Cutie Honey Universe Recensione: il remake dell'opera di Go Nagai su Prime

È disponibile su Amazon Prime Video Cutie Honey Universe, remake di una delle opere di Go Nagai: scopriamo di cosa si tratta.

Cutie Honey Universe Recensione: il remake dell'opera di Go Nagai su Prime
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Go Nagai è uno di quegli autori che non hanno bisogno di molte presentazioni, avendo apportato un notevole cambiamento nel mondo dell'intrattenimento giapponese, attraverso la nascita dei mecha come li conosciamo oggi, con il robottone più noto ed influente, Mazinger Z. L'autore, però, non si è dedicato solo a Mazinger Z, ai vari spin-off e agli altri iconici mecha, ma anche ad altri titoli che sono entrati ormai nell'immaginario comune, come Devilman.

Nel 2018, tre diversi studi d'animazione hanno voluto celebrare i 50 anni di carriera di Go Nagai con degli anime: il film Mazinger Z Infinity (Toei Animation), l'acclamata serie Netflix Devilman: Crybaby (Science Saru), ed infine Cutie Honey Universe (Production Reed). Quest'ultimo è forse uno dei titoli meno noti del mangaka: basti pensare che in Italia non sono mai stati pubblicati i fumetti ed è arrivata solo la serie di OVA Cutey Honey - La combattente dell'amore. Cutie Honey Universe è il remake in chiave moderna, che ha debuttato per la prima volta in Italia nel 2019 su Man-Ga, con sottotitoli in Italiano, ma dallo scorso dicembre è disponibile per lo streaming su Amazon Prime Video.

In nome dell'amore

La trama di Cutie Honey Universe è abbastanza semplice, con pochi colpi di scena veramente funzionali. Honey Kisaragi è una studentessa del collegio femminile Saint Chapel, dove trascorre una vita tranquilla con la migliore amica Natsuko Aki, l'unica persona a cui ha detto di far parte della PCIS (Panther Claw Investigate Service): un pool di agenti di polizia guidato da Seiji Hayami, che cerca di sgominare le Panther Claw.

Questa è un'organizzazione criminale guidata da Sister Jill, che trasforma le donne che ne fanno parte in spaventose e minacciose creature umanoidi, per seminare panico in città, con il solo obiettivo di ottenere il Sistema Fisso degli Elementi dell'Aria. Ben presto scopriamo che Honey in realtà è un androide dalle fattezze umane, creata dal Dr. Kisaragi, che l'ha sempre trattata come una figlia, al cui interno ha inserito proprio il Sistema Fisso degli Elementi dell'Aria, un dispositivo che raccoglie gli elementi dell'aria per creare qualsiasi oggetto: grazie a questo, Honey può assumere le sembianze di una motociclista, una idol, e persino un'esperta combattente con il nome di Cutie Honey, la guerriera dell'amore. Dopo aver assistito alla morte del padre per mano delle Panther Claw, l'eroina decide di usare i suoi poteri al servizio della PCIS: al fianco di Seiji e della nuova ispettrice Genet cerca di sconfiggere una volta per tutte Sister Jill e smantellare le Panther Claw.

Cutie Honey Universe si sviluppa in maniera poco originale, con una narrazione quasi episodica: in ogni puntata Honey deve affrontare le agguerrite Panther Claw. A tal proposito, avremmo preferito che Jill non scegliesse i suoi scagnozzi in maniera del tutto casuale, ma che fossero prevalentemente donne che hanno avuto esperienze traumatiche con uomini violenti, come viene mostrato nel secondo episodio: una donna, dopo aver ucciso il suo compagno violento, viene aiutata da Jill a dare sfogo ai suoi sentimenti.

Uno spunto sicuramente interessante, che avrebbe potuto dare più grinta ad una produzione non molto accattivante, ma che si riduce solo ad un breve segmento di un singolo episodio. In modo analogo, i combattimenti avrebbero potuto essere più convincenti se fossero stati tattici: visto il numero di nemici affrontati, l'ideale sarebbe stato che Honey assumesse diversi aspetti, con abilità e armi uniche, a seconda del rivale.

Invece, sono pochi i momenti in cui l'eroina combatte con sembianze e stili diversi da Cutie Honey. Una volta arrivati a metà stagione, la situazione si risolleva anche se con difficoltà, grazie ad un piccolo colpo di scena che riesce a rendere gli eventi più coinvolgenti, che portano ad un finale piacevole, ma non molto chiaro.

Una storia monotona

L'episodio iniziale di Cutie Honey Universe è alquanto confusionario, poiché fornisce molte informazioni e vengono introdotti gli eroi e gli antagonisti, senza avere un contesto ben delineato che ci permetta di comprendere cosa stia accadendo.

È evidente come l'intento principale degli autori fosse quello di catturare l'attenzione con pochi dettagli, così da invogliare ad approfondirli nel corso delle puntate; ma non siamo riusciti a trovare le giuste motivazioni per proseguire la visione, sia a causa dell'incertezza iniziale, sia perché i ritmi narrativi sono monocorde. D'altro canto, abbiamo apprezzato come la serie abbia cercato di allontanarsi da alcuni stereotipi, rivelando sin da subito che Jill in realtà è Genet intrufolatasi nella PCIS con il solo scopo di attaccare dall'interno Honey. Laddove alcune produzioni avrebbero riservato questo colpo di scena per le fasi più avanzate, se non addirittura per quelle conclusive, Cutie Honey Universe cerca di mettere in chiaro già dal primo episodio le vere intenzioni dell'antagonista. Questo ci ha permesso di vedere sin da subito con una prospettiva diversa tutte le situazioni in cui sulla scena è presente Genet, ma non Jill e viceversa. Con il secondo episodio si alza il velo di confusione, in quanto, attraverso dei flashback, viene svelata la vera identità di Honey e cosa sia il Sistema Fisso degli Elementi dell'Aria. Purtroppo, da questo momento in poi la narrazione procede in maniera alquanto statica, tanto che potrebbe stancare già dai primi minuti, per via di una struttura episodica poco incalzante e di pochi momenti veramente interessanti.

