City Hunter Guerra al Bay City Hotel: Recensione del film

Il catalogo di Amazon Prime Video, si arricchisce ogni mese con prodotti vecchi e nuovi, riscoprite perciò con noi questo OAV dal retrogusto vintage.

City Hunter Guerra al Bay City Hotel: Recensione del film
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Il nostro viaggio alla riscoperta di City Hunternon può non partire con un tuffo nel passato. Nell'agosto 1990 videro la luce i due speciali "Guerra al Bay City Hotel " e "Un complotto da un milione di dollari"): si trattava di due OAV basati sul manga di Tsukasa Hojo, approdato un lustro prima su Weekly Shonen Jump con Occhi di gatto.

I due film non erano inediti in Italia, poiché già trasmessi su MTV nel 2004 e distribuiti da Yamato con il mercato dell'homevideo, ma dal mese di novembre 2020 sono comodamente disponibili sul catalogo di Prime Video. Ryo Saeba era già tornato alla riscossa sugli schermi del grandi pubblico nel più recente lungometraggio del franchise (leggi qui la nostra recensione di City Hunter Private Eyes). In questa sede, tuttavia, ci lasceremo travolgere dalla nostalgia: analizziamo uno dei due vecchi OAV della serie, nella fattispecie quello intitolato "Guerra al Bay City Hotel".

City Hunter o forse Hotel Destroyer?

Qualche chilometro al di là di Shinjuku, collegata con il resto della prefettura con un appariscente ponte, sorge una penisola artificiale impiegata come un enorme luna park, al cui centro si erge un gigantesco hotel dall'architettura futurista. L'enorme complesso strutturale, oltre che per dimensioni, è imponente anche per le sue misure di sicurezza, poiché come unità amministrativa vi è un super computer interconnesso con i principali dispositivi e server di tutto il mondo.

Ryo, Miki e Kaori sono stati invitati al buffet di inaugurazione del suddetto resort, ma il caro Saeba è in ritardo perché impegnato nel corteggiare una ragazza. Fortuna vuole che la giovane donna chiamata Luna, oltre ad essere un personaggio originale della pellicola è anche la figlia di un rivoluzionario del Centro America, che vuole sfruttare la potenza di calcolo del computer del Bay City Hotel per hackerare i sistemi di sicurezza degli Stati Uniti d'America e bombardarli con i loro stessi missili.

A sventare la guerra nucleare, oltre a Ryo e le sue due fedeli compagne precedentemente citate, si unirà anche Falcon. Il quartetto regalerà scene action-thriler come sempre ispirate al cinema di genere anni Ottanta, alternate a gag demenziali per smorzare la serietà della pellicola, elementi che d'altronde ritroviamo anche nell'opera principale e che posizionano questo OAV in grande continuità con la serie madre.

Il comparto tecnico è classificabile come un "Old but Gold"?

City Hunter Guerra al Bay City Hotel, così come i 140 episodi della serie principale suddivisi in quattro stagioni, fu animato dallo Studio Sunrise. Non parliamo certo di novellini dell'animazione, poiché parliamo di uno staff che sin dal 1972 ha lavorato a produzioni di grande spessore: basti pensare che tra i loro prodotti più clamorosi di sempre troviamo sia Keroro sia, soprattutto, Cowboy Bebop.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, in effetti, le animazioni presentano uno stile tradizionale e risultano ben eseguite. Dobbiamo dire, tuttavia, che nel mediometraggio si riscontra spesso il riciclaggio di alcuni frame, soprattutto nelle scene riguardanti le esplosioni. Il comparto musicale, frutto del lavoro di Tatsumi Yano e culminante con l'ending "Rock My Love" di Yoko Oginome, si dimostrano invece eccellenti ed in linea con le sonorità tipiche dell'anime classico.

La vera nota dolente di City Hunter: Guerra al Bay City Hotel riguarda la qualità del racconto: la trama, contrariamente ad ogni aspettativa, risulsta un po' troppo frettolosa e superficiale rispetto l'opera originale che vede Ryo Saeba come protagonista, votata principalmente al fanservice e poco accurata sul fronte della scrittura. Una spanna molto al di sotto della narrazione cui ci ha abituato l'anime televisivo, un limite dovuto probabilmente ai limiti imposti dalla sceneggiatura di un mediometraggio, che impone una durata di appena 45 minuti.

Per quanto concerne infine il sonoro e i dialoghi, Prime Video propone soltanto lo storico doppiaggio nostrano che vede Guido Cavalleri, Jasmine Laurenti, Vittorio Bestoso ed Elisabetta Cesone nei rispettivi panni di Ryo, Kaori, Falcon e Miki. Una scelta francamente discutibile per i puristi dell'arte nipponica, visto che il prodotto non include l'audio originale, ma sicuramente apprezzata da chi ha seguito il franchise sui nostri schermi televisivi. La qualità del doppiaggio italiano di City Hunter, peraltro, è tutt'oggi davvero elevata, e per questo motivo riteniamo che l'OAV sia pienamente godibile anche per chi preferisce guardare gli anime in lingua originale.

City Hunter Guerra al Bay City Hotel City Hunter Guerra al Bay City Hotel cerca di comprimere lo spirito dell’opera di Tsukasa Hojo in soli 42 minuti, riuscendoci solo a metà. Tecnicamente parliamo di un prodotto in linea con gli standard dello Studio Sunrise, ma la qualità del suo comparto grafico non si rispecchia in quella della scrittura. L'OAV del 1990 è, molto probabilmente, l’anello più debole di tutto il franchise di City Hunter, una pietra miliare del fumetto e dell’animazione nipponica che, certamente, già all'epoca avrebbe meritato una qualità superiore.

5.8