Recensione Chobits

Una simpatica storia proposta dal famoso gruppo femminile di mangaka Clamp

Recensione Chobits
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Un fumetto diverso. Maturo?

Nella mia carriera di lettore, delle Clamp ho avuto modo di valutare diverse opere: Clover, X, e recentemente anche Chobits. E pur apprezzandone molto il tratto e lo stile grafico in generale, devo premettere di non classificarmi fra i patiti di questo gruppo di mangaka al femminile. Chobits si dimostra tuttavia la loro opera più particolare fra tutte quelle che ho letto finora, con caratteri a mio avviso unici: sotto la facciata comica del fumetto, infatti, sembra celarsi un messaggio che si fà sempre più chiaro e distinto con l'approssimarsi del finale... un finale tutt'altro che da ridere e non privo di seri spunti di riflessione. Un'amore profondo senza alcuna costrizione o con sacrifici pesanti è davvero ciò cui deve aspirare l'uomo? E ciò che si può definire moralmente giusto? Sono queste le domande a cui, con alcuni stratagemmi, le Clamp tentano di dare una risposta. Sta ovviamente al lettore stabilire se è quella che fa per lui.

Il genere di appartenenza di Chobits (di cui esiste anche una serie animata composta da ventiquattro episodi) può essere definito shojo-fantasy, sebbene in alcuni frangenti la prospettiva da cui viene narrata la storia possa dare adito a qualche legittimo quanto marginale dubbio circa questa classificazione. Chobits può anche essere definito come il tentativo delle Clamp di confrontarsi con un nuovo genere di manga aperto non solo alle ragazze (come lo è invece la maggior parte delle loro altre opere) sebbene questo sforzo presenti come effetto collaterale l'insorgere di una sorta di atmosfera morbosa, che permea l'intera opera raggiungendo picchi pressocchè insostenibili nelle parti più "piccanti"... o presunte tali. Per questa e altre ragioni, limitiamoci dunque ad annoverarlo nel genere fantasy, senza appiccicare ulteriori etichette.

Un pò di trama...

Hideki Motosuwa è un ragazzo come tanti: alle prese con il lavoro part-time, lo studio per gli esami d?ammissione all?università e senza una fidanzata. Ovviamente impacciato, maldestro e molto sensibile; e fin qui nulla di diverso rispetto a tanti altri manga del genere. In Chobits ci troviamo tuttavia immersi in un presente alternativo, in cui i Personal Computer che tutti conosciamo sono presenti sotto forma di robot dall'aspetto umano nonchè parte integrante della società, che si avvia verso una totale automatizzazione e conseguente annullamento dei rapporti tra esseri umani... destino che, curiosamente, non sembra essere vissuto in maniera drammatica dall'umanità.

E' in questo scenario che una sera Hideki, al rientro dal lavoro, si imbatte in un PC abbandonato decisamente particolare: una bellissima ragazza che battezzerà Chii (le uniche parole che la giovane riesce a pronunciare) che al risveglio si rivelerà essere completamente priva di memoria, sebbene capace di apprendere in maniera quasi istantanea qualsiasi cosa le venga insegnato. Così, tra un misto di avventure e gag spassose (emblematica quella in cui Hideki si reca a comprare indumenti di biancheria intima per Chii) inizia l'intreccio di Chobits, che porterà sicuramente a momenti di risate e a qualcuno di riflessione. Tra rapimenti, umorismo e avvenimenti di ogni genere si dà spazio al lato più fantasy della vicenda, con eventi soprannaturali che coinvolgono Chii e la sua particolare natura: un fitto mistero avvolge infatti questo PC, così come il suo interruttore dalla particolarissima posizione.

Cosa sono i leggendari Chobits? Quale particolarità possiedono? Mi auguro questi quesiti siano sufficienti a stimolare in voi un pò di curiosità...

Il tratto

Nonostante per questa serie Mick Nekoi (che ha già collaborato con le Clamp in Angelic Layer) abbia sostituito Mokona Apapa alle matite, se mi si passa il termine definirei Chobits tipicamente Clamp nel proprio tratto. Tratto che in questa occasione si presenta decisamente leggero, curato e meno pomposo rispetto al consueto stile fantasy della Apapa (presente in opere come Clover) e che ben si adatta al tipo di storia narrata. Le pagine a colori, purtroppo leggermente sgranate, ci permettono di apprezzare inoltre alcune immagini che è anche possibile ritrovare nell'artbook ufficiale, recentemente pubblicato da Star Comics. Sicuramente un tocco in più a livello estetico per questa serie di otto numeri, che si sarebbe forse rivelata maggiormente godibile se fosse durata qualche numero in meno...

Chobits Questa serie è consigliata generalmente a chi ha voglia di una storia leggera da leggere senza troppo impegno, forte della sua capacità di rilassare e di suscitare qualche risata. Il messaggio che si evince alla fine della lettura potrà indurvi ad alcune riflessioni, sebbene la sensazione che il fumetto sia stato "allungato" oltremodo non vi abbandonerà tanto facilmente. Ben lontano dall'essere una pietra miliare e saturo di stereotipi stantii, Chobits si conferma comunque una lettura discreta e piacevole. E tra le opere delle Clamp che ho letto, senza dubbio quella che ho maggiormente apprezzato.