Black Paradox Recensione: l'aldilà secondo Junji Ito

Proposto da Edizioni Star Comics per la collana Umami, il manga di Junji Ito esplora l'orrore dal punto di vista del paranormale e dell'esoterismo.

recensione Black Paradox Recensione: l'aldilà secondo Junji Ito
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Black Paradox è un sito d'incontri, apparentemente, come tanti altri. Il nome potrebbe suggerire un portale web di natura ambigua, come spesso simili panorami si dimostrano essere in rete. In realtà è molto di più e, sicuramente, molto peggio: si tratta di una piattaforma per suicidi. Su Black Paradox gli utenti possono incontrare virtualmente altre persone con lo stesso obiettivo: il modo in cui togliersi la vita. È così che prendono corpo le vicende di quattro sfortunati ragazzi nell'omonima opera di Junji Ito. Black Paradox, per l'appunto, è la più recente proposta che Edizioni Star Comics ha portato sui nostri scaffali, a sancire il prosieguo delle pubblicazioni appartenenti alla collana Umami. L'opera rappresenta l'ennesima dimostrazione di come il sensei Ito sia un autore estremamente versatile, capace di spaziare sapientemente nel vasto e pittoresco substrato composto dai sottogeneri dell'horror.

Suicidarsi insieme, appassionatamente

Quanto vi abbiamo detto in apertura in merito al sito web Black Paradox non corrisponde, in realtà, a nient'altro che il prologo del racconto. La storia si apre, infatti, con quattro giovani che si sono imbarcati in un lungo viaggio. Marceau è un'infermiera, Tableau è un ragazzo come tanti altri, Pidan è uno studente d'ingegneria e infine c'è Rosetta, un'avvenente giovane donna dai capelli biondi. Si tratta di persone molto diverse tra loro, legate da un desiderio comune: morire.

Si sono conosciuti proprio su Black Paradox e, nelle prime tavole del manga, rivelano i motivi che li hanno portati a scegliere il suicidio. Marceau racconta che, proprio come accadde in passato a un celebre scrittore, ha iniziato a tormentarsi riguardo al suo futuro: l'ansia provocata da questa condizione l'ha portata all'esasperazione e alla difficile decisione di porre fine alla sua vita. Tableau, invece, afferma di credere a un'antica superstizione, secondo la quale a un certo punto della propria vita la visione di un proprio "doppio" preannuncia la morta di un individuo: il ragazzo più volte, in passato, ha scorto un suo doppelganger tra la folla e infine ha capito che la sua ora è giunta.

Pidan, dal canto suo, soffre di un tormento simile, ma confessa ai suoi bizzarri compagni d'avventura che la colpa di quanto gli è accaduto è solo sua: l'universitario ha infatti acconsentito a prendere parte a un progetto sperimentale che riguardava la costruzione di un robot. L'androide fu costruito a immagine e somiglianza di Pidan e divenne così popolare che il vero Pidan fu dimenticato da tutti, cadendo in depressione e arrivando a desiderare a sua volta di suicidarsi per porre fine a un'esistenza destinata a vivere sotto l'ombra di un robot.

Rosetta, infine, ha vissuto gran parte della sua vita ossessionata da una grave malformazione presente su metà del suo viso, che normalmente tiene coperto dai capelli: una menomazione della pelle che ha creato una voglia gigantesca, creando nella ragazza un profondo senso di vergogna e inadeguatezza.

In ogni caso, è proprio quando i protagonisti si decidono a compiere il gesto estremo che in Black Paradox prendono corpo una serie di avvenimenti inspiegabili: tutto ha inizio quando vengono rinvenute delle misteriose gemme che, a quanto pare, possiedono al proprio interno un concentrato energetico in grado di ridare linfa al pianeta e di progredire ulteriormente a livello tecnologico. Al tempo stesso, però, il materiale cova un segreto oscuro e a farne le spese saranno - solo inizialmente - proprio Marceau, Tableau, Pidan e Rosetta.

La morte è solo il principio

Com'è già accaduto in opere che abbiamo recentemente avuto modo di analizzare (si veda, a tal proposito, la Recensione di GYO Odore di Morte e la Recensione di Remina L'astro infernale), in Black Paradox Junji Ito abbandona temporaneamente i toni splatter e le mostruosità più recondite a cui la mente umana può dar vita: è un horror, al pari dei precedenti appuntamenti firmati Umami, diverso, dai tratti più psicologici e meno sanguinolenti.

Una sorta di thriller sci-fi in cui prende vita una forte malinconia di fondo e una notevole varietà di temi differenti: le turbe di una mente disturbata, la depressione da suicidio, la tristezza e l'inadeguatezza dell'essere umano in una società all'insegna del pregiudizio. Non manca, soprattutto nelle pagine finali dell'opera, una non troppo implicita vena critica all'avidità dell'uomo di fronte alla ricchezza: la scoperta della "Paradonite", il misterioso materiale che sembra provenire da un‘altra dimensione, esercita un fascino mistico e macabro al tempo stesso.

Dapprima tramite i pericolosi esperimenti del dottor Suga, deciso a scoprire i segreti che si celano dietro dei portali provocati dalle azioni dei quattro giovani aspiranti suicidi, ma in seguito attraverso le azioni dell'umanità tutta, che decide di sfruttare le risorse per dar vita a una nuova, rivoluzionaria frontiera in campo energetico. La conclusione di Black Paradox ha un retrogusto amaro, una chiusa dalle tinte estremamente cupe che si maschera da finale aperto e che sancisce un'opera estremamente peculiare: il manga di Ito si fa voce di un racconto malinconico e inquietante, in cui tuttavia non tutti gli elementi della sceneggiatura risultano totalmente a fuoco.

Un po' come accade in GYO, nonostante l'opera trasudi un'identità forte, la sensazione è che la sceneggiatura sia costantemente sul punto di decollare ma non lo faccia mai davvero. È proprio nella parte finale del racconto, però, che il ritmo si alza e vengono messe a nudo tutte le rivelazioni sull'immaginario dell'opera. Eppure, rileggendo a fondo Black Paradox, si arriva a intuire che le intenzioni di Ito fossero probabilmente proprio quelle di dar vita a una narrazione che viaggia sul filo costante di una tensione sempre in bilico e sull'orlo di esplodere. Unito allo stile del sensei, che anche in questo lavoro si rende riconoscibile e attento al dettaglio, riuscendo a giocare sapientemente con l'astrattismo che permea la poetica horror dell'autore, è probabilmente questa incompletezza di fondo che rende Black Paradox un'opera unica. Nel bene e nel male.

Black Paradox (manga) Con Black Paradox si aggiunge, per i fan italiani, un altro importante tassello alla libreria di titoli che Edizioni Star Comics sta portando sui nostri scaffali in un formato elegante come quello della collana Umami. In questo manga il sensei dell'horror ci fornisce la sua personale visione dell'oltre, un ritratto psicologicamente disturbante e cupo di cosa offre l'aldilà all'essere umano, avida e ambiziosa creatura, disposta a tutto pur di progredire. Anche sacrificare il prossimo.

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