Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, recensione dell'anime disponibile su VVVVID

L'adattamento anime del manga di Koyoharu Gotōge è uno dei migliori prodotti del 2019: scopriamo perché nella nostra analisi.

recensione Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba, recensione dell'anime disponibile su VVVVID
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"La spada deve essere più di una semplice arma; deve essere una risposta alle domande della vita". È uno degli aforismi più celebri di Miyamoto Musashi, considerato come il più abile spadaccino nella storia del Giappone. Ma quali sono le domande della vita? E cos'è la vita stessa in un'epoca (e in una cultura) come quella dei samurai, in cui il valore della morte determina le azioni compiute in vita? Koyoahru Gotoge, nel definire i valori del suo Demon Slayer, prova a interrogarsi sul valore della vita in un Giappone che sta conoscendo la Morte: la Morte, incarnata da Kibutsuji Muzan, la prima creatura sovrannaturale ad aver dato vita alla stirpe dei demoni, mostri che dilaniano segretamente una società che prova a innalzarsi dalle proprie tradizioni rurali ed entrare nella modernità all'alba del ventesimo secolo.

Il manga (qui trovate un primo sguardo al manga di Demon Slayer), serializzato su Weekly Shonen Jump, ha recentemente ricevuto uno splendido adattamento anime: una serie che ha contribuito ad ampliare il successo dell'opera, che pian piano sta scalando le vette editoriali della terra del Sol Levante. Dietro la realizzazione dell'anime c'è ufotable, che conosciamo soprattutto per le varie trasposizioni dedicate al franchise di Fate, un team che ha saputo trarre il meglio dalle avventure cartacee di Tanjiro Kamado confezionando un prodotto che possiamo considerare una vera e propria rivelazione: di certo, uno dei prodotti di punta targati VVVVID del 2019. Al termine di 26 episodi di altissimo livello, parliamo finalmente di una delle serie più interessanti dell'anno, in attesa di scoprire come si evolverà la saga dopo l'annuncio del film su Demon Slayer, che proseguirà l'adattamento spostandosi dalla TV al cinema.

Una terra di demoni, spadaccini e sentimenti

Di Tanjiro sappiamo poco: è un giovane dall'animo gentile e dai capelli scarlatti, senza padre, che vive sulle montagne ed è primogenito di una nota famiglia di carbonai. Conduce la sua esistenza prendendosi cura, amorevolmente, di sua madre e dei suoi numerosi fratelli, guadagnandosi da vivere vendendo carbone nei villaggi limitrofi e aiutando le persone con la sua bontà e la pazienza tipiche di un cuore puro.

Ma un giorno la sua vita diventa un inferno: scoraggiato dalle insidie notturne dei boschi, decide di fermarsi per la notte lontano da casa, sicuro di ritrovare i suoi cari dediti alla solita routine quotidiana al suo ritorno, il mattino dopo. Ciò che ritrova poche ore più tardi, sull'uscio di casa propria, è una tragedia consumatasi precedentemente, durante la sua assenza: un demone, creatura appartenente ad una misteriosa e feroce stirpe di mangiauomini, ha trucidato la sua famiglia, lasciando in fin di vita soltanto la sua sorellina, la bella Nezuko. Annaspando nella neve, coperto di sangue e con il corpo morente dell'unica familiare rimasta in vita, il giovane Kamado vaga per i boschi in cerca di aiuto, la sua voce disperata che si perde nel freddo di un inverno rigido e crudele. Nezuko è viva, ma la sua vita è compromessa: ha assimilato il sangue della bestia che l'ha assalita, diventando a sua volta un demone assetato di sangue. Ma la forza di volontà e l'amore fraterno di Tanjiro fanno sì che accada il miracolo: pur essendo ormai trasformata in un abominio, Nezuko riesce a conservare la sua umanità, proteggendo il ragazzo dai colpi di uno spadaccino di nome Giyu Tomioka.

Il samurai risparmia i due, scioccato dal comportamento anomalo del neo-demone Nezuko: invita Tanjiro, che ha lottato come un leone nonostante le ferite pur di salvaguardare sua sorella, a cercare un ex spadaccino di nome Urokodaki Sakonji per addestrarsi all'uso della spada ed entrare nella Squadra Ammazzademoni: si tratta di un'agenzia segreta non governativa, che ha votato la sua esistenza a combattere i demoni per scovarne il demiurgo, Kibutsuji Muzan.

Le gerarchie degli Ammazzademoni potrebbero ricordarvi il Gotei 13 di Bleach: al grado più alto della compagnia ci sono i 9 pilastri, guerrieri dalle capacità formidabili che hanno padroneggiato appieno la tecnica della Respirazione Perpetua. Giyu è uno dei Pilastri dell'Acqua e scommette tutto sulla missione di Tanjiro: il protagonista vota la sua intera esistenza alla Squadra Ammazzademoni, con l'obiettivo di sconfiggere Muzan e trovare una cura per sua sorella, riportandola alla normalità.

