Chainsaw Man 1x02 Recensione: un'ottima conferma

L'anime di MAPPA conferma le buone impressioni del debutto, regalandoci un interessante episodio di presentazione dei nuovi personaggi.

Chainsaw Man 1x02 Recensione: un'ottima conferma
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Dopo una prima uscita che ha fatto gridare al miracolo, Chainsaw Man torna su Crunchyroll con un episodio ancora dall'impostazione introduttiva, presentandoci alcuni personaggi secondari che sembrano eguagliare il protagonista in quanto a sana follia. Una puntata di transizione dal ritmo compassato ma che vola via, quasi del tutto privo di azione e improntato allo sviluppo e alla prima caratterizzazione degli insoliti volti nuovi, votato alla narrazione dell'introspezione di un Denji sempre più a suo agio nei suoi panni da devil hunter ed euforico per tutto ciò che ne consegue. Prima di continuare, vi ricordiamo che potete recuperare la nostra recensione di Chainsaw Man 1x01.

L'arrivo a Tokyo

L'episodio si apre con Denji e la donna della Pubblica Sicurezza accorsa sul luogo della carneficina alla fine del primo episodio. La devil hunter rivela di chiamarsi Makima, intima a Denji di diventare il suo animale domestico (sì, vuole che si comporti come il suo cagnolino), gli precisa che Pochita vive dentro di lui e che il loro è un caso mai verificatosi in precedenza.

A Tokyo, Makima porta Denji al quartier generale dei devil hunter e gli presenta il cacciatore con cui dovrà collaborare: Aki Hayakawa.
Il primo incontro tra i due si fa turbolento e si risolve in una rissa che palesa le intenzioni di Aki nei confronti di Denji: il devil hunter con tre anni di esperienza farà di tutto per far desistere l'uomo motosega dalla sua volontà di permanere tra le fila dei cacciatori di diavoli, infastidito dalle futili motivazioni di Denji (una superficiale cotta per Makima). Denji risponde per le rime (e a calci) dimostrandosi spinto dal desiderio più profondo di vivere una vita che possa ritenersi normale. I rapporti tesi tra i due sembrano però destinati ad intensificarsi, dato che Makima li costringe a condividere l'abitazione. Dopo aver portato a termine con facilità il primo incarico insieme ad Aki, venendo a conoscenza dei majin, la squadra Hayakawa si arricchisce di un nuovo elemento, Power, subito mandata in missione in coppia con Denji e in azione nella scena di chiusura dell'episodio.

L'anime di Studio MAPPA cala la tensione e calma le acqua, proponendoci un episodio disteso in cui la mancanza dell'uomo motosega (la trasformazione di Denji) è sintomo evidente di un'azione quasi del tutto assente, affidata al corpo a corpo tra Denji e Aki (che è più un'estensione di uno scontro verbale e ideologico, una rissa quasi squallida), all'uccisione del majin durante il primo incarico (fatto fuori da Denji con un'ascia) e, soprattutto, alla scena finale dell'episodio, con la folle Power che sfodera un enorme martello di sangue per annientare con un colpo solo il Diavolo Cetriolo.

Aki e Power

Il secondo episodio di Chainsaw Man è in realtà dedicato in maniera quasi esclusiva all'introduzione di Denji alla sua nuova vita e all'interazione con i personaggi secondari, decisamente efficace nella messa in scena immediata ed emblematica.

Di fatto, nel giro di pochi minuti l'anime definisce i rapporti tra il protagonista e i nuovi arrivati, stabilendone gerarchie e feeling, mostrandoci un Denji asservito alla spaventosa Makima, puerilmente scontroso nei confronti di Aki, ambiguo verso Power, a metà tra fastidio sincero e una irrefrenabile tensione sessuale. E si tratta di personaggi ancora abbozzati ma già sufficientemente caratterizzati in termini di personalità e atteggiamenti, con Aki che si presenta come un atipico e rude mentore dalle maniere poco ortodosse, con un passato tragico legato ai diavoli abbastanza stereotipato ma funzionale alla creazione di un personaggio ideologicamente piuttosto quadrato.
L'esiguo minutaggio concesso a Power, poi, non riesce a contenerne l'esuberanza e trabocca di una forza trascinante e magnetica che il personaggio riesce a dispensare cambiando volto ad un episodio effettivamente rilassato prima della sua apparizione.

Power, caso molto raro di majin (corpi umani che hanno concesso a un diavolo di prendere possesso delle loro funzioni come ultima risorsa per la sopravvivenza; generalmente prevedono il dominio della personalità dei diavoli e la trasformazione in individui simili agli zombie) che ha mantenuto la propria razionalità, ruba la scena e desta curiosità circa il potenziale decisamente folle della coppia che forma con Denji.

La triste assurdità di Denji

Al di là di una prima introduzione dei nuovi personaggi di forte impatto (di cui Makima è ancora quella più ambigua ed enigmatica), il secondo episodio si impegna a svelare ulteriori lati del carattere di Denji, fornendoci un personaggio insieme infantile e riflessivo, assurdo nelle azioni e nelle intenzioni ma malinconico nei pensieri, che conferma la tragicomicità della prima esplorazione e appare superficiale e profondo allo stesso tempo.

Il suo prematuro ed effimero amore per Makima, la sua immatura ossessione per il sesso e la sua fame compulsiva appaiono demenziali e suscitano risate, ma rivelano la sua disperata condizione di nullatenente, dicono molto sul personaggio e sul suo passato, sulla povertà e la solitudine che ha patito, su un individuo che mai ha conosciuto e ricevuto un trattamento gentile da parte di un altro essere umano, che mai ha sperimentato amore nemmeno in una sua fragile parvenza.

Denji è un disabituato alla vita, ne disconosce persino le ovvietà, è avulso dal suo lato positivo, ed è in questo senso che i suoi desideri apparentemente primitivi permettono di cogliere la drammaticità della sua situazione e finiscono per risultare agrodolci.

L'episodio è anche una gradita conferma della qualità del comparto tecnico dell'anime, nonostante una quasi totale assenza di azione, manifestatasi anche in un utilizzo praticamente nullo della CGI discussa per il pilot della serie. Anche la scena finale che vede Power lanciarsi da un grattacielo per distruggere il Diavolo Cetriolo è priva di computer grafica e sarà interessante capire se l'utilizzo di un'animazione tradizionale sia giustificato dalla brevità della scena e in quali frangenti verrà effettivamente implementata ( se riguarderà solo il Diavolo Motosega o si espanderà ad altre creature che faranno la loro apparizione).

Convince anche il character design di Aki e Power, più semplice e sobrio per il primo, peculiare e vistoso per la seconda, generalmente in linea con l'idea di Fujimoto. L'uso dei colori è ancora squisitamente espressivo e aderente alla diversità dei momenti narrati, con colori poco saturi che lasciano il posto al viola, al rosa e al rosso forti e vivaci della scena finale.

Chainsaw Man (anime) Il secondo episodio di Chainsaw Man si configura come un momento di transizione ed introduzione dei personaggi che accompagneranno Denji nelle sue missioni da devil hunter. La formazione della nuova divisione sperimentale composta da Denji, Aki e Power promette divertimento grazie alla curiosa alchimia tra personaggi dal carattere decisamente esuberante ed è già una bomba ad orologeria pronta ad esplodere nelle prossime uscite. La caratterizzazione di Denji procede verso la proposta di una figura insieme assurda e malinconica, fornendoci un protagonista dalla personalità stratificata.