Castlevania: la Recensione completa della Stagione 2 disponibile su Netflix

La seconda stagione di Castlevania risulta un prodotto pieno di alti e bassi, quasi a rimarcare la dualità caratteriale del villain protagonista: Dracula.

recensione Castlevania: la Recensione completa della Stagione 2 disponibile su Netflix
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In concomitanza dell'uscita di Castlevania Requiem: Symphony of the Night & Rondo of Blood, collection in grado di riprorre due classici videoludici del passato, Netflix ha deciso di pubblicare la seconda stagione della serie animata, di cui recentemente abbiamo analizzato il primo episodio. Il creatore del progetto Warren Ellis, supportato dalla regia di Sam Deats, decide quindi ancora una volta di portarci in un mondo tenebroso in cui i vampiri possono spadroneggiare indisturbati.
La seconda stagione, che fin dalla prima puntata ha messo al centro il concetto di dualità, presenta al suo interno sia luci che ombre, cercando sì di ampliare quanto visto nella Season One pur senza però riuscire davvero a imporsi efficacemente come forse avrebbe dovuto.
Il cartone, realizzato dallo sforzo combinato di più studi tra cui Powerhouse Animation Studios, Project 51 Productions e Shankar Animation, risulta quindi riuscito solo a metà.
Per capire cosa ha portato la produzione Netflix a vivere di alti e bassi per tutta la sua durata, è bene addentrarci in un'analisi delle sequenze più rilevanti così da comprendere se (e come) si sarebbe potuto fare di più.

Dalla parte di Dracula...

La seconda stagione di Castlevania inizia come diretto proseguimento delle vicende viste nella prima stagione, con i nostri eroi Trevor, Sypha e Alucard intenti a riprendersi prima di tornare nuovamente alla carica per affrontare nuovi nemici. Dracula , pur rappresentando l'iconica figura di villain principale, fin dal primo episodio assume anche il ruolo di protagonista, ribaltando le dinamiche narrative della prima stagione eriuscendo a donare un grado di profondità maggiore rispetto al passato.
Warren Ellis si è infatti sforzato per descrivere Dracula come un personaggio profondo e sfaccettato, ponendolo al centro della scena per tutta la durata della serie, virando completamente verso una concezione del ritmo più lenta e ragionata, in grado di donare alla produzione di Powerhouse Animation un taglio sicuramente più maturo. Il signore delle tenebre, all'interno del suo castello, deve fare i conti con i propri generali che, trovandosi in prima linea nell'eliminazione della razza umana, si sentono per certi versi sfruttati dal loro sovrano, che sembra non considerarli minimamente nonostante il loro operato. Godbrand, uno dei sottoposti dell'antagonista, rappresenta a pieno titolo questa sorta di insoddisfazione generale, che non esita a rimarcare ogni volta che può per via del suo carattere sfrontato e irrequieto.
Proprio per questo Dracula decide di porre due esseri umani, Hector e Isaac, al comando delle sue truppe, dato che li considera maggiormente fedeli rispetto agli esponenti della sua stessa razza. I due fabbri alchimisti, oltretutto, risultano importantissimi per il suo piano di sterminio, perché in grado di riesumare i cadaveri con la magia in modo da rendere virtualmente immortale l'orda di creature demoniache che imperversa nel regno.

Per quanto riguarda i personaggi, è doveroso citare anche la comparsa di Carmilla, sensuale (quanto diabolica) vampira in grado di ordire elaborati e pericolosi piani in grado di gettare il castello nello scompiglio più totale.
Infatti, in questa seconda stagione, si è voluto dare una grande importanza anche agli intrighi, ai sotterfugi e ai tradimenti: in più di un'occasione, il clima di tensione costante all'interno del castello potrà in alcuni casi ricordare quanto visto in serie come Game of Thrones, in cui ogni alleato può trasformarsi in un nemico (e viceversa), così da togliere qualsiasi punto fermo allo spettatore nel capire di chi ci si può fidare davvero.
Il lavoro svolto da Warren Ellis nella costruzione della psicologia di Dracula è quindi da ammirare, dato che è riuscito a regalare al pubblico un villain complesso, dotato di una forza di volontà ferrea ma al tempo stesso pieno di dubbi e paure.
È chiaro come l'autore abbia quindi voluto concentrarsi quasi totalmente sulla figura del signore della notte, cercando di mettere in luce non solo i suoi lati oscuri, provando in un certo qual modo a umanizzarlo, descrivendolo in linea generale non come un mostro senza cuore ma invece come un'anima in pena stanca e disillusa, incapace di superare la perdita dell'unica donna che abbia mai amato davvero, cioè la moglie Lisa Tepes.

