Cells at Work Recensione: esplorando il corpo umano

La serie Cells at work! di David Production, tratta dal manga di Akane Shimizu, è considerata una delle migliori novità del 2018.

recensione Cells at Work Recensione: esplorando il corpo umano
Articolo a cura di

La giovanissima mangaka Akane Shimizu, classe 1994, ha esordito professionalmente nel 2015 sulla rivista Monthly Shonen Sirious di Kodansha con una serie shonen intitolata Cells at Work! - Lavori in corpo!, tuttora in corso. Il successo è stato dirompente, al punto da generare diversi spin-off (Bacteria at work, per i disegni di Yaruyuki Yoshida; Cells that don't work, disegnata da Moe Sugimoto ; e Cells at Work! BLACK, realizzata da Shigemitsu Harada e Issei Hatsuyoshi ) e una serie tv anime in tredici episodi realizzata dallo studio David Production (Code Geass: Lelouch of the Rebellion R2, Soul Eater, Ristorante Paradiso) per la regia di Kenichi Suzuki e il character design della stessa autrice Akane Shimizu. L'anime è stato trasmesso in Giappone dallo scorso 7 luglio al 29 settembre, mentre in Italia è stato proposto in streaming da Yamato Video in lingua originale sottotitolata sul proprio canale youtube in contemporanea con il Giappone. La prima stagione di questa frizzante e istruttiva serie shonen si compone di tredici episodi, ognuno dedicato a una malattia o a un meccanismo fisiologico del corpo umano.

Imparare divertendosi

Erede dichiarato delle serie istruttive degli anni '60 e '70, Cells at work! non ha ovviamente una trama vera e propria e segue piuttosto le disavventure di un Globulo Rosso un po' distratto che vagando per il corpo umano si imbatte in altre "colleghe" cellule senzienti e antropomorfe, ognuna con un proprio compito assegnato, che tenterà di portare a termine impegnandosi con tutte le proprie forze.

Mentre gli autori svelano (in maniera divertente) il funzionamento dei meccanismi fisiologici del nostro organismo, al tempo stesso in ogni episodio introducono un evento inaspettato come l'introduzione di un patogeno o un trauma di qualche tipo, e ci mostrano come il corpo umano reagisce a questi eventi grazie al complesso ordine che vige all'interno di ognuno di noi. Il nostro corpo è infatti rappresentato come una città, o un paese, e i microorganismi aggressivi come degli invasori o dei terroristi.

Nel primo episodio, intitolato "Pneumococco" dal nome del nemico (lo Streptococco pneumoniae, principale agente etiologico della polmonite nell'adulto), una sorta di mostro parassita invade l'organismo con l'intenzione di stabilirvisi ma viene sconfitto dai Granulociti Neutrofili, rappresentati come dei poliziotti in uniforme bianca che combattono batteri e miceti utilizzando dei pugnali militari.

Il secondo episodio, "Graffio", ci mostra il funzionamento delle Piastrine, che noi vediamo rappresentate come delle carinissime bimbe di età prescolare, "kawai" e goffe. Nel terzo episodio invece, dalle chiare tinte horror, l'influenza stagionale viene mostrata sotto forma di una terribile invasione zombie, mentre la sesta puntata ci permette di visualizzare la maturazione degli Eritrociti nel midollo osseo come una sorta di percorso di studi con tanto di cerimonia conclusiva, la cosiddetta "enucleazione", mediante la quale i precursori delle cellule rosse divengono Eritrociti a tutti gli effetti (dopo circa 120 giorni i globuli rossi ormai invecchiati verranno divorati dai Macrofagi, ma questa è la tragica esistenza delle cellule).

Con semplicità e grande allegria, Cells at work! ci consente di imparare (o rinfrescare) alcuni dei più importanti eventi fisiopatologici che coinvolgono il nostro organismo, dando ampio spazio anche a fenomeni di pertinenza specialistica come la cancerogenesi o la maturazione dei Timociti.

"Esplorando il corpo umano"... in salsa shonen

Visto il rapido successo ottenuto in patria, che la deliziosa serie manga ideata e realizzata da Akane Shimizu venisse trasformata in un anime "battle shonen istruttivo" era davvero questione di tempo. Cells at work! è il miglior anime dell'estate 2018 e il suo impatto sul grande pubblico ha portato anche diversi professionisti della medicina a esprimere un parere sulla correttezza delle informazioni presentate agli spettatori.

L'oncologo Satoru Osuka della Emory University School of Medicine di Atlanta ha in particolare espresso grande apprezzamento per l'episodio 7, "Cellule tumorali", lodando in particolare l'aver posto l'attenzione sul ruolo delle cellule del sistema immunitario nella lotta contro i tumori (il 10 dicembre scorso il texano James Allison e il giapponese Tasuku Honjo hanno ricevuto da re Carlo XVI Gustavo di Svezia il premio Nobel per la medicina per il loro lavoro nel campo dell'immunoterapia applicata alle neoplasie in fase metastatica) mentre sul canale youtube Dr Hope's Sick Notes è possibile riceve informazioni aggiuntive circa i meccanismi fisiologici e patologici mostrati nei vai episodi.

In molti hanno inoltre posto l'accento sulla grande attenzione per i dettagli, come la giacca del Globulo Rosso che cambia leggermente colore a seconda se trasporti ossigeno o anidride carbonica. Il punto di forza della serie è la sua natura ibrida, il suo farsi veicolo di informazioni corrette e di interesse comune all'interno di una confezione adatta a tutti.

La prima cosa che salta all'occhio, nel visionare gli episodi di Cells at work!, è la sua freschezza. Colto e divertente, appartenente senza dubbio al filone europeo dell'animazione istruttiva, Cells at work! è al tempo stesso profondamente giapponese da un punto di vista drammaturgico. Tutto in questo anime richiama alla mente l'immaginario shonen: le battaglie fra i Leucociti e i microorganismi patogeni somigliano agli scontri di Dragon Ball, Hunter X Hunter, ONE PIECE: lo stesso misto di azione, dramma e umorismo che caratterizza le migliori serie per ragazzi.

E in più abbondano le variazioni di registro e le citazioni: come nel già citato, strepitoso settimo episodio, in cui gli autori puntando l'attenzione dello spettatore sull'insensata tragica esistenza di una cellula tumorale omaggiano in più di una sequenza Akira, il seminale capolavoro di Katsuhiro Otomo. In definitiva, Cells at work! nonostante la sua narrazione frammentaria si è rivelato essere un lavoro simpatico, colto e istruttivo che restituisce bene l'ordine spietato che vige all'interno di ogni organismo vivente e che dà la possibilità, a chi abbia scelto carriere non legate alle professioni sanitarie, di prendere familiarità con concetti complessi. In un'epoca che ha fatto dell'ignoranza la propria bandiera, l'esistenza di prodotti che osano la diffusione di conoscenza dev'essere applaudita a prescindere dal risultato finale. Che comunque, in questo caso, è molto valido.

Cells at Work! - Lavori in corpo Cells at work!è un delizioso shonen istruttivo grazie al proprio gradevole mix di divertimento e cultura. Molti professionisti della medicina in giro per il mondo ne hanno lodato la consistenza scientifica e il web lo eletto "novità dell'anno 2018". Nonostante, per forza di cose, manchi quasi del tutto di approfondimento psicologico sui personaggi e sia gestito come una serie di episodi auto-conclusivi, ognuno basato su una patologia o un meccanismo fisiologico, l'anime di David Production funziona istruendo e divertendo lo spettatore. Di questi tempi, in cui si è fatto dell'ignoranza una bandiera, tutto questo non è poco.

7