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Card Captor Sakura: recensione della seconda stagione

La seconda stagione di Card Capture Sakura è ora disponibile. Analizziamo insieme i punti di forza dell'opera in rapporto a quanto visto in precedenza.

recensione Card Captor Sakura: recensione della seconda stagione
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Tra i maggiori esponenti del maho shojo, sottogenere in cui gli elementi romantici e fantastici si fondono senza soluzione di continuità, possiamo sicuramente annoverare Card Capture Sakura, opera ideata dal collettivo al femminile CLAMP nel 1996 di cui abbiamo analizzato recentemente la prima stagione dell'anime, disponibile su Netflix. La seconda stagione, almeno per quanto riguarda la pubblicazione in chiaro sulla tv italiana, ha avuto un percorso sicuramente più travagliato, dato che solo nel 2006 sono stati trasmessi tutti gli episodi, a eccezione dell'ultimo, mai andato in onda nel nostro paese.
Da qualche settimana, su Netflix, è disponibile l'intera seconda stagione in lingua originale e sottotitolata in italiano, che vanta ventiquattro episodi complessivi.

Libera!

In questa seconda serie, conosciuta in Italia con il nome di Sakura - La partita non è finita, ritroviamo la nostra protagonista alle prese con il difficile compito di crescere, soprattutto da un punto di vista introspettivo. L'anime punta subito a focalizzarsi sulla responsabilità derivante dal possedere tutte le carte di Clow, il criptico mago possessore originario degli oggetti incantati.

La nuova season, rimarcando in larga parte quanto visto in precedenza, porta la protagonista a fare un ulteriore sforzo per ottenere il completo controllo delle carte.
Seppur infatti nella prima stagione Sakura si sia impegnata al massimo per catturare tutte le creature fuoriuscite dalle stesse, ad attenderla c'è un nuovo dilemma legato al loro funzionamento; gli oggetti incantati, infatti, necessitano di un grande potere magico per essere attivati, particolare che spinge la protagonista a domandarsi come mai molte delle carte possedute non rispondano più ai suoi ordini.

Ancora una volta, il prode Cerberus, uno dei guardiani delle carte (ora capace di tornare a piacimento alla sua forma originaria), spiega alla propria padroncina che se vuole riutilizzare tutte le carte deve fare affidamento solo sulle proprie forze.
La presa di coscienza della protagonista, intenzionata più che mai a trasformare tutte le Clow Card in Sakura Card, dona a questa stagione un tono leggermente più maturo in rapporto alla stagione precedente.

Nonostante però il numero dimezzato degli episodi rispetto alla season one, il ritmo risulta ora più lento e compassato, soprattutto per la riproposizione di alcuni elementi caratteristici della serie, fra tutti il dover affrontare una nuova minaccia in ogni episodio. Il concetto legato alla trasformazione delle carte non risulta particolarmente accattivante ai fini della narrazione; per quanto ci sia sempre un senso di minaccia incombente rappresentato dai nuovi villain, larga parte degli episodi non è in grado di catturare l'attenzione dello spettatore come in passato.


In alcuni punti poi, si ha davvero l'impressione che il tempo si dilati in modo esponenziale (come durante l'episodio in cui Cerberus e Yue non riescono a trasformarsi) senza apparente motivo. Discorso diverso per quanto riguarda la parte finale dell'anime, capace se vogliamo di far dimenticare velocemente il periodo di stanca relativo al blocco centrale della serie, grazie a sequenze action ben realizzate e a momenti maggiormente riflessivi.

Incontri e scontri

Se nella prima stagione uno dei temi fondamentali, cioè la lotta a ogni forma di discriminazione, puntava ad avere una valenza educativa per i più giovani (avvicinandosi però ad alcune forzature a tratti anche didascaliche), in questa nuova serie di episodi le autrici hanno invece voluto focalizzarsi maggiormente su concetti come la crescita caratteriale.

Sakura, infatti, molte volte è portata a domandarsi se sia davvero capace di ricoprire il suo ruolo nel migliore dei modi, cedendo talvolta alle insicurezze ma trovando sempre la forza di reagire alle difficoltà grazie all'aiuto dei suoi amici. Oltre ai due guardiani capaci di offrirle un supporto costante (salvandole talvolta addirittura la vita), anche altri storici comprimari rivestono un ruolo di tutto rispetto nel percorso di crescita di Sakura, su tutti Syaoran Li.

Per quanto riguarda i rapporti sentimentali tra i personaggi, in questa stagione si è cercato di chiudere varie questioni insolute viste in precedenza, facendo evolvere tutti i comprimari in maniera soddisfacente, segno della loro evoluzione psicologica. Ben modellato anche il personaggio di Clow Reed, che in questa stagione riveste un ruolo ancora più importante che in passato, soprattutto dalla seconda metà della serie in poi.

I disegni, di ottima fattura, risultano in linea con la prima stagione, supportati da colori ancora più vivaci in grado di rivaleggiare senza problemi con moltissime produzioni recenti. Le stesse animazioni, fluide e ben curate, danno il meglio durante le sequenze concitate, su tutte la battaglia finale con protagonista Sakura e i guardiani.

Card Captor Sakura La seconda stagione di Card Capture Sakura, pur forse senza risultare accattivante come la prima serie (soprattutto per la mancanza di novità rilevanti), risulta comunque godibile ancora oggi, grazie alla cura riposta nell'evoluzione caratteriale dei personaggi e a un comparto tecnico davvero notevole, nonostante i vent'anni trascorsi.

7.5