Brand New Animal: recensione del nuovo anime di Trigger su Netflix

Abbiamo recensito Brand New Animal, il nuovo e coloratissimo anime dello Studio Trigger approdato su Netflix un mese dopo dal suo lancio orientale.

recensione Brand New Animal: recensione del nuovo anime di Trigger su Netflix
Articolo a cura di

Dopo l'arrivo lo scorso mese in Giappone di BNA - Brand New Animal, ora è la volta dell'occidente accogliere la nuova opera dello Studio Trigger diretta da Yoh Yoshinari e scritta da Kazuki Nakashima. Approdato su Netflix il 30 giugno, Brand New Animal a pronto a catapultarci in un nuovo mondo, fatto di creature antropomorfe che coesistono, sebbene in conflitto, con gli esseri umani. Questo dualismo marcato raccontatoci dall'ultimo coloratissimo prodotto d'animazione dello studio, lo vivremo attraverso l'esperienza diretta di una ragazza, la nostra protagonista alle prese con un problema anomalo che la costringerà a cambiare la sua vita.

Tutte le strade portano ad Anima City

Kagemori Michiru è una studentessa umana che a seguito di un incidente si trasformerà improvvisamente nella razza degli uomini-bestia, creature antropomorfe capaci di cambiare da forma animale a quella umana a comando e malvoluti dalla razza umana pura. La trasformazione in un tanuki causerà non pochi problemi alla giovane, che, dopo essersi confinata in casa per diverso tempo, deciderà di scappare verso Anima City, una metropoli in cui vivono esclusivamente uomini-bestia che non hanno il timore di essere perseguitati e uccisi dagli esseri umani.

L'arrivo in città non è facile per Michiru, che si troverà davanti un mondo tutt'altro che roseo ed esente da problemi di carattere politico e sociale. La rocambolesca fuga dal territorio natio della ragazza culminerà nella quasi uccisione della stessa da parte di alcuni cacciatori che costantemente catturano e uccidono gli uomini-bestia che tentano di scappare dall'unica strada che connette le due realtà.

Verrà tratta in salvo da un gruppo guidato da una donna-bestia di tipo visone di nome Marie Itami che proporrà alla ragazza un passaggio ad Anima City in cambio di tutto il denaro in suo possesso per garantirgli un trasporto sicuro via mare.

L'arrivo di Michiru in città sarà da subito pieno di vita, avvenuto in concomitanza dei festeggiamenti per il decimo anniversario della fondazione della città. La festa tuttavia, durerà poco, poiché un incidente creerà il caos generale e la ragazza si troverà coinvolta, anche se non direttamente.

Nel frattempo, conoscerà Ogami Shirou, un uomo-bestia di tipo lupo, da subito inquadrato come fiero sostenitore dell'utopia creata per gli uomini-bestia. I due a seguito dell'incidente si ritroveranno a interagire continuamente, dapprima divergendo su alcune questioni legate al pensiero individuale dell'altro, fondando tuttavia un insolito legame e un'accoppiata particolare.

Due facce della stessa medaglia

L'opera, composta da 12 episodi, metterà in primo piano la protagonista Michiru, alle prese con l'integrazione ad Anima City, che a sua volta

nasconde un lato oscuro apparentemente invisibile. Il ritmo con cui verranno narrate le vicende, alternerà momenti più ilari dedicati alle situazioni più scanzonate della ragazza - che all'apparenza possono sembrare dei piccoli filler ma che andranno a comporre un puzzle più ampio del mondo di BNA - a momenti contraddistinti da tematiche più cupe, tenendo sempre il target sul dualismo sociale che contraddistingue questo ventunesimo secolo distopico.
Il rapporto progressivo tra Michiru e Shirou si presenta di stampo molto classico ma i caratteri contrapposti dei due personaggi riescono a creare situazioni sempre interessanti e avvincenti. L'esuberante Michiru tende a rappresentare la parte impulsiva e sentimentale mentre il serioso Shirou assumerà il ruolo di giustiziere molto abile nei combattimenti e negli inseguimenti, grazie ad alcuni poteri a sua disposizione dalla grande utilità.

D'altro canto, anche la ragazza si rivelerà molto utile in situazioni critiche, grazie alla sua costituzione particolare, pur mantenendo le fattezze ibride di un umano e un tanuki. Le sequenze d'azione infatti non mancano all'interno di BNA, come da tradizione dello Studio Trigger avremo frenetiche sezioni e combattimenti che prenderanno delle pieghe decisamente imponenti, non tradendo il retaggio ormai divenuto marchio distintivo delle produzioni passate.

Viene estremamente naturale immedesimarsi nella protagonista, grazie alla spontaneità di una liceale che cerca di ritrovare una nuova sé, costretta alla fuga da un sistema crudele e chiuso. BNA vuole farci riflettere anche su questo aspetto, sul concetto di diversità e di come non sussista concretamente nel fantastico mondo degli uomini-bestia così come nella realtà, dove nell'immaginario creato da Kazuki Nakashima tale concetto appare più marcato superficialmente grazie al fattore bestia.

