Bugie d'Aprile Coda Recensione: il prequel del manga di Naoshi Arakawa

Il manga prequel dello struggente Bugie d'Aprile, edito da Star Comics, scava nel passato dei protagonisti e getta anche uno sguardo verso il futuro.

recensione Bugie d'Aprile Coda Recensione: il prequel del manga di Naoshi Arakawa
Articolo a cura di

Kosei Arima è un piccolo, grande genio. A soli quattro anni è in grado di suonare lo spartito come se ogni nota fosse la trascrizione in musica dei battiti del suo cuore. È meccanico, è preciso, è infallibile. Per lui il mondo è bicromatico e assume le tonalità del bianco e del nero, come i tasti di un pianoforte, come le pagine di un manga. Almeno finché non ha incontrato Kaori Miyazono, ed i suoi occhi hanno iniziato a riempirsi di colori. Ed è con gli undici volumi della sua sinfonia per immagini che il mangaka Naoshi Arakawa ci racconta la storia di Kosei: un'opera di rara intensità, melodiosa e triste, rabbiosa e nostalgica, dove i suoni ed i cromatismi possono soltanto essere immaginati. Bugie d'Aprile, prima ancora che la bellissima versione animata (attualmente disponibile su Neftlix) ridesse ai fiori di ciliegio il loro roseo colorito, è riuscito a compiere un piccolo miracolo.
Sfogliando le sue pagine sembra infatti quasi di percepire la musicalità delle esibizioni e la lucentezza del sorriso di Kaori. Nell'anime e nel manga abbiamo più volte dato uno sguardo al passato del protagonista, raccontato attraverso piccoli sprazzi di ricordi che, se messi insieme, episodio dopo episodio, aprono una finestra sui traumi, sull'innocenza e sulle ambizioni di Kosei. Ma attorno a questo promettente pianista danza, al suono di un piano e di un violino, un intero microcosmo di personalità, ognuna delle quali è stata incantata - direttamente o indirettamente - dalla musica di Arima in età infantile, quando i sogni iniziano a gettare i primi semi della loro fioritura. Ed proprio l'infanzia dei protagonisti il tema cardine di Bugie d'Aprile: Coda, un volumetto singolo che funge da prequel alla storia principale pubblicato da Edizioni Star Comics nel mese di ottobre. Seguendo la denominazione tipica dei componimenti musicali, la "coda" è il simbolo che indica la conclusione di un movimento sinfonico, l'ultima nota di una struggente partitura.

Quando il mondo ha cominciato a riempirsi di colori

Questo antefatto al racconto di Bugie d'Aprile non è certo un contenuto imprescindibile per godere appieno della storia originale, eppure si connette alla composizione di Arakawa con assoluta delicatezza, senza "stonare" minimamente. Ci saranno ben cinque "code" all'interno del volume, ciascuna capace di narrare un particolare episodio nella vita dei personaggi della serie. Si comincia, chiaramente, con Kosei, intorno alla fine dell'estate dei suoi quattro anni, quando non aveva ancora espresso il suo straordinario talento. Il mangaka, più che sul suo rapporto con la musica, ci fornisce uno scavo intimo del suo legame con Tsubaki, quel "maschiaccio gorilla" della sua migliore amica. Ne avevamo avuto un saporito assaggio già nell'opera di partenza, e qui Arakawa insiste più a fondo sui momenti che hanno contribuito a cementificare l'unione tra i due bambini. Più che su Arima, i riflettori si focalizzano su Tsubaki: la fanciulla ci viene mostrata con gli occhi dell'amico, ora in lacrime, ora illuminata da un sorriso raggiante. In fondo, lei "somiglia ad un girasole". Tutto converge fino al giorno della primissima esibizione di Arima, goffa e tenera, ma talmente ipnotica da stravolgere il futuro di chi le ha prestato orecchio: tra gli ascoltatori c'è anche Emi Igawa, l'abilissima pianista che ha sempre nutrito un forte sentimento di ammirazione e rivalità nei confronti di Kosei. Su di lei si mette a fuoco l'obiettivo dell'autore, dando vita ad un rapido episodio dai toni a metà tra il serio ed il faceto.

Il ritratto di Emi possiede contorni lievemente diversi da quelli che abbiamo conosciuto negli 11 volumi di Bugie d'Aprile, e va a indagare nel suo temperamento "di facciata": gentile, bella, intelligente e popolare, tutte qualità che hanno indotto un manipolo di studenti della sua scuola a fondare addirittura un fan club in suo onore.
Ma dietro questa "maschera" di Igawa si cela la sua anima più competitiva ed ardente, che brama superare colui che, anni prima, le aveva mostrato quanta bellezza ci fosse nella musica. Le note che suona, per questo, "sono calde come il fuoco, e fugaci come le foglie cadute".

Ma non solo di "passato" vive la Coda di Bugie d'Aprile: in questo mosaico di piccoli brani autoconclusivi, c'è anche spazio per una fulminea panoramica verso il futuro, due anni dopo la fine della storia. Ne sono protagonisti Toshiya Miike e Nagi Aiza, rispettivamente l'ammiratore e la prima allieva di Kosei, già comparsi - giovanissimi - nell'opera di base. Li ritroviamo qui ormai quasi adolescenti, ancora pronti ad azzuffarsi come se fossero cane e gatto (o tigre e dragone, per utilizzare un corrispettivo nipponico), ma sempre fortemente connessi alla musica come unico perno intorno al quale ruota la loro esistenza.

Il tutto, ovviamente, grazie alla maestria di Arima, che quel giorno ebbe il coraggio di salire sul palco, sedersi dinanzi al piano, e lasciare che la Sonata per pianoforte N.3 di Mozart prendesse vita dalle sue dita.

Coda è raffinato, dolce e intriso di poesia: gioca bene le carte a sua disposizione, e intervalla i momenti più tristi con piccole vignette comiche dallo stile chibi, irrelate dal resto del racconto, ottime per stemperare i toni e asciugare qualche accenno di lacrima. Non tutti gli episodi però colpiscono con la medesima forza, e nel complesso molti degli stilemi ed artifici visivi sfruttati nelle pagine del manga originale vengono riproposti in modo abbastanza pedissequo. In questo modo, Arakawa percorre un sentiero ben noto, conserva un piglio familiare, e tocca le stesse corde emotive già pizzicate in precedenza, senza brillare per inventiva. Ma va bene anche così: d'altronde, il tratto si mantiene parecchio raffinato, le tavole più ricercate sono incredibilmente espressive, e un singolo sguardo disegnato a matita riesce a comunicare le vibrazioni delle note. E non c'è musica più bella di quella emessa dal sorriso di Kaori, a cui - prevedibilmente - è dedicata l'ultima "coda", la più melodiosa di tutte, che ha lo stesso suono pungente e malinconico di un violino.

Bugie d'Aprile - Coda Con un occhio rivolto al passato e uno al futuro, Arakawa completa il disegno del suo spartito. Bugie d'Aprile: Coda è un prequel che approfondisce, integra e chiude, senza eccessive armonie né squilibri, la storia dei protagonisti. Come il sottotitolo suggerisce, va sfogliato necessariamente dopo aver completato la lettura degli undici volumi del manga, anch'essi pubblicati in Italia da Edizioni Star Comics, di cui si figura come una breve, leggera e agrodolce sonata conclusiva. Un preludio a quella bellissima bugia che Kaori ha sussurrato nel mese di aprile.

7.5