Digimon Last Evolution Kizuna Recensione: un bel finale per i Digiprescelti

Dopo vent'anni, i Digimon e i loro bambini prescelti devono fare i conti con una nuova minaccia e l'inevitabile momento della loro "evoluzione finale"

Digimon Last Evolution Kizuna Recensione: un bel finale per i Digiprescelti
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Alla fine degli anni ‘90, i bambini di tutto il mondo si preparano ad affrontare un nuovo genere di avventura, in cui non dovranno più "scovare, catturare, combattere e collezionarli tutti". Dovranno "evolvere". Scusate, "digi" evolvere. I Digimon sono sempre un po' stati la risposta alternativa, più matura e complessa, a un marketing già popolato da piccoli mostriciattoli. Il franchise ideato dal misterioso Akiyoshi Hongo e prodotto dalla Toei Animation ha sempre avuto tra le tante caratteristiche, quella di toccare argomenti che non parlassero soltanto a un target di bambini innocenti. I Digimon hanno sempre accompagnato i loro "bambini prescelti" verso l'età adulta, in un percorso di crescita in cui non mancavano drammi e lotte personali. Insomma, non sono mai state soltanto quelle creature digitali a "cambiare".

Quello che ci si aspettava, dunque, nell'ultimo film della saga Digimon era una conclusione degna di questo viaggio che, noi altri, potremmo banalmente chiamare "vita". Era inevitabile che una pellicola simile dovesse riferirsi principalmente ai fan della storia principale: i continui richiami alle stagioni degli anime, ai precedenti film, alle serie e persino ai giochi collegati al brand, passano quasi inosservati a uno spettatore che guarda Digimon Adventure Last Evolution Kizuna senza conoscere gli eventi passati. Ma nel suo ventesimo anniversario (il film è del 2020), la Toei Animation non ha voluto scendere a compromessi: questo è l'ultimo capitolo di una lunga storia di avventure. Questa è davvero l'evoluzione finale (avete visto il trailer di Digimon Last Evolution Kizuna per piangere un po', vero?).

"Questo non è un memoriale"

All'inizio del film, compare una scritta che recita: "non siamo invecchiati tanto da limitarci ad accettare un futuro deciso da altri. Se serve a mirare a ulteriori vette, faremo qualsiasi cosa. Questo non è un memoriale. Per noi e i nostri Digimon è una nuova storia". Poi viene cancellata l'ultima parola, subito corretta così: "per noi e i nostri Digimon è una nuova adventure". Già in questa prima serie di parole, il regista Tomohisa Taguchi lascia intravedere cosa sta per mostrare ai fan dei Digimon: la conclusione di 20 anni di storie.

I bambini cresciuti coi Digimon, d'altronde, lo hanno sempre saputo molto bene: non sarebbero rimasti infanti ancora a lungo. Sono cresciuti, proprio come i protagonisti principali della storia, Taichi Yagami, Yamato Ishida e gli altri. E proprio come i ragazzi del cartone animato, si sono chiesti "cosa faremo una volta divenuti adulti?"

Per guardare al futuro, bisogna aver osservato prima il passato. E così l'avventura parte subito sulle note di Digimon - il Film, il primo lungometraggio del franchise, riadattato sui corti precedentemente pubblicati che riguardano i fatti narrati sulle serie di Digimon Adventure e Digimon Adventure 02. Una nuova aurora, con sottofondo il "Boléro" di Maurice Ravel, lascia il posto allo scontro con un gigantesco Parrotmon e giusto per spolverare ancora un po' di più di nostalgia sugli occhi, ecco che arriva lei, la sigla d'apertura "Butter-Fly" del compianto Kouji Wada. Ma ribadiamo la volontà espressa sin dall'inizio dal regista: questo non è un memoriale.

