Blacksad Recensione: uomini e animali in un noir a fumetti

Blacksad offre ai lettori un universo noir, popolato da animali antropomorfi e tematiche profonde: scopriamo l'opera che ha conquistato oltre 20 Paesi.

recensione Blacksad Recensione: uomini e animali in un noir a fumetti
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Un detective privato perfettamente in linea con la tradizione hard boiled, tematiche profonde e mature declinate in una narrazione mai banale, un variopinto universo popolato di animali antropomorfi: sono questi gli ingredienti essenziali con cui Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido hanno plasmato Blacksad. Il duo spagnolo è un tandem di tutto rispetto: il primo ha firmato il ritorno sulle scene di nientemeno che Corto Maltese (Sotto il sole di Mezzanotte, Equatoria, Il giorno di Tarowean), mentre il secondo vanta prestigiose collaborazioni con Marvel Comics e Disney, per la quale ha lavorato come animatore di punta nel corso della realizzazione di Tarzan.

Approdato originariamente sul mercato francese grazie all'editore Dargaud, Blacksad si è rapidamente guadagnato i favori di pubblico e critica, conquistandosi molteplici riconoscimenti, raggiungendo i lettori di oltre venti Paesi e diventando protagonista persino di una trasposizione videoludica: Blacksad Under the Skin. In seguito al successo editoriale, i cinque volumi che compongono la saga sono stati raccolti in un'elegante edizione integrale, arricchita in appendice da due brevissime storie inedite e da una raccolta di bozzetti preparatori, edita in Italia da Rizzoli-Lizard. Partiamo dunque alla scoperta di questa piccola perla del mondo a fumetti.

Un gatto detective in un universo di animali antropomorfi

Ad ispirare il titolo della serie è il suo protagonista, il detective privato John Blacksad. Impermeabile degno di Humphrey Bogart, animo tormentato, innamorato dell'amore, conto in banca dall'incerta stabilità, al contempo cinico e d'animo nobile: tutti gli stilemi più classici del genere noir sono racchiusi nel pelo di un gatto nero. Ed è attraverso i pensieri e le riflessioni del personaggio che il lettore osserva e vive l'incedere di un racconto mai banale e ricco di spunti di riflessione.

Le indagini di Blacksad si dipanano lungo cinque vicende autoconclusive, ognuna identificata da un colore di riferimento: Da qualche parte tra le ombre; Arctic Nation; Anima Rossa; L'inferno, il silenzio; Amarillo. Pochi, ma significativi, i personaggi che vediamo ricomparire con un ruolo di rilievo attorno al nostro detective: Smirnov, un pastore tedesco commissario di polizia, e Weekly, donnola reporter.

Tutt'intorno, un immenso ecosistema di animali antropomorfi, che abbraccia senza preferenze volatili,rettili e mammiferi originari di ogni latitudine del globo terracqueo.Ma non lasciatevi ingannare: la scelta di utilizzare gatti, aquile, leoni, ippopotami, orsi polari e decine di altre creature non è figlia della volontà di creare atmosfere fatate o fanciullesche. Al contrario: gli animali di Canales e Guarnido non sono altro che uno specchio deformato tramite il quale raccontare i drammi, i sogni, le violenze e le speranze di un'umanità inevitabilmente imperfetta.

Questo dualismo è del resto esplicitato sin da subito dallo stesso protagonista: "Mi sentivo avvolto in un'atmosfera viziata dall'odio, dalla vendetta e dalla corruzione...ormai ero condannato a quel mondo: una giungla dove il grande divora il piccolo e dove gli uomini si comportano come animali. Mi ero avviato su una strada che correva lungo il lato oscuro della vita...e la percorro ancora...", sono queste le riflessioni che accompagnano il gatto detective sin dalla sua prima indagine.

Tra razzismo e Guerra Fredda

Efferati crimini, tentati omicidi e persone scomparse: sono molteplici i casi su cui il detective John Blacksad dovrà cercare di fare luce, attraverso le strade degli Stati Uniti degli Anni Cinquanta, in un percorso che condurrà il nero felino tra New York e Texas, passando per una coloratissima New Orleans. L'ambientazione scelta dagli artisti spagnoli per il proprio noir a fumetti non è tuttavia un mero sfondo, ma quasi un ulteriore personaggio dotato di vita propria, con la cui natura più profonda il detective dovrà in un qualche modo cercare di venire a patti.

