Burn the Witch: Recensione del one-shot di Tite Kubo, autore di Bleach

Tite Kubo torna su Weekly Shonen Jump con un manga one-shot intitolato Burn the Witch, una gradevole via di mezzo fra Bleach e Harry Potter.

recensione Burn the Witch: Recensione del one-shot di Tite Kubo, autore di Bleach
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In un tempo non troppo lontano, il variegato panorama dei battle shonen era dominato da un terzetto di opere complessivamente note come Big3 che per anni hanno occupato le primissime posizioni del ToC o "Table of Content", l'indice di popolarità di Weekly Shonen Jump: stiamo parlando ovviamente di One Piece di Eiichiro Oda, Naruto di Masashi Kishimoto e Bleach di Noriaki Kubo, meglio noto con il nome d'arte di Tite Kubo. Se di queste tre opere l'unica ad essere ufficialmente ancora in corso è proprio la prima, che in Giappone e nel mondo miete consensi e fattura milioni, la dirompente eco delle restanti due non si è certo spenta: Naruto ha ceduto il testimone al sequel Boruto: Naruto next generations scritto da Ukyo Kodachi e disegnato da Mikio Ikemoto con la supervisione di Kishimoto stesso mentre i fan di Bleach possono apprezzare un film live-action prodotto da Warner Bros e diretto da Shinsuke Sato (nei cinema giapponesi a partire dal 20 luglio). Anche in virtù dello scarso gradimento generale raccolto dal finale dell'opera, le voci di un sequel sono nell'aria da un po' di tempo e si sono moltiplicate grazie all'annuncio di uno spin-off dedicato all'inquietante shinigami Mayuri Kurotsuchi, oltre che da un progetto intitolato Bleach Endless Memories del quale purtroppo non sappiamo ancora nulla di preciso. Nel frattempo, in occasione del cinquantesimo anniversario di Jump, Kubo ha scritto e disegnato un manga one-shot in 62 tavole intitolato Burn the Witch che è stato pubblicato sul numero 33 della storica rivista lo scorso 14 luglio (e che sarà possibile recuperare prossimamente tramite Viz Media). Il mangaka non pubblicava su Weekly Shonen Jump dal 2016, vale a dire dalla conclusione della sua serie più celebre, e pare aver colto l'occasione per regalare la speranza di un futuro sequel ai suoi fan.

Di draghi, streghe e altri demoni

Noel Niihashi è una giovane e bellissima ragazza londinese. Di lei sappiamo che ama le uniformi e che è perseguitata da un ragazzo di nome Balgo che, ossessionato da lei, le domanda insistentemente di mostrargli le proprie mutandine. Dopo un breve confronto fisico, che si conclude con la vittoria della giovane e la sua scomparsa all'interno di una misteriosa cabina telefonica, scopriamo che Noel fa parte di una organizzazione, il cosiddetto Western Branch, il cui scopo è quello di tenere sotto controllo gli assalti da parte dei Draghi. Ebbene sì, le mitiche creature medievali non sono affatto animali immaginari, anzi in passato esse erano responsabili fino al 72% delle morti fra i civili. Tutto ciò andò avanti per molto tempo, dato che oltretutto gli esseri umani comuni non sono in grado di vederli, fino alla nascita del Western Branch il cui quartier generale si trova nella Reverse London, una sorta di quartiere sotterraneo e segreto cui i babban... pardon, gli esseri umani senza poteri non possono accedere. Ed è proprio qui che era diretta Noel, che scopriamo essere un "Conservation Officer" di prima classe e che, raggiunto il quartier generale del Branch, ha un breve battibecco con l'ambiziosa e irruenta senpai Ninii Spangle.

Scopriamo inoltre che i draghi, esattamente come gli hollow di Bleach, non sono semplicemente esseri malvagi da distruggere, ma esistono in molte varietà diverse, hanno un proprio senso e una propria utilità all'interno della "biosfera" di Reverse London. Quelle dedicate a questo argomento sono forse le pagine più interessanti della storia. Nel frattempo Balgo, che si lagna della sua deprecabile situazione sentimentale con l'amico fraterno Selby, ha un incontro ravvicinato del terzo tipo con un drago nero. Giunte sul posto per procedere alla sua eliminazione, Noel e Ninii giungeranno a rivelare la propria natura ad un incredulo Balgo e scopriranno che forse il nemico non è da solo...