Il viaggio di Kamado inizia da qui, dopo due anni di duro addestramento e il conseguimento di un esame finale che gli permette di entrare nei ranghi più bassi della Squadra Ammazzademoni. Nel corso dell'avventura imparerà a conoscere le Dodici Lune Demoniache, demoni un tempo umani che hanno ricevuto il sangue di Kibutsuji Muzan diventando i suoi generali più temibili. Fa amicizia con il timido Zen'itsu e stringe un legame con l'irruento Inosuke, attraversando una Terra fatta di morte e pericoli. Al centro dei primi archi narrativi di Demon Slayer c'è il legame profondo tra Tanjiro e Nezuko, il valore della famiglia e l'importanza dell'affetto: temi che rendono l'esistenza di un individuo realmente viva e che si contrappongono all'egoismo dei demoni che hanno scelto di abbandonare la propria umanità per abbracciare un cammino fatto di malvagità e poteri smisurati.

In questo Demon Slayer è uno shonen purissimo, ma nella delineazione di un racconto fatto di tematiche classiche per il genere di appartenenza (volontà, coraggio, determinazione, amicizia e lealtà) si stratifica un worldbuilding che si fa scoprire un po' alla volta, non di meno un cast ricco e carismatico in un prodotto carico di folklore e fascino.

Il ritmo della scrittura di Demon Slayer è, a parer nostro, sempre alto, capace di mantenere vivo l'interesse del pubblico dall'inizio alla fine. Sono pochi i momenti di stanca, perché anche nelle fasi più riflessive della narrazione l'anime di ufotable è capace di ammaliarci con una direzione artistica che riteniamo, francamente, senza pari.

Un adattamento superbo

In questo discorso va tenuto in considerazione il livello di adattamento dalla carta allo schermo: sotto questo punto di vista l'anime di Demon Slayer è un piccolo gioiello di assoluto valore, capace di trarre il meglio dal buon design della sensei Gotoge.

Il tratto, non sempre perfetto nel manga, si tramuta in un character design delicato e preciso, ma soprattutto originale e mai sottotono. Merito di un comparto artistico che, nell'esercizio di alcuni primi piani, ci ha davvero tolto il fiato per disegno, colori e qualità dei fondali. Ma cosa rende Demon Slayer un prodotto così sopraffino? La risposta è semplice e, molto spesso, determina la vera riuscita di un adattamento dal fumetto all'audiovisivo: la regia e la capacità di interpretare i movimenti di vignetta in un'opera "viva". In tal senso ufotable ha compiuto un miracolo, confezionando un prodotto al top per tutti i 26 episodi che compongono la produzione.

Le animazioni sono una gioia per gli occhi, scivolano con fluidità magistrale tra coreografie ben congeniate ed effetti visivi strabilianti; al tempo stesso lo studio di animazione ha compiuto una simbiosi quasi perfetta tra computer grafica e tratto a mano, creando un'alchimia visiva che dà vita a veri e propri movimenti di macchina da grande cinema.

Con ciò non intendiamo che l'amalgama sia perfetto al cento per cento: in qualche frangente l'utilizzo del digitale si fa preponderante, di certo mai invasivo, eppure sufficiente a definire un leggero stacco tra la messinscena animata e quella in CGI.

Mosche bianche, però, su un affresco troppo piacevole perché si possa rimanere realmente insoddisfatti dalla direzione tecnica, artistica e registica di Demon Slayer: i virtuosismi visivi abbracciano anche la capacità di creare tensione con sequenze suggestive e al limite dell'horror: in tal senso, il primo atto del 26° episodio si destreggia tra una regia serrata e sopraffina, con stratagemmi visivi capaci di trasmettere sensazioni inquietanti e, a tratti, persino disturbanti.

A primeggiare su qualunque aspetto, però, c'è la colonna sonora: gli arrangiamenti musicali di GO Shiina e Yuki Kajiura sono coinvolgenti, d'impatto e caratterizzati da una cornice spiccatamente folkloristica, fatta di cori orchestrali, tamburi, flauti e deliziosi accordi di koto. Una goduria sonora che, per chi ha apprezzato OST come quelle di Naruto Shippuden, non potrà che evocare atmosfere indimenticabili.

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba è uno dei migliori anime del 2019: al team di ufotable va il merito di aver confezionato un prodotto sopraffino per ritmo, design, animazioni e regia, mescolando i temi classici del battle shonen con atmosfere folkloristiche e a tratti persino orrorifiche. Un adattamento, insomma, in tutto e per tutto magistrale, in cui qualche eccesso sporadico di computer grafica non macchia un'esperienza coinvolgente e memorabile. Senza dubbio una delle trasposizioni animate più audaci e piacevoli degli ultimi anni.

8.5