...o di Alucard?

Nonostante un personaggio stratificato come Dracula, capace di svettare senza problemi su tutti gli altri, la serie - pur risultando in linea generale godibile - non riesce a mostrare davvero tutto il suo potenziale per via di alcune scelte discutibili.
Si comincia dagli altri protagonisti, Trevor Belmont, Sypha Belnades e Alucard a cui in realtà non è stato dato poi così tanto spazio nel corso dell'opera.

Pur riuscendo a far maggiormente leva sul passato della famiglia Belmont (quasi totalmente assente nella Season 1), si ha comunque l'impressione di trovarsi davanti a personaggi piatti e privi di mordente, incapaci di risultare incisivi quanto Dracula, non tanto nelle parti action quanto invece nelle sequenze di dialogo.
L'interazione tra loro, infatti, risulta sviluppata in modo abbastanza standard, con la rivalità tra Trevor e Alucard usata quasi sempre solo per far pronunciare ai due personaggi qualche insulto reciproco per affermare la propria superiorità.
La stessa Sypha appare poco caratterizzata, per via di alcune linee di dialogo che spaziano dall'ironico al romance. Il difetto più grande della seconda stagione risiede però nel ritmo, in alcuni punti davvero troppo lento; l'incedere pacato dell'intera trama, che in un primo momento può risultare un punto a favore, in realtà con l'avanzare della serie diventa il punto debole più marcato.

Nonostante i momenti in cui compare Dracula siano ben realizzati, nella parte centrale si avverte come una sorta di dilatamento temporale in cui la narrazione risulta eccessivamente scialba, particolare riscontrabile anche durante l'episodio finale, che per alcuni spettatori potrebbe risultare addirittura superfluo.
A farne davvero le spese sono i generali del maestro della notte, che non vengono impiegati in maniera soddisfacente per ostacolare Trevor e compagni, lasciando quindi la parte centrale dell'intera serie in una sorta di limbo in cui sembra non succedere mai nulla di rilevante.
In maniera analoga a quanto visto nella prima stagione, i protagonisti si ritrovano a scontrarsi per quasi tutta la produzione solo con mostri privi di intelletto, lasciando un vero e proprio senso di vuoto nello spettatore.
Oltretutto, il senso di conflitto globale e di guerra alle porte risulta alla fine depotenziato, dato che in realtà non si ha mai davvero l'impressione di trovarsi di fronte a uno scontro su larga scala.
A risollevare il tutto, fortunatamente, ci pensa la battaglia finale che, pur facendo uscire di scena alcuni antagonisti in modo davvero troppo sbrigativo, risulta in linea generale godibile.
Per quanto riguarda il lato tecnico, Castlevania Stagione 2 si difende bene, pur non arrivando a picchi di eccellenza in nessun frangente; lo stile, a cavallo tra animazione occidentale e orientale, dona all'opera un look visivo soddisfacente, seppur presenti qualche incertezza soprattutto riguardo la realizzazione dei visi dei personaggi.

Le sequenze di lotta, ben coreografate, vedono i protagonisti combattere principalmente con le armi bianche; seppur in vari punti sia anche presente l'utilizzo della magia, magari si sarebbe potuto puntare maggiormente su alcune trovate leggermente più originali, puntando magari su un maggior numero di attacchi speciali per quanto riguarda Trevor e Alucard.
Da segnalare però la fluidità non eccelsa di alcune animazioni, in cui i personaggi sembrano quasi muoversi leggermente a scatti, particolare su cui si può però tranquillamente sorvolare nel valutare la qualità generale del comparto tecnico.
Il doppiaggio in italiano risulta tutto sommato soddisfacente, anche se forse per Dracula si sarebbe dovuto puntare su un tono di voce leggermente diverso per dare risalto alla natura ultraterrena del personaggio.
Molto belli gli ambienti, realizzati con molta cura e dovizia di particolari, soprattutto per quanto riguarda gli interni, capaci di immergere ancora di più i personaggi nel mondo oscuro della serie.

Castlevania - season 2 La seconda stagione di Castlevania è quindi un prodotto che presenta due nature distinte e a tratti speculari. Da una parte abbiamo un'eccellente caratterizzazione del villain (e protagonista) della serie: Dracula. Dall'altra troviamo però un ritmo a tratti troppo diluito e una caratterizzazione basilare degli eroi. Peccato anche per il relativo inutilizzo dei generali, usati solo come riempitivo e incapaci di mettere davvero in difficoltà Trevor, Sypha e Alucard. Una serie, quindi, sicuramente godibile e ben realizzata, purtroppo incapace di imporsi come forse avrebbe meritato.

6.5