"Sei diventato grande, Taichi"

Meglio ancora, non è "soltanto" un memoriale: il film si basa sui richiami agli anime e alle pellicole che hanno preceduto Digimon Adventure Last Evolution Kizuna. Ci troviamo precisamente a cinque anni dopo gli eventi visti durante i film che hanno composto la serie Digimon Adventure Tri e sei anni dopo la serie originale. Molti "digiprescelti" hanno fatto le proprie scelte di vita: Izzy è ora l'amministratore delegato di un'azienda tecnologica, Joe frequenta la facoltà di medicina, Mimi ha uno store online, mentre Sora, come si era visto nel prequel del cortometraggio " To Sora ", ha deciso di abbandonare apparentemente il gruppo.

Si farebbe forse persino fatica a seguire la trama, se non si fosse a conoscenza della storia principale. Ma questa pecca ben presto sparisce: Tai e Yamato non hanno ancora ben chiaro cosa faranno una volta divenuti adulti. Uno non ha ancora chiuso del tutto con le ferite del suo passato, mentre l'altro lavora part-time in una sala da gioco e ha una scorta di porno, che non sa spiegare al suo partner Digimon. "Roba da adulti", commenta. Ma non ne è convinto neppure lui. I (ancora per poco) "bambini prescelti" devono fare i conti con una minaccia che rischia di compromettere il futuro di altri partner di Digimon.
Le animazioni di combattimento, i colori e le atmosfere che ricordano così tanto lo stile artistico dei film originali diretti da Mamoru Hosoda, abbinati all'"evoluzione" delle nuove tecniche sapientemente elaborate dallo studio Yumeta Company, mostrano un film perfettamente calibrato sul target di riferimento, appunto i fan: una trama un po' misteriosa, matura, vagamente "di spionaggio", proprio esclama scherzando anche Tai, intrecciata a un malinconico proseguo. Fa molto riflettere che, ad alti e bassi, il perno principale della trama sia proprio quella strana parola, "evoluzione", che ha il retrogusta di crescita personale.

L'evoluzione finale

La conclusione del film è l'apice di tutta la pellicola e, molto probabilmente, di tutta la saga: senza anticiparvi alcunché, vi portiamo soltanto la considerazione che l'antagonista principale sia proprio colui che non accetta il cambiamento, che vorrebbe riservare a qualsiasi bambino prescelto il dolore di dover "crescere" e così separarsi dal suo amato Digimon.

Perché ciò che aggiunge Digimon Adventure Last Evolution Kizuna è ciò che aveva precedentemente tracciato: l'inesorabile tempo che avanza, la muta consapevolezza che, un giorno, l'avventura insieme ai Digimon sarebbe dovuta finire. L'energia smisurata che i bambini prescelti regalano ai loro Digimon, in grado appunto di farli evolvere in svariate forme secondo il legame con il partner umano, si affievolisce una volta che i ragazzi diventano sempre più adulti.Taichi e Yamato, gli unici che non hanno ancora accettato il loro futuro, sono costretti a dover fare i conti con un'impresa che rischia di essere l'ultima per loro. Ma come dicono Agumon e Gabumon: "non sapete quanto sia bello per noi vedervi crescere e diventare adulti". Questo basta ai due mostriciattoli digitali per "evolvere".

Il modo con cui il film gestisce questa importante transizione verso la consapevolezza e la maturità, è ciò che ci si aspetta da un grande titolo. Una conclusione che forse i fan non avrebbero voluto vedere. Ma che di certo stavano aspettando. D'altronde "Kizuna", in giapponese, significa "legami". E quale legame è più forte della promessa di un ricordo, di un sogno, di un'avventura che non dimenticheremo mai?

Digimon Adventure Last Evolution Kizuna Pur restando un titolo espressamente rivolto ai fan della serie dei Digimon, con i seguenti limiti di una pellicola che strizza l'occhio soltanto a un certo numero di spettatori, per il suo terget di riferimento Digimon Adventure Last Evolution Kizuna rimane un' opera perfetta: un'ultima evoluzione, in tutto e per tutto, coerente nei suoi richiami e nella sua narrazione. Una storia coraggiosa, matura, che sfiora con malinconia tutti i temi più cari al franchise, anche nella sua forse scontata ripetitività. Ma trova nell'epilogo una chiusura che, dopo vent'anni, è ancora in grado di rafforzare i legami che aveva creato.

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