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Cyborg 009 Vs. Devilman: Recensione dell'anime crossover

I nove Cyborg creati da Shotaro Ishinomori si ritrovano ad affrontare Devilman, uno dei personaggi più famosi di Go Nagai. Ma esiste davvero un vincitore?

recensione Cyborg 009 Vs. Devilman: Recensione dell'anime crossover
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I crossover tra personaggi di finzione, da sempre, non sono visti benissimo dai fan, spesso perché le ambizioni elevate di progetti del genere finiscono per avere numerosi difetti, sia stilistici che concettuali. A volte, infatti, operazioni di questo tipo vengono concepite esclusivamente per sfruttare la popolarità dei personaggi protagonisti, così da puntare a un facile guadagno con il minimo sforzo. Il pericolo di realizzare un'opera sottotono aumenta poi in modo direttamente proporzionale alla fama delle opere coinvolte, motivo per il quale bisogna comunque riconoscere a Tadashi Hayakawa il merito di aver unito gli universi di Cyborg 009 e Devilman in maniera tutto sommato gradevole.
L'anime in tre parti Cyborg 009 VS Devilman, uscito nel 2015 in Giappone e disponibile anche su Netflix da svariato tempo, può quindi considerarsi un esperimento riuscito, seppur non esente da alcuni difetti che analizzeremo di seguito.

Demoni e Cyborg

In un'opera crossover di questo tipo, che unisce uno dei personaggi più famosi di Go Nagai insieme agli iconici cyborg creati dal compianto Shotaro Ishinomori, è palese l'intenzione di non voler raccontare le rispettive origin story dei protagonisti, dando per scontato il fatto che gli spettatori conoscano già gli universi di partenza in cui si svolgono le vicende. L'anime inizia mostrandoci due momenti iconici legati alla storia personale dei rispettivi protagonisti, rappresentandoli alle prese con alcuni dei loro nemici più agguerriti.

Il primo episodio riesce in modo semplice (e senza apparente fatica) a unire i due universi, giocando con uno degli espedienti caratteristici dei crossover di questo tipo: il fraintendimento. Entrambi i protagonisti si ritroveranno a combattere l'uno contro l'altro, pensando di affrontare uno dei loro soliti nemici, Joe Shinamura, durante il suo scontro con Devilman, è convinto di combattere contro un membro dell'organizzazione Black Ghost; di contro, l'uomo-diavolo è invece sicuro di trovarsi al cospetto di un demone che si è fuso con una macchina.

Il primo episodio della trilogia OVA scorre via senza problemi, grazie a una gestione del ritmo ben calibrata che riesce ad amalgamare molto bene le sequenze di dialogo con quelle action, risultando in linea generale il migliore dei tre. Nel secondo episodio, il ritmo della narrazione rallenta leggermente, dato che l'autore ha voluto focalizzarsi principalmente sui dialoghi piuttosto che sulle scene action. Questa scelta, in grado di valorizzare maggiormente i nove cyborg protagonisti, risulta invece leggermente dannosa per Devilman, che mostra il suo vero potenziale solo durante le scene maggiormente movimentate.
Data, comunque, la durata esigua degli episodi, le personalità di tutti i personaggi, per quanto fedeli alle opere originali, sono in realtà appena accennate, non tanto per i limiti dell'anime in sé quanto appunto per il poco tempo a disposizione. Il terzo e conclusivo episodio risulta in linea generale godibile, anche se si sarebbe potuto fare molto di più sul versante narrativo.

Lo scontro annunciato nel titolo, infatti, avviene esclusivamente all'inizio, oltretutto ponendo Devilman in contrapposizione solo a Joe Shinamura, lasciando nello spettatore un senso di amaro in bocca per un combattimento corale che in realtà non avviene. Seppur i due universi siano stati mescolati in modo semplice ma funzionale, a mancare davvero per tutta l'opera è proprio l'interazione tra i personaggi principali.

Se è vero che i rispettivi nemici degli eroi protagonisti trovano il modo di collaborare e interagire tra loro, lo stesso non si può dire per Devilman e i nove cyborg; lo scontro finale risulta poi ben realizzato ma privo del giusto pathos, anche perché viene a mancare il concetto stesso di collaborazione tra i protagonisti. Tutti, infatti, sembrano agire per conto proprio, avanzando e muovendosi in modo scaglionato, senza contare che tra i numerosi cyborg è sempre Shinamura a risultare fondamentale, lasciando quasi sempre in disparte gli altri membri del gruppo.

Un destino incerto

Se il comparto narrativo dell'opera risulta gradevole ma non eccelso, il versante tecnico dimostra invece di essere all'altezza delle aspettative, capace quindi di soddisfare anche gli spettatori più esigenti. I tre episodi OVA presentano animazioni fluide e credibili, sia per quanto riguarda i personaggi umani, sia per quelli di natura mostruosa. Notevole anche la scelta di puntare sul bianco e nero per presentare il personaggio di Akira Fudo/Devilman, in grado di catturare la sua vera essenzaricalcando l'inconfondibile tratto di Go Nagai, attraverso una sequenza dal forte impatto emotivo. Peccato solo che questa precisa scelta stilistica venga utilizzata soltanto nel primo episodio, seppur anche i capitoli successivi risultino estremamente curati dal punto di vista grafico.

L'anime riesce a catturare l'attenzione dello spettatore soprattutto durante le scene action, realizzate riponendo molta cura in un gran numero di dettagli che spaziano dalle espressioni dei personaggi agli effetti legati ai colpi energetici dei protagonisti. Ben strutturate poi le coreografie dei combattimenti, in grado di amalgamare molto bene gli scontri corpo a corpo con le varie abilità speciali dei numerosi eroi in campo. Durante le scene d'azione, è comunque Devilman a svettare incontrastato su tutti gli altri attori, per merito di una resa a schermo di grande impatto scenico, in cui vediamo il demone muoversi in preda a una vera e propria furia cieca, capace di descrivere al meglio la sua personalità ferale e distruttiva.

Cyborg 009 Vs. Devilman Cyborg 009 VS Devilman è un'opera gradevole, capace di trattare con rispetto gli universi di entrambe le opere da cui prende ispirazione, non riuscendo però a fare della profondità contenutistica il proprio cavallo di battaglia. A dispetto di una resa tecnica esente da difetti, a mancare davvero è l'interazione costante tra gli eroi protagonisti, solo accennata nelle fasi iniziali dell'opera e mal approfondita con il proseguire della trama.

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