Chainsaw Man 1x04 Recensione: Studio MAPPA si supera ancora

Con il quarto episodio di Chainsaw Man, disponibile su Crunchyroll, MAPPA raggiunge nuove vette di qualità visiva.

Chainsaw Man 1x04 Recensione: Studio MAPPA si supera ancora
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Guardando alle recenti prove di MAPPA, dall'acclamato Jujutsu Kaisen (leggete la nostra recensione di Jujutsu Kaisen!) alla discussa stagione finale di Attack on Titan, passando per l'intrigante parentesi Dorohedoro e la più datata produzione di Yuri!!! on Ice, appaiono chiari l'eclettismo e la poliedricità dello studio d'animazione giapponese più in voga degli ultimi anni.

Gli anime citati sono prova schiacciante della capacità di Studio MAPPA di mettere in scena con una certa continuità qualitativa sia gli scontri più frenetici dei battle shonen, sia i movimenti più armonici e umani dell'elegante spokon sul pattinaggio sul ghiaccio, senza tralasciare una consistente sperimentazione sul versante della computer grafica (oltre all'utilizzo ne L'Attacco dei giganti, nell'anime su Netflix tratto dall'opera di Q Hayashida l'utilizzo della CGI è di quelli massicci e preponderanti). E ormai, dopo un mese dal suo debutto, possiamo dire lo stesso di Chainsaw Man.

Azione e slice of life nel quarto episodio di Chainsaw Man

Il quarto episodio di Chainsaw Man, anime partito alla grade e finora sempre in grado di sorprendere per lo straordinario livello tecnico, raggiunge vette altissime nell'ambito dell'animazione e costituisce, di fatto, una summa degli aspetti sopra elencati. La struttura dicotomica dell'episodio è, infatti, campo di prova ideale per Studio MAPPA, che destreggiandosi tra lo scontro mozzafiato della prima parte e lo slice of life puro della seconda metà dimostra un'adeguatezza impareggiabile in entrambi i fronti.

Ma fermiamoci un attimo per snocciolare brevemente gli eventi principali di questa quarta uscita. Dopo aver eliminato il Diavolo Pipistrello e aver liberato Power e il suo gatto Nyako dal ventre del mostro, Denji deve subito fare i conti con un altro nemico accorso a seguito dell'uccisione del suo amato. È il Diavolo Sanguisuga e si dice pronto a far fuori gli indifesi reduci dell'attacco (Power è ancora sotto shock e debilitata per l'accaduto).

Denji è costretto ad affrontare l'enorme diavolo con una trasformazione parziale (solo una parte della motosega fuoriesce dalla sua fronte a causa della copiosa perdita di sangue nello scontro precedente), ma riesce a tenergli testa fino all'arrivo risolutivo di Aki, che sfoggia il suo potere annientando agilmente il nemico grazie al Diavolo Volpe. Il devil hunter rivela poi a Denji che è convenzione che tutti i membri combattenti dell'organizzazione stringano un patto con un diavolo per contrastarne di altri.

Dopo un breve confronto con Makima che conferma l'attrazione (o la soggezione) di Hayakawa nei confronti dell'enigmatica donna, l'episodio si concentra sulla quotidianità di Aki e Denji, la cui apparente tranquillità viene stravolta dall'arrivo in casa della scapestrata Power, mandata da Makima affinché Aki possa mantenerla sotto controllo.

Come si era accennato, l'episodio vive di due mood differenti: alla frenesia dello scontro che vede Denji dare tutto se stesso per contrastare il Diavolo Sanguisuga si contrappone una seconda parte dedicata ad un distensivo focus sul personaggio di Aki Hayakawa, per un frangente slice of life che nella controparte cartacea è quasi del tutto assente.

