Black Clover Quartet Knights: recensione dello spin-off tratto dal gioco

Siamo tornati nel Regno di Clover per esplorare il passato di Yami Sukehiro, comandante della vivace e sconclusionata compagnia del Toro Nero.

Black Clover Quartet Knights: recensione dello spin-off tratto dal gioco
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Sono tantissimi i tie-in che Bandai Namco Entertainment propone ogni anno agli appassionati di anime e manga. Eppure, fatta eccezione per i ONE PIECE: Pirate Warriors sviluppati dal team di Omega Force di Koei Tecmo Games e pochi altri titoli ispirati alle più grandi licenze nipponiche, la maggior parte di questi raggiunge a stento la sufficienza. È il caso di Black Clover: Quartet Knights, un mediocre action game cooperativo che nel 2018 non seppe rendere giustizia allo squisito immaginario di Yuuki Tabata (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di Black Clover: Quartet Knights). Il dimenticabile tie-in aveva comunque un singolo elemento apprezzabile e interessante: una storia originale che, al netto di qualche fastidiosa incongruenza, cercava di incastrarsi nella vicenda principale di Black Clover e raccontare un episodio inedito incentrato non tanto sul protagonista Asta, quanto sul passato di Yami Sukehiro, il nerboruto comandante della Compagnia del Toro Nero.

A dimostrazione di ciò, circa un paio di mesi dopo la commercializzazione del tie-in per PC e PS4 la casa editrice nipponica Shuueisha incaricò Yumiya Tashiro (già autore di Dragon's Dogma Revives, uno spin-off del videogioco Dragon's Dogma Online) di curarne l'adattamento a fumetti. Incuriositi dalle modifiche apportate dal mangaka, che appunto non si è limitato a raccontare su carta i fatti avvenuti nell'omonimo action game, ma ha preferito includere tante scene e situazioni differenti, ci siamo tuffati ancora una volta nelle vicende legate al Regno di Clover e ve ne raccontiamo le nostre impressioni.

Segreti di un lontano passato

Cronologicamente collocabile dopo la conclusione dell'arco narrativo ambientato nella "Foresta delle Streghe", dove la maledizione che gravava sulle braccia di Asta è stata infine spezzata, il manga di Black Clover: Quartet Knights si apre all'interno del dungeon situato nei pressi dei terreni un tempo appartenuti al casato dei Freese.

Secondo una storia risalente a tre decenni prima, i Freese erano dei nobili di basso rango che tuttavia riuscirono ad accumulare un certo prestigio ed enormi ricchezze nell'arco di una sola generazione. Pare infatti che il capofamiglia fosse dotato della misteriosa e sensazionale capacità di vedere il futuro, che gli tornava utile sia per prevedere l'andamento del mercato e compiere i giusti investimenti, sia per anticipare le mosse del nemico sul campo di battaglia e conseguire la vittoria in qualsiasi campagna militare. Tuttavia, come mostrato dal breve fashback posto in apertura del primo volume, Lord Freese e la sua famiglia persero tutto in seguito all'improvviso attacco di una banda di briganti, i quali diedero fuoco all'imponente dimora del casato e ne uccisero tutti i componenti. Prima di spirare per le ferite subite, però, Freese, che fino a quel momento era sempre stato totalmente fedele al Regno di Clover, riconobbe i suoi assalitori e, una volta comprese le vere dinamiche dell'assalto, giurò che presto o tardi si sarebbe in qualche modo vendicato dell'inaudito tradimento subito.

Tornando nel presente, Asta e compagni si addentrano nel soprammenzionato dungeon, ma una serie di disattenzioni da parte del Toro Nero fa sì che tutte le trappole al suo interno si attivino una dopo l'altra. Come risultato, il comandante Yami viene separato dai chiassosi sottoposti, che all'improvviso si ritrovano a dover combattere contro degli spaventosi e imponenti golem di pietra. È in quella delicata circostanza che Yami scompare misteriosamente, lasciando al proprio posto una versione più giovane e inesperta di sé.

Come se non bastasse, il guerriero apparentemente ringiovanito conserva soltanto i ricordi antecedenti la sua nomina a comandante della Compagnia del Toro Nero, ragion per cui finisce per scagliarsi inizialmente contro gli stessi Asta, Noelle e Finral. Una volta chiarito l'equivoco e spiegato l'accaduto al sempre divertito Imperatore Magico, uno Yami quattordicenne e i suoi nuovi compagni vengono quindi incaricati di assistere la Compagnia dell'Alba Dorata nella cattura di una maga ricercata, ignorando che proprio questa sia la chiave per risolvere il mistero del guerriero venuto dal passato e curiosamente legato all'affascinante Karna Freese.

La via per la canonicità

Nonostante conoscessimo già a menadito le vicende di Black Clover: Quartet Knights, il manga disegnato e illustrato da Yumiya Tashiro ha saputo intrigarci e incuriosirci sin dal primo volume con gustosi dettagli inediti che l'autore ha disseminato un po' ovunque.

