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Black Lagoon: La recensione della prima stagione dell'anime MADHOUSE su Netflix

La prima stagione dell'anime tratto dal fortunato manga di Rei Hiroe, che segue le vicende di un impiegato giapponese alle prese con feroci criminali...

recensione Black Lagoon: La recensione della prima stagione dell'anime MADHOUSE su Netflix
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Roanapur è una città speciale. Posta sul Golfo del Siam, probabilmente nel meridione della provincia di Chonburi, è una antica città portuale tailandese colonizzata dai soldati del Vietnam del Sud sopravvissuti alla guerra e, in seguito, da disertori, mercenari e killer. Collegata al continente tramite un ponte decorato con cadaveri impiccati in avanzato stadio di decomposizione, la ridente cittadina è accessibile anche via mare tramite una baia dominata da un'immensa roccia scolpita in forma di Buddha. I suoi stessi abitanti la definiscono "un covo di gentaglia" e un "rifugio per criminali irrecuperabili": Roanapur è un covo di ladri, prostitute e assassini retto da una fragile alleanza fra triade cinese, mafia italiana, mafia russa, cartelli della droga sudamericani. Roanapur ha anche un'altra caratteristica importante: non esiste. L'ha inventata il mangaka Rei Hiroe che ne ha fatto l'ambientazione-base della sua opera più celebre, Black Lagoon, serializzato sulla rivista seinen Monthly Sunday Gene-X a partire dal 2002 e ufficialmente tuttora in corso, con una ventina di capitoli rilasciati dal 2014 . Del manga, che ha riscosso immediatamente un clamoroso successo arrivando anche a ispirare una miniserie hentai intitolata Pink Lagoon, è stato realizzato dallo studio MADHOUSE a partire dal 2006 un adattamento anime in due stagioni più una miniserie di 5 OAV, tutte presenti sulla piattaforma Netflix.

Cinquanta sfumature di Rock

Subito dopo le adrenaliniche note di Red Fraction, lo splendido tema iniziale cantato dalla popstar Mell, il primo episodio della prima stagione di Black Lagoon ci mostra alcuni scorci di Tokyo, "la città dove è sempre inverno". Vediamo dei pendolari in attesa, il finestrino di un treno locale, i tetti dei palazzi. Una voce fuori campo ci racconta, in poche frasi, la vita di un tipico "colletto bianco" giapponese, una vita fatta di inchini e di superiori che ti "spaccano il culo". Un attimo dopo lo scenario cambia totalmente: eccoci sul Mar Cinese Meridionale, dove il nostro impiegato giapponese Rokuro Okajima è stato sequestrato da un gruppo di mercenari chiamato "Lagoon Company", specializzati in consegna di merci sensibili (esseri umani compresi). I membri di questa variegata compagnia sono un enorme afroamericano di nome Dutch, un hacker di origini ebraiche chiamato Benny e Rebecca detta 'Revy', bellissima pistolera di origini cinesi e cresciuta in America. Dopo essere stato abbandonato senza troppi complimenti dalla propria azienda, che per seppellire un potenziale scandalo lo lascia al proprio destino, "Rock" si ritroverà accolto tra le fila dei mercenari, con i quali svilupperà un'intesa molto forte.

Nel corso dei 12 episodi che compongono la prima, imperdibile stagione di Black Lagoon ci perderemo nei pittoreschi bassifondi di Roanapur e faremo la conoscenza di Balalaika (ex capitano dell'Armata Rossa e capo della sezione locale della mafia russa) e dell'elegantissimo capo della Triade, il pistolero Mister Chang, ci ritroveremo a sfuggire agli assalti della cameriera assassina Roberta Cisneros e ci imbatteremo nella Chiesa della Violenza, organizzazione criminale gestita da suore che trafficano in armi e droga. Ben più spaventosi dei nemici che Rock si ritroverà ad affrontare, i suoi alleati non perderanno occasione di ricordare a lui e a noi spettatori che sotto il sole di Roanapur la sopravvivenza è legata al caso e alla loro benevolenza, elementi quanto mai volatili nel mutevole universo di Black Lagoon. Vero e proprio vortice di oscurità, Roanapur è un micromondo dotato di regole proprie, astruse e minacciose agli occhi di chiunque faccia parte del consesso civile. Più che i membri della Lagoon Company è la città stessa a rapire Rock trasportandolo in questa dimensione in cui bianco e nero non esistono, sostituiti da infinite sfumature di grigio. In questo senso il percorso di Rock non è tanto un viaggio verso il male (probabilmente non ha senso parlare di male in questo contesto) quanto un processo di acquisizione di sfumature: da timido impiegato un po' vigliacco si trasformerà in uno scaltro manipolatore, divenendo per Revy un compagno fraterno e un punto di riferimento per la criminalità locale, senza mai perdere la propria identità.

Una serie esplosiva

Da tempo abbiamo imparato ad associare lo studio MADHOUSE ad animazioni di qualità. Quelle di Black Lagoon non fanno eccezione: sempre di alto livello, specie nelle scene d'azione e nelle (frequentissime) sparatorie. Il character design è ottimo, specialmente per ciò che riguarda i personaggi femminili, quasi tutti "muscolari" ma dotati di una grazia seducente.

L'anime è violento, teso ed esagerato in ogni aspetto. Il ritmo è incalzante e l'ottima regia di Sunao Katabuchi riesce a valorizzare appieno una narrazione che sa divenire anche intricata, tra un'esplosione e un tradimento, una battaglia navale e una sparatoria all'ultimo sangue. La trama, che si sviluppa in via orizzontale, è scomposta in una serie di brevi archi narrativi mai completamente slegati l'uno dall'altro e che di solito partono dagli incarichi della Lagoon Company per evolvere in situazioni folli e divertentissime (più che altro per noi spettatori, un po' meno per i personaggi che ci si ritrovano in mezzo).

Altro aspetto da non sottovalutare è quello legato alla colonna sonora, molto curata e indubbiamente rivolta a un pubblico occidentale con le sue sonorità hard rock, nella quale spiccano il tema iniziale, Red Fraction, e la splendida ballata intitolata El sol se recuesta degli EDISON dedicata al personaggio della "killer maid" Roberta Cisneros. La prima stagione di Black Lagoon, che pure non raccoglie gli archi narrativi migliori della serie (ci penserà il Second Barrage a raggiungere vette di violenza di rara intensità) è un ottimo prodotto, consigliato soprattutto a chi ama i B-movie e l'azione adrenalinica.

Black Lagoon Personaggi accattivanti, colonna sonora incalzante e una grafica di ottima qualità sono gli ingredienti del successo di questa prima stagione di Black Lagoon che, anche se non raggiunge le vette del successivo "Second Barrage", si lascia guardare con piacere. Pur non potendo parlare di capolavoro, non possiamo negare di trovarci di fronte ad un prodotto ben realizzato che vede nell'ambientazione unica e nella graduale evoluzione dei protagonisti i propri principali punti di forza. Una serie adulta, matura ma al tempo stesso giocosa e divertente, consigliata a chi ama i personaggi femminili forti, i tradimenti, gli intrighi, il sangue e le cose che esplodono fragorosamente: tutti ingredienti ben amalgamati di un "sano" B-movie.

7.5