Chainsaw Man 1x05 Recensione: comincia la caccia per i devil hunter

Nell quinto episodio dell'anime di Studio MAPPA i devil hunter guidati da Aki e Himeno scendono finalmente in campo.

Chainsaw Man 1x05 Recensione: comincia la caccia per i devil hunter
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Lo scorso episodio di Chainsaw Man ci aveva mostrato l'anima più intima e slice of life dell'opera, palesandone una certa natura polivalente e una straordinaria duttilità registica e narrativa (recuperate la nostra recensione di Chainsaw Man 1x04). L'episodio si era concentrato sulla quotidianità dei nostri protagonisti, sulle loro azioni tra le mura domestiche, sulle loro interazioni più ordinarie, dimostrando una verve espressiva che pare evidentemente caratterizzare la trasposizione animata dell'opera di Tatsuki Fujimoto e una connaturata abilità di gestire allo stesso modo action e slice of life, commedia e dramma.

Il dramma di Aki

Il nuovo episodio, disponibile per la visione sulla piattaforma streaming di Crunchyroll e intitolato "Il Diavolo Pistola" reitera proprio quella drammaticità già esibita nei primi episodi e generalmente affidata ai flashback riguardanti le backstory di Power e Denji.

La puntata riprende esattamente da dove ci aveva lasciati: Power concede a Denji di soddisfare i propri desideri sconci; il gesto tanto agognato lascia al ragazzo un inaspettato senso di disillusione. Ci pensa Makima a ravvivarne la smania, promettendogli la realizzazione di qualsiasi desiderio (e la mente di Denji approda subito alla sfera sessuale) in cambio dell'eliminazione del Diavolo Pistola, che scopriamo essere responsabile dell'uccisione della famiglia di Aki Hayakawa, letteralmente spazzata dalla forza dell'essere. Denji, Power e Aki si uniscono alla squadra capitanata da Himeno, che non tarda a mostrare i poteri acquisiti grazie al patto col Diavolo Fantasma. Intenti a cercare mostri che hanno ingerito parti del corpo del Diavolo Pistola (con lo scopo finale di scovarle), i devil hunter incappano in un vicolo cieco di cui non sembrano comprendere le regole.

Questa volta il dramma riguarda Aki, il suo è un passato tragico che giustifica la sua avversione nei confronti delle deboli motivazioni di Denji, che legittima il profondo odio per i diavoli e il coinvolgimento nella missione per la cattura del Diavolo Pistola.

Il suo è un dramma di quelli crudi e agghiaccianti, sublimato in una scena prima dolce e poi inesorabile nel suo strazio, manifestante tutta l'ineluttabile forza distruttiva del Diavolo Pistola, tutta l'insopportabile impotenza di un Aki bambino, di un Aki umano, che davanti ad una vera e propria calamità che spazza via la sua casa e la sua vita non può che rimanere a guardare. Rimane un nodo alla gola e la consapevolezza che Fujimoto non è solo capace di adattare la sua opera ai generi, di adeguare ai momenti un prodotto puramente action, ma esperto nel raccontare il dramma attraverso il dramma, le gag scrivendo commedia, i combattimenti dandoci l'action, in sequenze che sono vere e proprie pillole di genere, esemplari che vivono di anima e crismi propri e che coesistono nonostante la distanza concettuale. È il caso, ancora, del flashback in questione, immediatamente e sorprendentemente preceduto da una scena ecchi che vede Makima concedersi ed istigare Denji un attimo prima di raccontare la tragedia, di illustrargli i tremendi effetti dell'operato del Diavolo Pistola.

Il fatto che le due scene non stridano una accanto all'altra è dimostrazione della bravura di Fujimoto nel permeare l'intera narrazione di una patina d'assurdità latente, di favorire un'induzione continua alla sospensione dell'incredulità, riuscendo al contempo a sottolineare la follia d'insieme, a conferire alla narrazione un leggero effetto straniante.

Comincia la caccia al Diavolo Pistola

L'episodio presenta poi la prima vera missione per Denji e i devil hunter, determinando un obbiettivo adesso preciso e definito, stabilendo il vero punto di partenza per l'eroe e i suoi compagni, adesso impegnati nella ricerca e la successiva eliminazione del Diavolo Pistola e nel compimento di tutte le operazioni necessarie all'avvicinamento di quello che sembra dunque preannunciarsi come il boss finale, il villain della serie (a meno di sorprese che con Chainsaw Man non sarebbero clamorose).

Chainsaw Man potrebbe spiccare il volo nei prossimi episodi e l'opera di Tatsuki Fujimoto potrebbe adesso abbandonare definitivamente eventi ridondanti e quasi riempitivi per dedicarsi a sviluppare orizzontalmente la narrazione dopo aver delineato lo scopo principale del protagonista e degli altri, tutti implicati nella medesima missione. La trama coinvolge finalmente tutti i personaggi finora conosciuti e prospetta un lineare ma graduale avanzamento verso una precisa direzione, indirizzando la squadra e le sue azioni verso il rintracciamento del Diavolo Pistola, con i componenti impegnati nel compimento di missioni non più fini a sé stesse ma propedeutiche all'obbiettivo finale, non dimostrative e meramente intrattenenti ma utili ai fini della narrazione.

I membri del nuovo gruppo sembrano eguagliare la squadra Hayakawa sul piano dell'eccesso e della bizzarria, con una Himeno apparentemente grossolana ma di cui conosciamo già il lato malinconico, un Arai che sembra venerare la leader con la benda sull'occhio, una Kobeni esageratamente tesa e terrorizzata oltre che estremamente timida. Insomma, una squadra allargata e ben (o male) assortita, in una situazione che rischia di diventare un vero rompicapo e con un sesto episodio che si preannuncia movimentato date le premesse.

Il tanto elogiato lato tecnico qui si conferma ancora di alto livello, seppure si noti un leggero calo nei disegni e nella fluidità delle animazioni in alcuni frangenti. L'episodio è, in tal senso, contraddistinto da un'accennata discontinuità qualitativa, con una cura dei dettagli in alcuni segmenti minore rispetto agli episodi precedenti e una lievissima macchinosità dei movimenti che nelle altre uscite non era ravvisabile.

Si tratta comunque di un comparto visivo che rimane di eccezionale fattura, con picchi qualitativi che non sfigurano di fronte ai risultati degli episodi passati (su tutti la scena del patto tra Makima e Denji), nonostante una CGI utilizzata per gli ambienti (è il caso del corridoio dell'edificio in cui la squadra si reca per combattere un diavolo) che cozza un po' con l'animazione 2D dei personaggi.

Chainsaw Man (anime) Il quinto episodio di Chainsaw Man ci presenta il dramma di Aki e la forza devastante del Diavolo Pistola, dando inizio alla prima missione "utile" per il protagonista e funzionale per lo sviluppo della narrazione. I nuovi personaggi, già apparsi nello scorso episodio, si confermano interessanti e ben caratterizzati, ma è proprio il flashback sul passato di Aki Hayakawa a rubare la scena e a conferire al personaggio un'aura tetra e uno spessore maggiore. Un'inedita e leggera discontinuità qualitativa nel comparto visivo è un calo fisiologico per un episodio che raggiunge comunque picchi elevati.