Come spiegato nell'introduzione, Tashiro ha infatti rimaneggiato la trama del videogioco - apportando delle modifiche anche importanti ove necessario - per far sì che questa risultasse non solo più coesa e coinvolgente, ma anche per assicurarsi che lo spin-off potesse incastrarsi alla perfezione nella timeline principale di Black Clover e magari diventare canonico (similmente a quanto avvenuto al romanzo intitolato "Black Clover - Il Libro del Toro Nero", i cui personaggi originali sono in seguito comparsi persino nel manga di Tabata). Difatti, nei sei volumi che compongono la miniserie i riferimenti agli eventi passati e gli indizi circa le rivelazioni future si susseguono incessantemente, e oltretutto il finale esteso e romanzato risulta ben più soddisfacente di quello proposto dal titolo per PS4 e PC.

Laddove la stragrande maggioranza degli spin-off di opere famose tende a dare per scontato che il lettore abbia già una certa familiarità con il suo cast, il principale merito di Tashiro è quello di aver saputo persino approfondire la caratterizzazione dei vari eroi coinvolti nel racconto, senza mai snaturarli. Per esempio, il fumetto rivela tra le altre cose come e quando Yami abbia imparato a usare il Ki (un'abilità poi trasmessa ad Asta), ma soprattutto prova a spiegare il motivo per cui il comandante dei Tori Neri abbia voluto nella sua Compagnia un ragazzo privo del benché minimo potere magico.

Tra l'altro, se nel videogioco si assisteva all'inspiegata ricomparsa di nemici precedentemente sconfitti e impossibilitati a tornare, ma che gli sviluppatori di Bandai Namco avevano richiamato in azione per poter ampliare il roster di personaggi giocabili, il manga di Black Clover: Quartet Knights vi ha posto rimedio, sfruttando l'occasione per inscenare delle inaspettate rivincite volte a mostrare al lettore la crescita e i progressi compiuti da attori secondari quali Luck e Magna.

Come accennato nella nostra anteprima di Black Clover: Quartet Knights, lo spin-off ha persino conservato la prorompente e - talvolta persino invasiva - vena comica di Yuuki Tabata, proponendo a lettore dei simpatici siparietti sia nelle situazioni meno concitate che nel mezzo dei combattimenti. Sebbene stesse tessendo le fila di personaggi presi in prestito, Tashiro ha dimostrato un'impeccabile padronanza della materia, che gli ha dunque permesso di sfruttare a proprio vantaggio anche i tratti più buffi e strampalati di Charlotte Rosolei, Julius Novachrono e Charmy Pappitson - solo per citarne alcuni - per mettere in piedi gare di cucina, violente reazioni di gelosia e molto altro. Pertanto, almeno per quanto concerne il piano narrativo, leggendo il manga di Black Clover: Quartet Knights si tende a dimenticare quasi subito che questo non sia frutto della penna di Tabata, ma che si tratti in realtà di uno spin-off.

Piccole sbavature

Passando al piano artistico, il manga di Black Clover: Quartet Knights ci ha meravigliati sin dalle prime tavole, in quanto l'autore Yumiya Tashiro ha esibito un tratto molto simile a quello del collega Yuuki Tabata. A onor del vero lo stile di disegno del primo appare un tantino più squadrato di quello morbido che contraddistingue i lavori di Tabata, tant'è che alle volte i ciuffi di Asta tendono a diventare eccessivamente rigidi, ma nel complesso la somiglianza è davvero impressionante. È però nei dettagli che Tashiro si lascia smascherare, difatti capita molto spesso che il mangaka dimentichi di disegnare i fregi che caratterizzano l'equipaggiamento di Noelle, Licht e così via.

Nulla da eccepire, invece, sui fondali sempre ricchi di particolari e sui combattimenti pirotecnici, che grazie al continuo utilizzo di magie devastanti sono costantemente votati alla spettacolarità e dinamicità. A non averci convinto per niente è la traduzione effettuata da Planeta Manga, in quanto durante la lettura ci siamo imbattuti in parecchi errori grammaticali anche gravi, ripetizioni e qualche opinabile scelta di adattamento.

Black Clover: Quartet Knights Il manga di Black Clover: Quartet Knights ci ha davvero sorpresi. Se la lettura del primo volume ci aveva dato l’impressione di trovarci tra le mani uno spin-off esagerato tanto quanto l’opera natia, i tankobon successivi hanno confermato e superato le nostre aspettative, accompagnandoci in un’avventura coinvolgente ed esplosiva tanto quanto quelle narrate dallo stesso Yuuki Tabata. Le tavole di Tashiro potranno essere meno dettagliate di quelle del sensei, ma la sua capacità di riprodurre personaggi estremamente somiglianti all’originale, unita alla volontà di arricchirne la caratterizzazione e alla squisita propensione ad allestire spassosi siparietti comici, fanno di Black Clover: Quartet Knights una lettura imprescindibile per tutti i fan della scatenata Compagnia del Toro Nero.

7.7

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