Demon Slayer 3x11 Recensione: Il finale è all'altezza delle aspettative?

Il sipario cala su Demon Slayer 3, ma non senza un ultimo episodio lungo più del doppio a inaugurare il sorprendente finale di stagione.

Demon Slayer 3x11 Recensione: Il finale è all'altezza delle aspettative?
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In seguito alle ultime notizie che hanno visto succosi dettagli per l'ultimo episodio della terza stagione di Demon Slayer, l'adattamento di Ufotable giunge alla sua conclusione con una puntata extra large lunga oltre 50 minuti. Giunti alla fine di questo breve ma intenso arco narrativo ambientato nel villaggio dei forgiatori di katana, molti sono i punti salienti ancora da approfondire e altrettanti i misteri da svelare. Una grande battaglia si è conclusa con il più dolce dei lieto fine, ma una ancora più sanguinaria si avvicina. Muzan ora ha un nuovo obiettivo e metterà in gioco tutto se stesso per riuscire a raggiungerlo. Le armate degli ammazzademoni non possono fare altro se non prepararsi a dare tutti loro stessi per il bene dell'umanità.

"I legami che ci uniscono: alba e aurora"

Annaspando insieme ai suoi compagni, anche Tanjiro da fondo a tutte le sue forze sfruttando l'ennesima conoscenza appresa. Ricordando le parole di Zenitsu e scattando ad una velocità sorprendente, la sua katana scalfisce ancora una volta il collo del demone che, ingigantendosi rivanga nuovamente il suo essere vittima incompresa di questo mondo.

Così, necessitando di sangue in seguito alle ferite riportate, Hantengu si dirigerà verso un gruppo di umani pronto a mangiarli per riprendere le forze. Qui torna in gioco Tokito che lancia la katana forgiata da Haganezuka a Tanjiro incitandolo a usarla al massimo della sua forza. La testa del demone viene quindi staccata di netto dal suo corpo in seguito all'ennesimo scatto fulmineo del protagonista. Il tempo sembra fermarsi intanto che le prime luci dell'alba iniziano a spuntare da dietro l'orizzonte. Ora più che mai Tanjiro si trova tra due fuochi, costretto a prendere una decisione in fretta: salvare sua sorella Nezuko in pericolo a causa dell'arrivo del giorno, o affrontare Hantengu ancora in vita. Fortunatamente sua sorella sceglierà per lui, spingendolo verso il demone per combatterlo.

L'incredibile olfatto dell'ammazzademoni si rivelerà cruciale per trovare l'ennesimo nascondiglio del nemico che, dopo aver udito le parole di Tanjiro, inizierà a ricordare, a violenti sprazzi di memoria, brevi flashback della sua vita da umano. Una fine ignobile lo attende dopo aver rivisto quei ricordi, tranciato dalla lama ardente di un Tanjiro disperato al solo pensiero di aver perso la sorella.

Ma non tutti i sacrifici sono pronti per essere assimilati. Nezuko è ancora in vita. Risplende sotto i candidi raggi di un'alba nuova balbettando, per la prima volta dopo anni, un saluto affettuoso nei confronti del suo dolce fratello maggiore.

Definita da Tomoya come mutazione e adattamento delle cellule della giovane, la notizia arriva al potente Muzan, assuefatto dalla bramosia di voler assorbire un demone che sia in grado di sopravvivere alla luce del sole. Non a caso, Muzan incarna l'idea del perfetto narcisista alla ricerca della via più breve per raggiungere la perfezione. Una forma fisica perfetta in ogni suo aspetto che non abbia bisogno di futili accortezze per sopravvivere. Per questo era alla costante ricerca del giglio del ragno blu, ingrediente principale del farmaco che mille anni fa lo ha reso demone, e ora non più una sua diretta priorità.

Piccanti rivelazioni di fine stagione

Demon Slayer 3 si conclude con un ultimo episodio in cui, tra altalenanti avvenimenti carichi di emozione, non sono pochi i dettagli mostrati sui diversi avvenimenti protagonisti dell'arco narrativo ambientato del villaggio dei forgiatori di katana, tantomeno gli indizi preludio di ciò che potrebbe succedere in futuro nel mondo creato da Koyoharu Gotoge.

Abbiamo il repentino cambio di carattere del Pilastro della Nebbia, Tokito Muichiro, che dopo aver ritrovato se stesso riacquista vivacità ed allegria mai viste sul suo volto fino a questi ultimi istanti. Un'evoluzione avvenuta in seguito anche all'ennesima dimostrazione da parte di Tanjiro di essere il prescelto, non solo grazie alla sua determinazione ma soprattutto per la sua emotiva freddezza. Forse ci si aspettava di più dal Pilastro dell'amore, Mitsuri Kanroji, purtroppo non del tutto messa in risalto a causa della sua fulminea apparizione. I mattatori indiscussi sono soprattutto due: Kubutsuji Muzan e Kamado Nezuko.

