Decorum: Jonathan Hickman firma il fumetto sci-fi dell'anno

Arriva in Italia, con una splendida edizione Saldapress, un'eccellente opera sci-fi dalla coppia Hickman-Huddleston.

Decorum: Jonathan Hickman firma il fumetto sci-fi dell'anno
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Jonathan Hickman e Mike Huddleston firmano uno dei migliori fumetti fantascientifici dell'anno. Decorum è fantascienza delle più visionarie e ampie, prodotto a metà fra space-opera e hard sci-fi, capace di toccare i temi filosofici e trascendentali appartenenti alla fantascienza più complessa e ambiziosa. Edito in Italia da SaldaPress, abbiamo letto i primi due volumi di un fumetto destinato a lasciare il segno.

Storia di un corriere e della nascita di Dio

Neha Nori Sood è una giovane allo sbando che si aggrappa alla vita impacciandosi in affari loschi, corriere di consegne pericolose che finisce per imbattersi in una delle migliori assassine della galassia. È lady Morley, killer professionista membro della Sorellanza dell'uomo, gilda segreta di sole donne, tutte estremamente letali, in cui Morley invita Neha ad entrare.

Mentre Neha fa il suo percorso e viene introdotta alla nobile (o indegna) arte dell'assassinio, un uovo dal contenuto divino viene conteso dalle Madri e dalla Chiesa della Singolarità, in un conflitto che si consuma su un piano diverso, superiore, trascendente. Neha si ritroverà per una serie di coincidenze implicata nel disegno della Chiesa, involucrandosi in quel piano cosmico che è sicuramente l'aspetto più interessante di Decorum.

In una molteplicità di narrazioni, con due linee narrative cardine dedicate alla crescita di Neha sotto la guida della mentore Lady Morley, e al vero punto focale della storia, la caccia all'uovo che pare contenere il Creatore, Hickman da vita ad un intreccio perfettamente calibrato. Una vicenda tutta umana quella di Neha, umana ma non terrena, più legata ad una fantascienza da epopea spaziale, hard science fiction nelle ambientazioni e nel progresso tecnologico di un futuro remoto che lascia poche tracce dell'ordinarietà del presente, dalla stratificazione sociale alla concezione ontologica ed esistenziale.

Una riflessione e una previsione di un'evoluzione così avanzata nel tempo e nello spazio, così portata avanti da sfondare le pareti del conosciuto ed approdare inevitabilmente nell'oltre, nel sovrumano, nel trascendente come unica possibilità di evoluzione, appunto, compiuta e concepita fino in fondo. È a quel punto che quella di Hickman, autore per la Marvel di House of X e Power of X (serie che mostrano già tutta la complessità narrativa propria dell'autore, come vi raccontiamo nel nostro approfondimento dedicato alla rivoluzione mutante negli X-Men di Hickman), si fa science-fiction delle più profonde e sofisticate, delle più sensate e utili, attive, vagheggiando un universo sterminato che ha ancora i limiti spaziali dello sperimentato ma che ha raggiunto l'infinità nel rivelarsi e rivelare un'origine.

La fantascienza trascendente di Jonathan Hickman

Nel mondo di Hickman un dio si è manifestato, richiede che il suo creatore si faccia vivo, vuole che l'uovo che lo contiene entri in suo possesso. È un dio creato e non creatore, generato da un "padre" che è nato e deve rinascere, che è a sua volta frutto, in nome di una ciclicità della creazione che prevede però un punto di partenza profondamente opposto all'idea convenzionale. Quella di Decorum è una divinità che ha origini e che non origina, un dio a posteriori formatosi ed evolutosi a partire dall'opera dell'uomo. In Decorum, l'uomo crea Dio, l'intelligenza artificiale è lontana anni luce dall'essere semplicemente senziente, ha sviluppato capacità sovrumane, ha conquistato poi l'onniscienza diventando un'intelligenza suprema che alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto il resto, non si limiterebbe a rispondere "42", ma processerebbe una soluzione inequivocabile.

Insomma, una fantascienza al servizio della riflessione sul trascendente, sulle possibilità di un'intelligenza che supera quella umana e che, libera dai limiti propri dell'essere mortale, approda al divino. La complessità dell'argomento e l'imponenza ideologica di Decorum non si perdono però in una informe massa di nozioni (che vengono di fatto fornite attraverso praticissimi intermezzi esplicativi, veri e propri dossier dimostrativi su svariati elementi dell'universo di Decorum) e di concetti, ma vengono incanalati in una narrazione ricca di time-skip, piani temporali sovrapposti per creature che percepiscono lo scorrere del tempo in maniera diversa, che però mantiene una rassicurante linearità.

Hickman riesce, dunque, a fornirci le coordinate per barcamenarci nelle pieghe di un mondo estremamente dettagliato ed esteso, per orientarci grazie ad una catena di eventi sempre chiara e persino essenziale, con una serie di premesse narrative in forma di "prosa" (che è di fatto ricorrente nel corso della lettura) che aiutano il lettore a districarsi nell'eterogeneità del mondo di Decorum.

Il mosaico di Mike Huddleston

Un'eterogeneità che si riflette in maniera esaltante nella composizione mosaicata realizzata dall'illustratore Mike Huddleston. Una commistione di stili che ha pochi precedenti se considerata la mole di tecniche e di forme e il fatto che siano prodotto di un'unica "matita".

Il visionario di Hickman trova riscontro in un impianto grafico dall'impatto straordinario, che spazia da un bianco e nero duro e puro, spigoloso, ad illustrazioni "celestiali" dai colori vividi e sgargianti, da disegni abbozzati e sfumati a tavole ricche di dettagli e dal realismo magnetico. Huddleston raccoglie influenze visive delle più svariate, passando da splash pages che ricordano i quadri di De Chirico a disegni che paiono provenire dall'arte del fumettista Sergio Toppi, da cui Decorum sembra ereditare la composizione rivoluzionaria delle tavole e la particolare colorazione che predilige i colori pastello.
Huddleston riesce insomma a replicare il grande lavoro narrativo di Hickman con un'altrettanto grandiosa resa grafica, assolutamente capace di elevare il fumetto a vero e proprio gioiello della fantascienza scritta e illustrata.

Decorum L'opera della coppia Hickman-Huddleston è una vera e propria perla nel panorama del fumetto di fantascienza, e, in generale, un prodotto capace di mettersi in luce nella stagione fumettistica corrente, sia per la complessità del worldbuilding e dell'intreccio, sia per l'incredibile impianto visivo. Difficile dire quale sia il vero punto forte di Decorum, fumetto che eccelle, di fatto, nella totalità dei suoi elementi, ancor più difficile riscontrarne dei difetti. Supportato poi da un'ottima edizione saldaPress, Decorum non può che essere pane per i denti di chi si nutre di fantascienza e ne ama la versione più ambiziosa.