Demon Slayer 2 Recensione: un capolavoro di animazione

La seconda stagione di Demon Slayer si è quindi conclusa con un dolce lieto fine: ora non ci resta che tirare le somme di queste incredibili 18 episodi.

Demon Slayer 2 Recensione: un capolavoro di animazione
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Con l'ultimo episodio di questa incredibile seconda stagione (qui la nostra recensione di Demon Slayer 2x18), Demon Slayer 2 si conclude definitivamente regalando allo spettatore un commovente lieto fine che vede i nostri protagonisti sani e salvi dopo l'estenuante, sanguinoso scontro con la (doppia) Sesta Luna Crescente.

Sebbene la conclusione sia stata molto tranquilla, le puntate precedenti hanno messo in mostra il lavoro incredibile di Ufotable che, partendo dalla riproposizione del Treno Mugen, ha portato sul piccolo schermo puntate dal comparto tecnico stellare. Ma vediamo ora di analizzare insieme questa seconda, clamorosa stagione.

Un iniziale percorso all'indietro

Come tutti ben sappiamo, la seconda stagione di Demon Slayer è stata molto più breve rispetto alla precedente. Infatti, dalle iniziali 26 puntate della prima stagione, quest'ultima ne conta soltanto 18, che animano due archi narrativi del manga: il Treno Mugen e il Quartiere a Luci Rosse,

raccontando eventi che coinvolgono ben due dei nove pilastri presentati nella prima stagione. Parlando proprio della saga del Treno Dell'Infinito, che abbiamo approfondito nella nostra recensione di Demon Slayer The Movie: il Treno Mugen, siamo ben consapevoli che si tratta di un semplice riciclaggio. Infatti, anche se la scelta di trasformare il film in una serie da 7 episodi sia abbastanza chiara e soprattutto utile per la futura divisione in stagioni della serie, la sua trasposizione risulta al contempo superflua a livello di trama. Sicuramente, un punto a favore di Ufotable è stato quello di riportare in auge ancora un volta il Pilastro della Fiamma, Kyojuro Rengoku che, fin dalla prima apparizione e grazie al suo carattere fin troppo esplosivo, ha conquistato il cuore del suo pubblico rendendolo entusiasta alla notizia di poterlo rivedere (nuovamente) in azione.

Purtroppo, nonostante le promesse fatte dal famoso studio di animazione al suo fandom, nulla di particolarmente rilevante è stato aggiunto per approfondire l'estroversa figura di Rengoku, a parte per un primissimo episodio filler che sottolinea ancora una volta l'estrema premura che il giovane pilastro prova nei confronti dei cittadini comuni.

Purtroppo, anche se lo scontro tra Akaza e Rengoku ha saputo appassionare il suo pubblico nonostante non fosse del tutto ignaro dell'esito della battaglia, l'idea di riproporre scene già viste non ha reso giustizia al lavoro di Ufotable che, ancora una volta, si è dimostrato all'altezza delle aspettative apportando migliorie grafiche, leggeri cambi di inquadratura e una suddivisione efficace della sua pellicola cinematografica. Si potrebbe dire che l'unico vero difetto di questo primo cour (al di là della ripetizione), sia stata l'incapacità di dare maggiore profondità al personaggio di Kyojuro Rengoku, scomparso prematuramente per mano della Terza Luna Crescente Akaza, prima che abbia avuto il tempo di farsi realmente conoscere.

L'inesorabile scalata verso la perfezione

Ma è proprio alla fine della saga del Treno Mugen che inizia la svolta vera e propria. L'entrata in scena della trasposizione animata nell'Entertainment District Arc ci catapulta in un segmento di storia totalmente nuovo, che vede protagonista il "vistoso" Pilastro del Suono, Uzui Tengen.

Infatti, fin dai primi episodi introduttivi di questo nuovo arco, si nota una crescita esponenziale delle competenze tecnico-artistiche che si sono tramutate in uno dei migliori prodotti d'animazione di questa generazione. Infatti, con l'uscita della penultima puntata (che abbiamo approfondito nella nostra recensione di Demon Slayer 2x17), Ufotable ha raggiunto il suo picco massimo, confezionando un episodio in cui viene esaltato un comparto tecnico portentoso che ha saputo fondere disegni e animazione digitale con tanta maestria da far dimenticare la fastidiosa presenza di vecchi modelli grafici fin troppo distinguibili dallo sfondo. Questo evidenzia in maniera ancora più marcata l'inevitabile impennata intrapresa dallo studio che, puntata dopo puntata, ha continuato a migliorare i suoi prodotti, esibendo al pubblico un comparto narrativo e grafico qualitativamente superiore.

Esattamente come è stato per il Treno Mugen, anche gli avvenimenti del Quartiere a Luci Rosse sono rimasti fedeli all'opera originale di Koyoharu Gotoge, aggiungendo anche qualche piccolo frammento inedito che ha contribuito (oltre a regalare prezioso minutaggio), a dare maggior concretezza ai sentimenti che legano i protagonisti.

L'anime di Demon Slayer 2 è stato in grado, più della prima stagione, di farsi carico delle emozioni insite dell'opera e di trasmetterle concretamente ai suoi spettatori grazie a una regia senza eguali. Anche il finale di stagione ne è la prova ultima: un misto di sollievo e felicità circonda i protagonisti negli ultimi minuti dell'episodio mentre, in un posto assai lontano dal quartiere, un Akaza sorpreso si appresta a partecipare a un'improvvisa riunione tra Lune Crescenti, che lascia aperto uno spiraglio ricco di suspance per l'atteso (e ormai ufficiale) continuo della serie.

Demon Slayer 2 Al di là di un inizio un po’ altalenante e ripetitivo, questa seconda stagione di Demon Slayer 2 è riuscita a convincere grazie ad un comparto tecnico e artistico eccellente e a musiche magistrali, che hanno contribuito a rendere quest’opera una delle più spettacolari del mondo dell’animazione. Si può quindi concludere che, ancora una volta, Ufotable sia riuscito a portare a compimento un prodotto straordinario, che ha saputo esaltare al massimo il fascino dell'arte nipponica.

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