Partendo proprio dal legame indissolubile che lega due personalità tanto differenti, le novità che hanno lasciato a bocca aperta non sono solo le nuove ed incredibili abilità di un demone già fuori dall'ordinario, ma la scoperta di un passato finora rimasto celato: quello del boss finale dell'intera opera. In questa puntata, Muzan si rivela essere la cavia di un esperimento medico ben riuscito mentre viene mostrato il suo travagliato passato in un contesto in cui ciò che più spicca tra pochi colori spenti è il suo estremo narcisismo.

In questo specifico caso, ciò che muove le azioni dell'antagonista (che sia uccidere persone innocenti, nutrirsi di esse, o creare suoi simili che portano inevitabile scompiglio nel mondo) è il puro e semplice desiderio di raggiungere una perfezione che la natura non gli ha mai concesso dalla nascita. Tutto questo scavalcando senza rimorso alcuno il prossimo, premurandosi solo nei confronti di se stesso.

Dall'altra parte invece, Nezuko svela le sue carte sbloccando una delle abilità più forti che possa avere un demone nel suo arsenale: la conquista del sole. Come già sottolineato fin dalla prima stagione e poi esaltata nella seconda in cui, per la prima volta, si mostra al massimo della sua forma demoniaca, la giovane demone diventa il jolly intorno cui gireranno i futuri avvenimenti della serie. Conquistato il giorno, Muzan non necessità più del Lycoris Blu per raggiungere la perfezione. Il nuovo obiettivo è cambiato. nel mirino c'è Nezuko Kamado.

Un'ultima, idilliaca puntata

Andando ben oltre 50 minuti, l'undicesimo episodio creato da Ufotable si è dimostrato in linea con il resto della serie, apportando al finale di stagione diverse scene inedite dalle note gioiose che hanno permesso una dilatazione notevole dei rocamboleschi eventi raccontati sulle tavole del manga.

Senza contare l'iniziale minutaggio speso per mettere insieme un breve riassunto dell'episodio precedente (lasciamo qui la nostra recensione di Demon Slayer 3x10), lo studio di animazione ha dimostrato ancora una volta un'incredibile lavoro registico permettendo un approfondimento realistico di alcune scene cardine della serie, non solo dal punto di vista sentimentale, ma anche temporale. Ovviamente questa scelta ha apportato grande armonia al prodotto finale dando percezione di un maggior carico emotivo oltre che di un'immedesimazione papabile e reale dello spettatore nei confronti della storia. Purtroppo però, sebbene la scelta possa risultare coerente da un lato, dall'altro non è stata la via migliore da percorrere in quanto troppo incentrata su contesti non propriamente importanti ai fini della progressione della trama. L'utilizzo di tanti effetti di rallentamento e una focalizzazione quasi maniacale per le scene più commoventi di questo episodio, hanno contribuito ad uno smodato allungamento non necessario che non è riuscito nel suo intento: emozionare ancora di più il cuore di chi guarda.

Continuando su queste montagne russe, va sottolineata l'importanza preponderante della prospettiva. Unita a dei primi piani dai colori brillanti, ma anche a un ottimo utilizzo di messe a fuoco che donano maggiore tridimensionalità cinematografica, contribuisce ad accentuare i sentimenti che vuole trasmettere il sensei Gotoge con la sua opera.

Parlando proprio di colori, è preponderante l'utilizzo di palette brillanti. Queste si riflettono anche nella scelta artistica di sovrapporre frame in bianco e nero con un'unica scelta cromatica: il rosso. Il flashback sul passato di Muzan ha questa caratteristica primaria non soltanto per sottolineare un tempo ancora più lontano nel passato, ma soprattutto per esaltare metaforicamente la natura sanguinaria e la vita priva di rimorsi di un essere che di umano non ha mai avuto nulla, nemmeno nei suoi primi anni di vita mortale.

Ripartendo proprio dalla storia di uno dei personaggi più importanti della serie, l'espressività dei volti presenti in questa stagione supera ancora una volta i disegni dell'opera originale. Ultima nota, ma non per questo meno importante, è la predominanza dei paesaggi. Sebbene non perennemente presente durante tutto l'arco dell'episodio, lo stacco tra personaggi e sfondo torna più vivido che mai, in un tripudio dissonante di tecniche differenti quasi impossibili da far coesistere.

Demon Slayer 3 Questo finale di stagione si è dimostrato all’altezza delle aspettative portando un ultimo episodio lunghissimo. Un epilogo in linea con il resto della serie, in cui i tanti successi artistici e di regia si accorpano ad altrettante scelte discutibili, tra cui una dilatazione temporale ed emotiva non sempre funzionali. Per il resto, l’undicesimo episodio di Demon Slayer 3 si è rivelato di ottima fattura, carico di scene inedite dai tratti allegri, ma soprattutto che fanno da preludio a qualcosa di più grande - in maniera analoga a quanto accaduto con le season precedenti. Poco ma sicuro, l'avventura degli ammazzademoni non finisce qui, dal momento che Demon Slayer 4 è già confermato.