Code Geass: Akito the Exiled, recensione dell'OVA della serie Sunrise su Netflix

In un mondo alternativo in cui il Giappone è stato conquistato militarmente, alcuni ribelli, tra cui Akito Hyuga, proveranno a ribellarsi al mondo intero.

recensione Code Geass: Akito the Exiled, recensione dell'OVA della serie Sunrise su Netflix
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Code Geass: Akito the Exiled, è una serie spin-off creata da Kazuki Akane e prodotta dalla Sunrise , che si inserisce tra la prima e la seconda stagione di Code Geass: Lelouch of the Rebellion. L'opera, scritta e diretta da Kazuki Akane, si compone di 5 OVA dalla durata di circa un'ora ciascuno, usciti in seguito anche nei cinema Giapponesi. Netflix, nei mesi scorsi, ha pubblicato la raccolta completa di pellicole che descrivono le vicende di Akito Hyuga, giovane pilota di uno speciale tipo di mecha: i Knightmare Frame. Andiamo quindi alla scoperta di questa nuova storia, ambientata nell'immaginario di Code Geass.

Una battaglia difficile

Le vicende si svolgono in un mondo alternativo dove il Giappone è stato conquistato militarmente, perdendo anche il proprio nome e venendo così ribattezzato Area 11. Gli stessi giapponesi vengono subito disconosciuti e privati di ogni diritto, guadagnandosi l'epiteto di Eleven, particolare in grado di accentuare ancora di più il processo di ghettizzazione messo in piedi dalle alte gerarchie militari nei loro confronti. Durante il corso dell'opera, vediamo l'impero di Britannia impegnato nell'offensiva contro Europia, in un susseguirsi di mosse e contromosse dove non solo la forza bruta, ma anche l'ingegno, giocano un ruolo fondamentale per ottenere la vittoria.

In questo immaginario fantascientifico dalla forte impronta ucronica, in cui i mecha vengono utilizzati per risolvere i conflitti, facciamo la conoscenza di numerosi personaggi ben caratterizzati, capaci spesso di empatizzare con lo spettatore data la loro personalità ricca di sfaccettature.
Il dualismo, uno dei temi ricorrenti della serie, è molto presente in Akito Hyuga, uno dei protagonisti dell'anime; il giovane, che ha perso la famiglia dopo una tragedia, è infatti descritto come un personaggio tranquillo e fragile, in grado però di cambiare completamente la propria personalità quando combatte. Leila Malcal, ufficiale a capo delle squadra di reietti wZERO di cui anche lo stesso Akito fa parte, si dimostra pacata e gentile con i propri sottoposti ma estremamente determinata nel trattare con i propri superiori, particolare che denota la volontà dell'autore di donare a tutti i personaggi una profondità caratteriale di non poco conto.
Akito e Leila, insieme ai vari alleati che si uniranno al loro gruppo nel corso degli episodi, proveranno con tutte le forze ad abbattere Shin Hyuga Shaing, folle fratello del protagonista ottenebrato dal Geass, un terribile potere di origine sovrannaturale in grado di annichilire praticamente qualsiasi avversario.

La forza dei reietti

In Code Geass: Akito the Exiled sono presenti numerosi temi, alcuni anche molto pesanti, come ad esempio quello legato al razzismo.
Fin dall'inizio, infatti, viene messo in chiaro che i giapponesi sono pedine sacrificabili ai fini della guerra, abituati fin dall'antichità a immolarsi per la patria, con rimandi espliciti alla pratica del seppuku o agli attacchi kamikaze impiegati durante la seconda guerra mondiale.

Questa serie, pur mettendo al centro di tutto gli scontri tra mecha, riesce a offrire vari spunti di riflessione non banali, ponendo l'attenzione anche sul tema del riscatto sociale; i membri della squadra wZERO, infatti, sono considerati come dei burattini di cui si può disporre a proprio piacimento.
Saranno però proprio i protagonisti a stravolgere ogni pronostico, tentando in tutti i modi di sopravvivere alle missioni suicide a cui prendono parte; emblematico, da questo punto di vista, il personaggio di Ryo Sayama, desideroso più che mai di guadagnarsi il proprio posto nel mondo a qualunque costo. Altro tema ricorrente, soprattutto a partire dalla seconda metà della serie, è quello del legame fraterno; Akito , nonostante sia considerato come un dio della morte in battaglia, nasconde in realtà un animo protettivo, capace di venire fuori nei momenti maggiormente critici, sia per proteggere Leila, sia per calmare/far rinsavire suo fratello Shin.

Combattere con stile

Se, da una parte, la trama risulta godibile ma non particolarmente originale, la vera forza dell'anime risiede nel comparto tecnico.
Dai singoli personaggi fino agli ambienti, tutto è stato realizzato con una cura per il dettaglio davvero notevole, grazie anche al character design del collettivo di mangaka noto con il nome di CLAMP.
Menzione d'onore per i numerosi mecha presenti all'interno della serie, realizzati in CGI ma perfettamente integrati nell'ambiente disegnato a mano. Gli scontri tra robot sono sicuramente i momenti più riusciti dell'opera, soprattutto per merito di una regia dinamica e a tratti folle, capace di valorizzare al meglio le fluide e ipercinetiche animazioni dei colossi d'acciaio. Ogni volta che essi combattono, è possibile osservare la cura con cui si muovono e interagiscono tra loro, grazie a un susseguirsi di colpi corpo a corpo, salti e scontri con le armi da fuoco davvero ben gestiti.

Nonostante i combattimenti siano estremamente frenetici, l'azione non risulta mai caotica, riuscendo a donare a ogni scontro un'impostazione solida e priva di sbavature.
Per quanto riguarda i difetti della produzione, è da segnalare la verbosità in alcune scene di dialogo, specialmente quando i personaggi parlano di tattiche geopolitiche; per quanto la trama non sia eccessivamente complicata, in alcuni punti potrebbe risultare leggermente difficile da seguire nel dettaglio, soprattutto per gli spettatori estranei al mondo di Code Geass.
Un altro elemento che potrebbe far storcere il naso, infine, è quello legato al sovrannaturale; in alcune fasi, infatti, si ha come l'impressione di trovarsi di fronte ad alcune sequenze usate come semplice riempitivo a cui forse si sarebbe dovuto dare maggiore importanza.

Code Geass: Akito the Exiled Code Geass: Akito the Exiled è una serie in grado di mescolare al suo interno vari generi e stili, risultando in linea generale un prodotto godibile e capace di far riflettere su temi molto importanti. Malgrado qualche difetto legato soprattutto alle sequenze di dialogo, l'anime riesce a catturare l'attenzione dello spettatore per la sua intera durata. Davvero notevole il lato tecnico, senza ombra di dubbio l'elemento più riuscito dell'opera.

7.5