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Castlevania 3: la recensione della nuova stagione della serie Netflix

La terza stagione di Castlevania segna una brusca battuta d'arresto per l'intera serie. Ma quali sono i motivi di questo passo falso?

Castlevania 3: la recensione della nuova stagione della serie Netflix
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La serie animata Castlevania, creata da Warren Ellis con il supporto dello studio Powerhouse Animation, è arrivata infine alla sua terza stagione, disponibile da pochi giorni sulla piattaforma di streaming Netflix.
Dopo l'analisi del trailer e dei primi episodi di Castlevania 3, abbiamo visionato la serie completa così da avere un'idea il più possibile precisa riguardo la qualità generale dell'opera, che purtroppo (come già indicato in precedenza) non è riuscita a convincerci del tutto.

Squadra che vince non si cambia?

Il punto che più di ogni altro è riuscito a far destare vari dubbi è da ricercarsi nell'intenzione dell'autore - sicuramente coraggiosa ma a tratti davvero azzardata - di non cambiare il setting temporale dell'opera. La celebre serie di giochi targata Konami, infatti, nel corso dei decenni è riuscita ad appassionare anche per la sua particolare trama, in grado di focalizzarsi su numerosi esponenti della famiglia Belmont intenzionati a sconfiggere Dracula una volta per tutte nel corso di svariati secoli.

Seppur quindi dopo la conclusione della seconda stagione la serie avrebbe potuto tranquillamente cambiare periodo storico (vista soprattutto la dipartita del villain principale), si è deciso di continuare privando l'opera - a nostro parere- di un'identità. Il problema principale di questa terza stagione è infatti quello di non avere un'anima definita, per via di una trama eccessivamente dilatata e priva di mordente.

Le precedenti due stagioni, capaci di intrattenere soprattutto per il grande carisma di Dracula, hanno trovato proprio in quest'ultimo il motore giusto per convincere il pubblico. Nonostante questo, però, gli stessi episodi passati non sono stati mai in grado di raggiungere vette d'eccellenza, soprattutto per alcune storture a livello narrativo, nonostante le grandi competenze da storyteller di Warren Ellis.

Questa terza stagione, trovandosi sprovvista dell'elemento più interessante (e ben gestito) dell'intera opera, non ha fatto altro che portare ancora più alla luce i difetti che fin dall'inizio l'avevano caratterizzata. Come pronosticato dalla visione delle prime puntate, purtroppo non è stato svolto un buon lavoro a livello di caratterizzazione dei personaggi, spesso tratteggiati in modo davvero poco ispirato.

Trevor e Sypha, i protagonisti, cadono spesso vittima in qualche cliché sentimentale di troppo; in qualche occasione capiterà di trovarsi davanti a scenette tipiche degli anime romantici anni '90, con il rapporto tra i due personaggi portato avanti in maniera superficiale.

Isaac è invece probabilmente il personaggio con il percorso narrativo più noioso, seguito a ruota libera da Alucard, un personaggio dal grande potenziale intrinseco purtroppo totalmente sprecato soprattutto dalla seconda metà in poi. Unica nota positiva il confronto a più riprese tra Hector e la sensuale vampira Lenore, seppur anche qui non si parli assolutamente di vette d'eccellenza quanto di scambi di battute semplicemente godibili.

Che cosa sta succedendo?

Un altro dei limiti più grandi dell'intera stagione è quello di essere stata concepita come un'opera di transizione; nonostante infatti i dieci episodi totali (due in più rispetto alla precedente season), lo spettatore si ritroverà ben presto a domandarsi per quale motivo si sia deciso di dilatare in maniera così marcata i tempi. Quasi come se l'autore si fosse trovato davanti a un'impressionante carenza di idee, si è deciso di puntare ancora una volta sulle figure dei due fabbri Hector e Isaac, non riuscendo però a valorizzarli appieno (allo stesso modo di quanto avvenuto con le figure di Alucard, Sypha e Trevor) puntando così su una narrativa poca esaltante. Puntata dopo puntata lo spettatore si ritroverà quindi ad attendere un evento realmente d'impatto che però avverrà solo verso il finale, in modo da rendere questa terza stagione un semplice ponte verso la quarta e (forse) ultima tornata di episodi.

La stessa Carmilla, che aveva tutte le carte in regola per incidere notevolmente sulla serie come villain, non riesce invece a risultare interessante. Le scene d'azione, d'altro canto ben gestite e coreografate, non riescono a innalzare l'asticella qualitativa del prodotto, i cui problemi a livello di scrittura purtroppo prevaricano sul sempre ottimo comparto estetico.

Peccato anche per il finale, gestito in maniera a tratti sbrigativa e oltretutto impostato per far continuare ulteriormente una trama che già dopo la seconda stagione aveva mostrato tutto lo stretto necessario per concludere degnamente la saga.

Castlevania 3 Dopo una seconda season capace di entusiasmarci, la terza stagione di Castlevania rappresenta una battuta d'arresto per la serie creata da Warren Ellis; nonostante i due primi blocchi di episodi tutto sommato coinvolgenti, questa nuova tornata di puntate non ha fatto altro che confermare i numerosi dubbi sorti in precedenza, anche e soprattutto per l'assenza di un villain davvero carismatico.

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