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Deadman Wonderland: Recensione dell'anime targato Dynit su Netflix

Un carcere-parcogiochi, un ragazzo, un'amica, un passato che riaffiora, e strani poteri: benvenuti a Deadman Wonderland...

recensione Deadman Wonderland: Recensione dell'anime targato Dynit su Netflix
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Quando nel 2007 venne pubblicato Deadman Wonderland, venne ulteriormente sugellata la storica collaborazione tra la sceneggiatrice Jinsei Kataoka e il disegnatore Kazuma Kondo, nata nel 2005 con la distribuzione del manga tie-in di Eureka Seven.
Invece, nel 2011, lo studio Manglobe - celebre per Samurai Champloo e Ergo Proxy- affascinato dalla trama e dal successo ottenuto, decide di omaggiare l'opera producendo un anime di una singola stagione e un OAV, che sembrano non aver ottenuto la stessa fortuna.
La Dynit ha acquisito i diritti della serie, favorendo la distribuzione italiana - sottotitolata e quasi in contemporanea con la messa in onda giapponese - sul sito di streaming PopcornTV. Nel 2017 è approdata anche su Netflix, comprendendo l'OAV.

Dead man walking

Nella città di Tokyo sorge la prigione a gestione privata Deadman Wonderland: il più grande penitenziario del paese, adibito a luna-park per famiglie che offre spettacoli d'intrattenimento in cui si esibiscono i carcerati, e i cui proventi andranno alla ricostruzione della città.
Qui è recluso lo studente Ganta Igarashi, unico superstite della strage perpetrata nella sua classe e per questo ingiustamente condannato a morte. Il primo giorno di detenzione, dopo aver indossato un particolare collare metallico munito di GPS, Ganta fa la conoscenza di Shiro, una ragazza albina, quasi una bambina mai cresciuta, che sembra sapere su di lui più di quanto egli stesso non ricordi. Il ragazzo, nel salvare la vita dell'amica da un incidente sul lavoro, scopre di essere entrato in possesso di uno straordinario potere che gli permette di sparare purpurei proiettili dalle mani. In pochi giorni capirà che quelli che dall'esterno apparivano come semplici rappresentazioni, in realtà sono una mattanza di prigionieri condannati a morte che cercano solo di guadagnare Cast Points (valuta della prigione) da usare per acquistare l'antidoto per il letale veleno che, allo scadere di tre giorni, verrà rilasciato dal collare. Ganta deciderà quindi di sopravvivere a tutti i costi alla prigionia rispettando le severe quanto folli regole, per riuscire a scagionarsi e a trovare l'Uomo in Rosso, vero colpevole della carneficina dei suoi compagni.
Nell'esplorare il luogo, il giovane studente, spinto da un forte desiderio di vendetta e di redenzione, si unirà ad altri galeotti, svelando agghiaccianti verità su Deadman Wonderland.

GIG of despair

La trama è la chiave di volta di Deadman Wonderland, con il background dei personaggi e dell'intera ambientazione gestito in modo tale da fornire appena qualche accenno su ciò che è accaduto anni prima, senza rivelare troppi dettagli. La scneggiatura purtroppo, nonostante sia molto coinvolgente, è poco sviluppata, e riesce a carburare e a catturare l'attenzione dello spettatore solo una volta giunti alle fasi finali, riuscendo a lasciare con il fiato sospeso nei momenti clou, nonostante gli intermezzi comici che a volte sembrano fuori posto. L'approfondimento sul passato è una lama a doppio taglio: nonostante i numerosi flashback che indagano di più sulla vita dei protagonisti, alcuni troppo stereotipati, non sono sufficienti ad approfondire meglio le loro storie, anche a causa dei 12 episodi mal gestiti. La vita del protagonista, per quel poco che ci viene mostrata, è tuttavia molto interessante e invoglia a indagare più a fondo; purtroppo, il tutto si conclude senza lasciare alcuna spiegazione. In compenso, l'anime può vantare combattimenti divertenti e movimentati, oltre a una buona dose di segreti e misteri - per quanto, come già detto, solo alcuni verranno svelati, mentre altri rimarranno senza risposta o riceveranno risposte incomplete.

Su Netflix è presente anche l'OAV, che non aggiunge molto altro alla trama e per questo non riesce ad entusiasmare appieno, ma analizza meglio i retroscena di uno dei personaggi chiave, probabilmente il più amato. In compenso, è un prodotto che riserva ai propri fa un'ottima dose fan service, perché presenta uno dei personaggi del manga, rimasto in secondo piano nella serie.

Deadman Wonderland Nonostante tutto, Deadman Wonderland sarebbe potuto essere un anime dall'altissimo potenziale, che avrebbe potuto puntare in alto grazie a una trama molto profonda, ricca di sottotrame e intrighi che in ogni puntata si infittiscono sempre più. Tuttavia, giunti al momento culminante, gli sviluppi lasciano amareggiati, concludendosi senza offrire un finale davvero soddisfacente. Molte erano le storie ancora da raccontare e da esaminare, numerosi i personaggi ancora da sviluppare completamente. Chiunque voglia dare un riscatto a Ganta e Shiro, potrà comunque recuperare il manga di Jinsei Kataoka e Kazuma Kondo, proseguendo ben oltre dove si è fermata la serie.

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