Il percorso di crescita intrapreso dall'originale coppia aiuterà a far comprendere tutto ciò agli spettatori, grazie a una maturazione coerente da ambo le parti, che non tradiscono il concept alla base dei personaggi stessi. Alcuni comprimari faranno la loro comparsa più volte durante gli avvenimenti, dove ognuno avrà la sua parte, anche minima, nel tutto, contribuendo allo svolgimento degli eventi, nel bene e nel male, lasciando una propria impronta nelle vicende narrate.

La decisione di non lasciare indietro nessun personaggio è una scelta nobile, che avrà delle ripercussioni verso la conclusione delle vicende, proprio come da tradizione Trigger, in cui ogni apparizione avrà la sua rilevanza in determinati momenti dell'avventura. Il senso di nostalgia di Michiru per la vecchia vita riesce a trasmettere una certa malinconia, accompagnata da alcuni flashback importanti che ripercorrono le sue passioni e amicizie, costretta a sparire per l'ignota trasformazione. Al contrario, Shirou avrà meno spazio di approfondimento nei primi episodi, ma otterrà in seguito una retrospettiva interessante, degna di un protagonista.

Nel complesso, la caratterizzazione, specialmente delle star dello show può dirsi soddisfacente, anche se lo stesso non si può dire per tutti i comprimari, i quali comunque sapranno farsi riconoscere per la loro indole. La coppia principale funziona, sebbene presenti dei momenti di distaccamento iniziale, proprio per la natura diversa delle parti, che sarà tuttavia l'elemento di congiunzione di due soggetti che non potrebbero essere più diversi, i quali impareranno ad accettarsi e fidarsi l'uno dell'altra nelle vicissitudini.

Si ha l'impressione che alcuni episodi siano autoconclusivi, sebbene lascino delle aperture più o meno evidenti per il successivo, ognuno dei quali tratterà un aspetto diverso di Anima City, sviscerandone ogni aspetto fondamentale per l'evoluzione della trama. Non mancheranno i colpi di scena, dove l'evoluzione della maggior parte delle vicende narrate che comporranno l'intero arco di Anima City non sarà mai scontata, anche se alcune situazioni minori si presentano piuttosto prevedibili, in una storia fatta di segreti, complotti ed interessi di natura politica e sociale.

Un mondo colorato e frizzante

Il nuovo prodotto animato dello studio Trigger si presenta vivo, molto colorato e riconoscibile nello stile sopra le righe, composto da delle animazioni rispettabili e caratteristiche, che trovano massima espressione nei combattimenti, momenti questi di massima intensità animata con convincente senso di appagamento, esaltando gli effetti speciali su tutto. Il design antropomorfo dei protagonisti e comprimari convince soprattutto per quanto riguarda Michiru, della quale non viene mai messa in discussione la sua natura da ragazza liceale anche se in forma tanuki. Anche Shirou mantiene un tratto evidente da giustiziere solitario e detective impegnato a risolvere i casi che interessano la salvaguardia della città.

I disegni si presentano grossomodo grezzi, con una qualità che varia in base ad alcune scene, anche se il tutto è da ricondursi allo stile adottato dalla produzione, che vuole ancorarsi ai tratti distintivi dello studio d'animazione di riferimento.

Dato anche il periodo di uscita, sono calzanti le similitudini con Beastars, anche se siamo di fronte a qualcosa di concettualmente diverso, che pone in primo piano i due mondi distinti, in cui la protagonista dovrà mediare, ambientarsi e imparare, portando una buona dose di umanità tra gli uomini-bestia. La controversa città di Anima City presenta una struttura da classica metropoli, riconoscibile nei vari distretti che ci vengono mostrati più volte. Durante la visione impareremo a conoscere e memorizzare ogni quartiere d'interesse in cui si svolgeranno le varie vicende, dalle meno importanti alle più significative. Menzione d'onore anche per l'audio, sempre coinvolgente durante le parti più frenetiche ed emozionale nei momenti più calmi e riflessivi.

L'adattamento Netflix in italiano infine, riesce a rendere giustizia al prodotto originale, non deludendo assolutamente le aspettative, con buone interpretazioni in ogni occasione, anche se per un'espressività più credibile di alcune situazioni abbiamo trovato il doppiaggio originale giapponese in netto vantaggio.

Brand New Animal BNA Brand New Animal è la nuova piccola perla dello Studio Trigger, che anche questa volta non sbaglia il colpo e imbastisce un nuovo universo colorato e avvincente che si porta dietro un retaggio caratteristico che i fan ameranno. I due protagonisti hanno tutte le carte in regola per entrarvi nel cuore per la loro estetica e caratterizzazione, costretti a lottare per due motivi diversi e convergenti, in una città particolare che nasconde delle ombre più o meno evidenti e in un mondo scisso in due parti in conflitto da molto tempo. Le dinamiche narrative sanno appassionare grazie anche a un ritmo dell'azione frenetico e mai banale, dove ogni episodio, autoconclusivo e non, scorre piacevolmente senza tralasciare nulla. Non tutte le puntate, però, mantengono la stessa qualità narrativa, avviando la trama verso una dolce conclusione che può aprire a nuove avventure all'interno di Anima City, con una consapevolezza in più sulle diversità che compongono il nuovo universo creato da Yoh Yoshinari e Kazuki Nakashima.

7.8