Blue Fighter: Recensione di un manga sul mondo oscuro del pugilato

L'opera cult degli scomparsi Jiro Taniguchi e Caribou Marley approda ora in Italia: una visione sul mondo della box tra motociclette e criminalità.

recensione Blue Fighter: Recensione di un manga sul mondo oscuro del pugilato
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Tra gli anni Settanta e Ottanta, complice l'influenza del cinema, il mondo dell'intrattenimento cominciò a dedicarsi alle storie sullo sport, e in particolare al mondo dell'arte del combattimento sia orientale che occidentale. Film sulle arti marziali provenienti da USA, Cina e Giappone, ma anche pellicole incentrate sul mondo del pugilato, con saghe come Rocky o film come Toro Scatenato a farne da capostipiti. Insomma, come accade per ogni genere appartenente al settore dell'entertainment non è un caso se anche il mondo del fumetto giapponese iniziò a seguire questo trend. Il risultato sono storie come Blue Fighter, un manga seinen sul pugilato dall'impronta fortemente esistenziale e drammatica, pubblicato in Giappone nel 1982 ma arrivato solo recentemente in Italia grazie all'editore J-POP.

Il Re della Sconfitta

Blue Fighter è scritto da Caribou Marley (pseudonimo di Garon Tsuchiya), già autore di altri acclamati successi come Old Boy - anch'esso edito in Italia da J-POP - e Jiro Taniguchi; entrambi gli artisti, purtroppo, sono scomparsi di recente e per questo l'editore ha scelto di portare in Italia una delle loro opere più prestigiose e mature, con l'intento di far conoscere al pubblico più giovane quello che possiamo considerare a tutti gli effetti un manga cult, una grande espressione artistica di certo non esente da difetti ma che riesce a raccontare una storia dai toni maturi e introspettivi.
Reggae è un pugile giapponese dal carattere piuttosto particolare: è alcolizzato, si porta dietro un passato misterioso ed è un lottatore incredibilmente abile, dotato di una resistenza notevole e di una forza di volontà sul ring a dir poco indomabile. Il protagonista è uno di quei classici combattenti che riescono a incassare una gran quantità di colpi, e farlo davvero bene, sfruttando poi il momento migliore per colpire. C'è solo un piccolo "problema": la media score di Reggae è a dir poco disastrosa, con sole 12 vittorie e 20 sconfitte; viene chiamato il "Re della Sconfitta", diventando ben presto uno zimbello nel settore in cui cerca di farsi strada a spallate, tra una bottiglia di alcol e una sfrecciata sulla sua moto d'epoca tra le strade del Giappone, scene che si susseguono lungo i vari capitoli di cui si compone l'opera in una serie di sequenze da vero e proprio road movie dei mitici anni Ottanta. Un bel giorno, però, Reggae si guadagna le attenzioni di D'Angelo, promoter ed ex campione dei pesi massimi di pugilato alla costante ricerca di talenti della boxe nascosti in tutto il mondo: D'Angelo è però il classico uomo d'affari spietato e senza scrupoli, simbolo della corruzione e dei loschi affari che regolano le alte sfere del mondo della boxe. Esattamente come i manager più avidi che capita di incontrare nella più classica delle storie di questo tipo, D'Angelo intende far soldi e fama con il suo nuovo pupillo, e per farlo sarà disposto a ogni genere di accordo e sotterfugio per portare Reggae nell'Olimpo dei pesi massimi: corruzione, traffico di donne e di droga e incontri combinati sono all'ordine del giorno per un uomo come lui, che tuttavia non riesce a non essere sempre più colpito dalla personalità sopra le righe del misterioso Reggae, un lottatore silente che quando sale sul ring - a prescindere dal risultato - regala spettacolo ed emozioni senza precedenti.

La prossima volta che sarai sconfitto...

Tutta l'opera di Taniguchi e Marley ruota attorno alla figura del protagonista, un combattente silenzioso che non proferisce parola per quasi tutto il manga, ma che al tempo stesso riesce a comunicare le sue emozioni tramite ogni pugno assestato sul ring. Blue Fighter è una visione fortemente esistenzialista e cupa del mondo dello sport, un crudele spaccato del rapporto tra atleti e criminalità, una storia in cui i valori promossi dallo sport e dalle arti fondate sul combattimento si contrappongono a tutti i canoni più classici di una crime story; il tutto è vissuto dal triplice sguardo degli uomini senza scrupoli, avvoltoi del settore che guardano dall'alto le incredibili gesta di cui Reggae inizia a rendersi protagonista (quando inizia a solcare palcoscenici importanti, sotto l'ala protettrice di D'Angelo), da quello dei cari del nostro eroe - o anti eroe, a dirla tutta - e infine dallo sguardo pedissequamente impassibile del Re della Sconfitta. Blue Fighter è anche la storia di un eroe mai caduto, ma anche mai stato al vertice, che per tutta la vita ha preferito rimanere in quel limbo di anonimato pur avendo una storia tutta da raccontare. La sceneggiatura prende vita e forma attraverso le matite di Jiro Taniguchi, che con mano superba tratteggia personaggi e ambientazioni creando un mosaico di composizioni semplicemente mozzafiato: corpi, volti e oggetti ricchi di dettagli valorizzati da un uso eccellente del chiaroscuro, con un tratteggio a dir poco spettacolare.

Lo stile del compianto autore nipponico è senza dubbio uno dei più pregevoli e autoriali tra gli artisti del fumetto orientale e, per questo, leggere Blue Fighter rappresenterà una vera e propria gioia per gli occhi. L'enorme cura grafica, tuttavia, non si rispecchia sempre nella narrazione imbastita da Caribou Marley, che ci presenta una storia fortemente introspettiva, tutta incentrata sulla figura di Reggae o su quella degli sciacalli che popolano l'alta finanza del pugilato: un maggiore sguardo alla "contemporaneità" dell'epoca, un ritratto più accurato della società in cui viene calata la storia dell'uomo-atleta, al di là dell'estetica a dir poco poderosa e del contesto che si pone a metà tra un road movie e un gangster movie tipico degli anni Ottanta, avrebbe alzato ulteriormente l'asticella di un'opera che resta intensa ed estremamente importante, un pezzo da collezione che tutti gli appassionati del genere non dovrebbero assolutamente lasciarsi scappare e che ora - grazie alle iniziative editoriali proposte da J-POP Manga - è disponibile sui nostri scaffali.

Blue Fighter Blue Fighter è un'opera cult che non può certamente mancare agli appassionati di seinen o chi ama alla follia le storie sul pugilato. L'opera di Jiro Taniguchi e Caribou Marley è uno spaccato esistenziale del rapporto tra sport e criminalità, impreziosito da illustrazioni e disegni di altissimo livello e che rendono la storia di Reggae un'opera in tutto e per tutto autoriale, con regia e inquadrature degne dei migliori road movie dei mitici anni Ottanta. Una rappresentazione più viva anche dello spaccato sociale, unitamente al grande lavoro di introspezione effettuato sulla figura dell'antieroe, ci avrebbe permesso di elogiare maggiormente quella che resta una perla intramontabile del fumetto giapponese.

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