One-shot, pilot o...

Leggendo questa storia one-shot non si ha l'impressione di trovarsi di fronte a un prodotto compiuto, anzi la sensazione è più che altro quella di trovarsi di fronte ad un vero e proprio "pilota". Nel corso delle 62 pagine del suo racconto, Tite Kubo tocca tutte le tappe fondamentali di qualunque "primo capitolo" di un qualsiasi manga di ampio respiro. C'è la presentazione dei personaggi, un accenno di background, una spruzzatina di romance, uno scontro che sembra preludere ad altro e il raggiungimento di un nuovo status quo. Inoltre, nelle ultime tavole Kubo si diverte ad inserire dei riferimenti che rendono molto verosimile - per non dire certa - l'appartenenza di Burn the Witch al medesimo universo narrativo di Bleach. E nonostante alcune evidenti e divertenti similitudini con la saga di Harry Potter, è proprio con l'opera precedente di Kubo che il nostro one-shot ha il debito più pesante, a cominciare dal titolo che è ancora una volta un riferimento alla musica occidentale: non più i Nirvana, ma gli inglesi Rediohead in uno dei loro brani più recenti, ovvero il singolo Burn the witch, una canzone sofferta che racconta la deriva nazionalista e paranoide della nostra vecchia Europa (per chiudere il cerchio dei riferimenti il video musicale del suddetto brano, realizzato in stop motion e ispirato al capolavoro di Robin Hardy The wicker man, presenta tra l'altro delle figure umane in abiti talari neri che ricordano vagamente gli shihakusho degli shinigami di Bleach). D'altronde il parallelismo fra Burn the Witch e Bleach è lampante anche da un punto di vista narrativo, con le streghe al posto degli shinigami, le pistole "magiche" al posto delle spade spirituali e i draghi al posto degli hollow. La sua convenzionalità narrativa viene in qualche modo mitigata dalla capacità dell'autore di massimizzare il risultato dal punto di vista visivo, sia in termini di pura grafica (ottimo il character design, eccelso il concept del drago) che in termini più genericamente registici. Il design unico e lo stile inconfondibile di Tite Kubo, che riesce miracolosamente a coniugare pulizia e inquietudine, valgono probabilmente da soli il tempo speso nella lettura.

Nel suo essere un prodotto essenzialmente promozionale, Burn the Witch risulta gradevole e mescola con sapienza la freschezza senza pretese del primo Bleach con lo stile curatissimo e ultradinamico dell'ultimo Kubo. Il risultato finale è un prodotto che ha come pregio principale la grafica ma che purtroppo non riesce a elevarsi dalla propria natura essenzialmente pubblicitaria. Troppi sono gli easter egg e le citazioni e il debito nei confronti di Bleach è tanto forte da rendere difficile giudicare Burn the Witch di per sé. Il "colpo di scena" finale poi, sembra avere come unico scopo quello di prefigurare un prosieguo di una serie molto amata ma anche molto odiata, a causa della propria profonda discontinuità qualitativa.
E voi che ne pensate? Desiderate rivedere Noel, Ninii e il simpatico Balgo? Preferireste che Burn the Witch diventasse una serie di ampio respiro o gradireste piuttosto leggerne un crossover con Bleach? Fatecelo sapere!

Burn the Witch Nonostante non siano rari i casi di one-shot divenuti poi delle serie di ampio respiro, tradizionalmente si tratta di prodotti pensati per essere autoconclusivi. Tuttavia, leggendo Burn the Witch non si ha l'impressione di avere di fronte un qualcosa di compiuto, anzi al contrario tutto lascia pensare che possa essere l'inizio di una nuova serie destinata a intersecarsi con l'universo narrativo di Bleach. Come andrà a finire non possiamo ancora saperlo e probabilmente dipenderà anche dall'accoglienza che Burn the Witch riceverà da parte dei lettori della rivista e dei fan dell'opera di Kubo. Una cosa è certa: queste 62 pagine rappresentano un piacevole diversivo, ma nulla di più. La sua natura celebrativa e derivativa rende difficile giudicare questo manga come opera a sé stante. Scorrevole, illustrato magnificamente ma anche inconcluso e convenzionale, Burn the Witch piacerà probabilmente ai fan sfegatati di Bleach che vi ritroveranno la piacevole atmosfera dei suoi primi volumi, unita a una grafica esplosiva.

6.6