevole fattura anche per merito dei colori sgargianti, capaci di donare all'anime un look visivo fresco e accattivante.

Nonostante poi la serie sia incentrata sullo scontro tra trottole, le animazioni dei personaggi umani risultano ben realizzate, anche se una maggiore varietà di movimenti durante i lanci dei Bey avrebbe sicuramente giovato all'anime per regalare allo spettatore un maggior senso di varietà durante i confronti.
Il limite oggettivo della serie è quello legato alla ripetitività di fondo degli episodi; per quanto il ritmo si attesti su livelli elevati, dato l'alto numero di scontri presenti (sia amichevoli che ufficiali), a lungo andare l'intera struttura narrativa diventa realmente difficile da digerire per i non amanti del brand.
Nonostante infatti le varie battaglie vengano commentate in modo tecnico dai personaggi, facendo numerosi riferimenti al tipo di lancio o alle tecniche impiegate dai contendenti, a un certo punto si è come colti da un senso di déjà-vu dato dal riproporsi ciclico delle stesse dinamiche e situazioni.

Beyblade Burst Beyblade Burst è un anime tutto sommato gradevole, seppur minato da alcuni difetti non trascurabili, tra cui quello della ripetitività. Un prodotto discreto, adatto magari per staccare la spina da produzioni più impegnate ma assolutamente sconsigliato per chi è in cerca di una trama elaborata o tematiche profonde.

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