Eppure, nel corso delle puntate assistiamo ad una discreta costruzione dei personaggi, anche se mancano quasi tutti di originalità: Honey è la classica eroina sorridente che mette davanti a tutto l'incolumità di chi è in pericolo, soprattutto di coloro a cui tiene particolarmente, come l'amica Natsuko.

Il loro rapporto è molto forte e si approfondisce nell'arco dell'avventura fino a sfociare in qualcosa di ben più di una semplice amicizia. Sorella Jill è senza cuore, disposta a sacrificare le Panther Claw pur di ottenere ciò che brama: poco alla volta emerge il suo vero obiettivo, ovvero privare Honey della felicità, facendola soffrire in modo da sottometterla e obbligarla a consegnarle di sua spontanea volontà il dispositivo. Con le sembianze di Genet, invece, è una donna fredda, ma che riesce comunque a diventare amica di Honey.

Benché sia un personaggio abbastanza carismatico, è poco approfondito: arrivati all'ultimo episodio ci viene mostrata una sequenza della durata di una manciata di secondi in cui si vede una Jill bambina sofferente; ciò lascia intuire un passato doloroso.

Un elemento di per sé interessante, ma che avrebbe dovuto essere valorizzato maggiormente, in modo da avere un'antagonista a tuttotondo. L'unico attore secondario degno di nota è Tarantula Claw: mentre nella prima metà del racconto è semplicemente il braccio destro di Jill, nella seconda parte, invece, ha un ruolo più centrale, affrontando situazioni che la portano ad una redenzione; ciò lascia intuire che non ha perso ancora del tutto la sua umanità. Tuttavia, le poche puntate in cui Tarantula cerca di emergere non ci hanno permesso di apprezzare le varie sfaccettature della sua evoluzione. Gli altri interpreti, invece, non riescono a spiccare particolarmente, risultando dei semplici secondari che avrebbero potuto essere più influenti. Una volta arrivati a metà stagione, si assiste ad un evento che, seppur abbastanza prevedibile, stravolge la vita di Honey e sembra voler dare alla produzione un racconto più lineare.

Quello che accade è solo l'inizio di una serie di avvenimenti che portano ad un graduale cambiamento dell'eroina: anche se cerca di apparire felice, in realtà deve convivere con il rimorso che tutto ciò che è accaduto è dovuto proprio alla sua scelta di non voler cedere il Sistema Fisso degli Elementi dell'Aria, per salvare degli innocenti.

Una concatenazione di eventi che dimostra come l'anime avrebbe potuto offrire molto, se solo avesse presentato il colpo di scena nei primi istanti, anche perché porta con sé tonalità cupe. Queste, però, sono poco percettibili a causa della costante presenza di una comicità che si basa sull'ecchi soft (il piccolo Junpei e suo padre sono i classici personaggi depravati degli anime), anche se in pochi frangenti cade in situazioni più che erotiche, con le dovute censure.

Benché la linea comica sia ben contestualizzata nella prima parte dell'avventura, con la spensieratezza che si respira nelle puntate, non riesce comunque a strappare più di un semplice sorriso; nella seconda metà, invece, ci è sembrata voler smorzare eccessivamente l'atmosfera, tanto da non riuscire a dare il giusto rilievo alla crescita emotiva di Honey.

Honey Flash

Lo stile artistico di Cutie Honey Universe non è certo dei migliori. I disegni non sono molto accurati, ma sono comunque gradevoli, benché in alcune riprese lontane si notano dei cali qualitativi. Viene fatto anche utilizzo della CGI, ridotta solo a poche sequenze, come quelle in cui Honey è in sella alla sua moto o quando si trasforma, in cui salta all'occhio un manichino realizzato al computer.

Il tratto digitale non preclude la visione, nonostante sia abbastanza evidente la differenza con il disegno manuale ed abbia animazioni legnose. Gli scontri hanno buone animazioni, ma siccome si basano sulla velocità spesso i disegni non sono molto curati e a volte sono poco chiari, mostrando il fianco a sgradevoli imperfezioni, non rendendoli piacevoli alla vista.

Al netto di alcuni nemici secondari identici tra di loro ma con colori diversi, il character design è fedele al tratto tipico di Go Nagai, tanto da essere riconoscibile sin da subito, con alcuni personaggi che ricordano quelli delle altre opere del mangaka: ad esempio la studentessa Naoko Sukeban è una versione femminile di Boss di Mazinger Z, o le Panther Claw che sono accostabili ai demoni di Devilman.

Cutie Honey Universe Cutie Honey Universe risente di una struttura episodica che non permette di apprezzare appieno i pochi spunti narrativi che ha da offrire: sia per quanto riguarda i personaggi, i quali avrebbero giovato di uno spazio maggiore per essere ben delineati, sia per la trama. Il canovaccio mostra grinta solo nella seconda metà della serie, diventando più cupo, ma non viene sviluppato bene a causa dei pochi episodi a disposizione. Il comparto artistico è gradevole, anche se c’è una CGI abbastanza evidente, seppur ridotta a pochi segmenti, e non presenta una particolare cura nel tratto, tanto che nei combattimenti si notano dei cali tecnici. Diversamente, il character design è piacevole perché prende a piene mani dallo stile unico e riconoscibile di Go Nagai.

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