Proprio l'intenzione di puntare con convinzione sulla rappresentazione delle esperienze giornaliere di Denji, e soprattutto di Aki, è esplicativa di una precisa volontà di conferire alla trasposizione animata di Chainsaw Man una propria personalità, una proprietà che senza prescindere dalle atmosfere e dell'opera di Tatsuki Fujimoto - e facendo attenzione a replicarne l'anima fracassona e folle senza dimenticare l'elemento splatter - si permette di compiere le proprie scelte in termini formali e narrativi e di modificare la successione degli eventi in maniera sicuramente significativa (sempre preservando l'essenza del manga). Ne deriva una maggiore caratterizzazione dei protagonisti, un apprezzabile approfondimento dei personaggi secondari (utile a rendere meno Denji-centrica l'opera) e un'attestazione della bontà dei disegni e delle animazioni di Studio MAPPA.

Il quarto episodio rende, insomma, evidente una certa autorialità nella messa in scena, intesa come amplificazione di una cifra stilistica e di un mood solamente accennati nel prodotto d'origine, confermando di trovarci di fronte ad un adattamento lontano dalla replica anonima e impersonale. Insomma, MAPPA dimostra che Chainsaw Man non è solo squartamenti e sangue zampillante e che può reggersi anche su fondamenta slice of life più strettamente legate alle interazioni quotidiane e domestiche dei protagonisti e ad un attitudine quasi intimista che riveste l'anime di una palpabile atmosfera contemplativa.

L'incredibile lavoro di Studio MAPPA

Una scelta che probabilmente non godrebbe degli stessi risultati senza il supporto di un comparto visivo che qui si supera ancora una volta. Ancor prima di fare riferimento alla splendida realizzazione tecnica del combattimento di turno, bisogna, infatti, considerare la maestria espressa dagli animatori nelle sequenze citate.

Vedere Aki svolgere le mansioni più banali (preparare il caffè, pensare alla cena, fare il bucato, sistemarsi i capelli e leggere il giornale sul balcone) diventa una gioia per gli occhi per la fluidità delle animazioni e la cura dei dettagli, quasi ipnotizza anche grazie ad una regia ispirata persino nei momenti più insignificanti. Ryu Nakayama è infatti abile sia nel dirigere lo scontro, sia nel rappresentare con uno spunto espressivo degno di nota i momenti di quiete, passando dai movimenti convulsi e dai first person shot della prima parte ai particolari punti di ripresa scelti per alcune sequenze della seconda metà (con angolazioni dall'alto e dal basso e con soggettive fittizie) e delineando una visione cinematografica che ha pochi precedenti.

Parlare del combattimento sembra addirittura superfluo, ma MAPPA inscena quello che è forse lo scontro più riuscito fino a questo punto (e non era affatto facile), rinunciando alla CGI, che sembra ormai definitivamente legata alla trasformazione di Denji in uomo motosega, e dando vita ad uno spettacolo visivo che soddisferà gli amanti del gore e dello splatter (la lotta si consuma in un mare rosaceo di interiora) e lascerà il segno nel panorama dell'animazione giapponese dell'ultimo periodo (nonostante la brevità della lotta).

Una generale resa visiva impressionante che fa quasi dimenticare un'utilità dell'episodio su cui si può discutere, data l'assenza pressoché totale di avvenimenti che si incarichino di portare avanti la trama, con una narrazione fin qui più concentrata nel seguire gli sviluppi riguardo ai desideri futili del protagonista che a svoltare verso una direzione chiara e decisa di maggiori proporzioni. L'introduzione di nuovi personaggi, tra cui Himeno e le altre reclute, si limita poi ad una fugace apparizione, in attesa di una loro effettiva esplorazione e di eventi più urgenti che possano coinvolgere in modo sistematico i membri dell'Organizzazione.

Chainsaw Man (anime) Il quarto episodio di Chainsaw Man ribadisce la volontà di Studio MAPPA di dar vita ad un anime dalla personalità spiccata con il coraggio di compiere scelte formali e narrative che si originano dalla controparte cartacea, ma che vengono amplificate per sfruttare al meglio la cifra stilistica differente della trasposizione, puntando con decisione anche ad un lato slice of life che funziona alla grande con il tratto pulito dei disegni e la regia ispirata di Ryu Nakayama. Lo scontro inziale, poi, alza nuovamente l'asticella e si presenta come il migliore fin qui realizzato.