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Cagaster of an Insect Cage: recensione del nuovo anime originale Netflix

Abbiamo completato la visione di Cagaster of an Insect Cage, il nuovo anime targato Netflix tratto dal manga di Kacho Hashimoto.

recensione Cagaster of an Insect Cage: recensione del nuovo anime originale Netflix
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Dopo l'analisi del primo episodio di Cagaster of an Insect Cage, la serie anime a sfondo horror/fantascientifico basata sul manga di Kacho Hashimoto, abbiamo visionato anche i restanti episodi dell'opera disponibile su Netflix, dalla durata di circa trenta minuti ciascuno. Il prodotto, partito bene, non è pero riuscito a convincerci completamente, soprattutto per via di una seconda metà eccessivamente diluita nei tempi e priva di mordente.
Per scoprire nel dettaglio tutto quello che non ha funzionato, nonostante un buon primo episodio, non vi resta che continuare a leggere la nostra recensione della nuova serie originale Netflix.

Un mondo devastato

L'intera struttura narrativa dell'anime pesca a piene mani dal genere post-apocalittico; questa volta però, la Terra non è stata distrutta da una serie di esplosioni nucleari, ma da una devastante malattia capace di trasformare gli umani, nel giro di soli venti minuti, in spietati insetti mutanti carnivori. La prima parte dell'opera, che possiamo senza problemi definire come la migliore dell'intero racconto, vede il giovane protagonista Kidou (un abile sterminatore di insetti) tentare di sopravvivere in un mondo ormai in declino cercando al tempo stesso di proteggere Ilie, una particolare bambina dai capelli azzurri rimasta orfana.

Quello che ci viene proposto è quindi un setting narrativo non particolarmente originale, che però risulta accattivante per la minaccia rappresentata dagli insetti giganti, ribattezzati per l'occasione Cagaster e pronti a eliminare qualsiasi essere umano che gli si pari davanti. Il ritmo degli eventi, abbastanza sostenuto durante tutta la prima metà, è riuscito a convincerci.

Nonostante la presenza degli insetti giganti sia preponderante, il loro screen time è dosato con perizia, prediligendo una progressione degli eventi dove sono i personaggi umani (e i loro problemi personali) a diventare il fulcro della vicenda. Seppur infatti, almeno all'inizio, la serie possa rimandare a una struttura simile a quanto visto nella serie L'attacco dei giganti (con enormi sciami di insetti pronti ad attaccare a cadenza regolare le varie città in cui si spostano i protagonisti), in realtà la trama si concentra soprattutto sui conflitti tra le varie fazioni di umani.

Gli autori hanno svolto un lavoro molto buono sulla caratterizzazione dei personaggi, grazie alla costruzione di un solido background riguardante tutti i protagonisti che si muovono su schermo, a cominciare proprio da Kidou e da Ilie.
I momenti nel passato riescono a puntare in maniera decisa su un registro malinconico e spesso anche tragico, capace di far riflettere lo spettatore sui drammi della guerra e sulla crudeltà degli esseri umani.

Lo stesso protagonista, costretto fin dall'infanzia a sopravvivere senza (quasi) fare affidamento su nessuno, si dimostra un eroe sfaccettato la cui indole seriosa - durante l'età adulta - trova compimento proprio in funzione dei tragici eventi che ha vissuto durante l'infanzia. Allo stesso modo Ilie, che in un primo momento appare indifesa e priva di carattere, si dimostra invece una co-protagonista ben studiata, capace di maturare caratterialmente via via che la narrazione prosegue. Buona anche l'intenzione degli autori di non rivelare da subito tutti gli spunti della trama, inserendo durante le puntate alcuni antagonisti misteriosi come Acht, le cui azioni rimangono per parecchio tempo avvolte nel mistero.

Tante parole, forse troppe

La serie, purtroppo, nonostante una prima metà ben confezionata (capace di intrattenere in maniera semplice e funzionale) durante tutto il secondo blocco narrativo frena bruscamente scoprendo il fianco a un ritmo che, episodio dopo episodio, non fa che rallentare. Purtroppo gli autori hanno deciso di focalizzarsi troppo sui dialoghi, impoverendo sempre più il ruolo degli insetti giganti all'interno della storia, prediligendo il confronto tra fazioni contrapposte di umani. Anche il personaggio di Acht non è stato gestito al meglio, per colpa di un'attenzione eccessiva riservata ai vari scontri tra lui e Kidou, quasi come se l'intera trama da un certo punto in poi si cristallizzasse rifugiandosi negli schemi stilistici visti nella prima tornata di episodi.

Gli stessi momenti in cui veniamo a conoscenza del passato dei personaggi e dell'origine degli insetti risultano un po' banali. Durante la parte finale si ha così l'impressione di trovarsi davanti a una storia che non ha avuto il coraggio di giocare al meglio le proprie carte, riproponendo invece soluzioni narrative già viste troppe volte in altre opere dal contesto simile.

Peccato anche per il lato tecnico, affossato purtroppo dall'infelice scelta di accostare alla non eccelsa grafica in 3DCG alcune sequenze realizzate con la tecnica d'animazione tradizionale; queste ultime, nettamente migliori rispetto alla computer grafica, non fanno che trasmettere un senso di discontinuità stilistica.

Cagaster of an Insect Cage Cagaster of an Insect Cage è una serie riuscita solo in parte; a fronte di una lodevole caratterizzazione dei personaggi e di un setting post-apocalittico accattivante, l'anime crolla vistosamente a partire dal secondo blocco di episodi, per via soprattutto di una trama incapace di puntare sui propri punti di forza e per l'eccessiva verbosità di alcuni passaggi chiave.

6.3