Fin dalle prime battute, le oscure vicende in cui Blacksad si ritroverà coinvolto vengono abilmente sfruttate da Canales e Guarnido per proporre al lettore interrogativi di non semplice soluzione. In Da qualche parte tra le ombre, l'omicidio di una vecchia fiamma del detective diventa così un pretesto per toccare temi quali gli eccessi e le follie del potere e dell'influenza, il dilagare della corruzione e una giustizia dai contorni incerti ed effimeri.

Il secondo racconto proposto, Arctic Nation, prosegue lungo il medesimo sentiero, con una narrazione che costituisce probabilmente uno dei picchi qualitativi della saga. Determinato a mettersi sulle tracce di una bambina scomparsa, Blacksad si imbatterà in un'inquietante organizzazione, impegnata nel propagandare la supremazia di una fantomatica razza bianca. Rientra qui prepotentemente in gioco un sapiente utilizzo da parte degli autori del proprio bestiario di animali antropomorfi: i membri di Arctic Nation non sono infatti altro che animali dalla candida pelliccia. Una vicenda che non risparmierà riflessioni sulla follia del razzismo e sul prezzo della vendetta.

Ma non vogliamo svelare troppo: basti sapere che anche i tre restanti racconti porteranno in sé lo stesso spirito ed intento. In Blacksad , il lettore vive il peso opprimente del clima della Guerra Fredda e di un'onnipresente minaccia nucleare, in un'America in cui risuonano le note del jazz e del blues e matura il movimento della beat generation. In questa cornice trovano spazio drammi personali e collettivi, popolati da personaggi sfaccettati, talvolta cinici e spietati, talvolta schiacciati dal peso del passato ed in cerca di redenzione.

Gli intrecci che sanciscono l'incedere delle indagini di John Blacksad, infine, richiedono al lettore di dedicare la propria attenzione ad ogni dettaglio messo in scena dal duo spagnolo. Ogni racconto riserva qualche sorpresa, talvolta più contenuta, talvolta più dirompente. La qualità della scrittura, ad ogni modo, si mantiene in linea generale su alti livelli, lasciando aperta la porta anche ad una seconda lettura, alla ricerca di dettagli e riferimenti che potrebbero essere sfuggiti ad un primo sguardo.

Tavole come dipinti: un noir arcobaleno

Se le tematiche protagoniste in Blacksad riescono a toccare la sensibilità del lettore, il merito, va sottolineato, non è da attribuire alle sole parole. Le tavole realizzate da Guarnido, oltre a costituire un vero e proprio tripudio visivo, sono infatti una componente essenziale della narrazione. Nessun dettaglio è lasciato al caso: ogni vignetta è frutto di un attento studio ed accoglie al suo interno un vero e proprio racconto nel racconto. Non è certamente un caso che il lavoro su Blacksad sia valso all'artista spagnolo la vittoria di ben due Eisner Award, nel 2011 e nel 2013.

Un tratto morbido e raffinato, che traduce in emozioni concrete i sentimenti e il vissuto dell'insolita galassia animale che risiede tra le pagine di Blacksad. L'approccio estremamente realistico dona inoltre una profonda identità ad ognuna delle ambientazioni in cui il protagonista si ritrova a compiere le proprie indagini. Da New York a New Orleans, da quartieri di periferie urbane abbandonate alle mille tonalità di vie cittadine vestite a festa, Guarnido si arma di un vero e proprio arsenale di colori, con cui dipinge tanto l'amore quanto la violenza.

Blacksad L'universo di Blacksad è popolato di animali, ma le situazioni, i drammi e le vicende narrate sono quelle tipiche del genere umano. Gli Stati Uniti degli Anni Cinquanta sono lo sfondo scelto dagli autori per parlare di corruzione, razzismo, guerra e redenzione. Con sceneggiature mai scontate e un'elevatissima qualità del disegno, la creazione di Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido non mancherà di soddisfare i lettori in cerca di un'opera di spessore.

8.8