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Doraemon: Nobita e l'Isola del Tesoro, recensione del film su Netflix

Se amate l'anime di Doraemon e il romanzo “L'isola del tesoro” di Stevenson, questo film molto probabilmente farà al caso vostro.

Doraemon: Nobita e l'Isola del Tesoro, recensione del film su Netflix
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Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko, conosciuti anche come Fujiko Fujio, nel dicembre del 1969 pubblicano su CoroCoro la prima storia di Doraemon. La semplice idea che il duo ebbe più di cinquant'anni fa ha fatto talmente breccia nell'immaginario collettivo da diventare praticamente un cult. Nobita e i suoi amici, per come è stato pensato il loro universo narrativo, possono compiere avventure praticamente illimitate, tutte in formato episodico e diverse l'una dalle altre, come testimonia peraltro la continua messa in onda della serie animata.

Quest'oggi ci concentreremo sul trentottesimo film di Doraemon, fruibile dal 15 aprile su Netflix(e qualora vi foste persi le novità del palinsesto anime Netflix di aprile, il link per recuperarle è a un tiro di schioppo). Si intitola Nobita e l'isola del tesoro e, come suggerisce la sua nomenclatura, è ispirato al (quasi) omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson.

Profumo d'estate, profumo di avventure

Come ogni buona avventura di Nobita e amici, la trama non può che nascere da una scommessa fatta proprio dal protagonista nei confronti di Gian e Suneo per rimediare ad una figuraccia. Cosa ha combinato questa volta il primogenito di casa Nobi? Il giovane ha "semplicemente" ammesso che troverà un'isola del tesoro, e per sfuggire alla penitenza di mangiare la carbonara con il naso è corso a chiedere aiuto al suo amico gatto.

Doraemon fornisce al protagonista una particolare mappa che mostra tesori non ancora scoperti. Identificato l'obiettivo, questo risulta situato nel bel mezzo dell'oceano: un mistero che, poco dopo, viene risolto da alcuni giornalisti, che annunciano in Tv la scoperta di una nuova isola a sud del Giappone. Procurato e preparato un veliero, e reclutata la ciurma, i nostri partono all'avventura con il vento a favore verso la nuova isola e il suo tesoro.

Pirati spaziali, ma pur sempre genitori

Ogni buona storia necessita anche di antagonisti, e per una spedizione verso l'ignoto con il vento in poppa i pirati sono praticamente d'obbligo. Il film, nella sua fase centrale, sposta in maniera leggermente forzata il focus del racconto, passando dalla ricerca di un tesoro al soccorso di Shizuka, rapita dagli antagonisti di questa storia, i famigerati pirati spaziali che la scambiano per Sarahm la figlia del famoso capitano Silver.

Perso un compagno della ciurma, i nostri eroi ne trovano un altro. Egli è Flock accompagnato dal suo robot pappagallo Quiz. Il ragazzino dai capelli dorati è il fratello di Sarah scappato dalla sua nave come atto di ribellione al padre e partirà con Nobita e gli altri per salvare sua sorella.

Uno dei pregi di questo film, nonostante la stesura di una sceneggiatura molto elementare, è proprio il personaggio di John Silver.

Il capitan, prima di essere un bucaniere, era un marito e padre esemplare, rimasto vedovo dopo la perdita della moglie. Il lutto ha segnato così tanto Silver da fargli perdere il lume della ragione, dimenticando il suo ruolo più importante, ovvero quello di crescere la sua giovane figlia. Il messaggio morale che questo film d'animazione vuole donare ai suoi spettatori, che d'altronde si identificano in un target di giovanissimi, è piuttosto prezioso e attuale, seppur estremizzato per doveri di trama Si affronta con semplicità e delicatezza, infatti, il deficit relazionale dell'incomprensione reciproca tra genitori e figli, con il protagonista Doraemon che nel suo piccolo prova a far emergere il problema e a fornire una soluzione che sia d'insegnamento all'antagonista.

Il livello stilistico della pellicola è, per gli standard del franchise di riferimento, davvero sublime. Lo stile di animazione dà vita ad una versione piacevolmente alternativa del romanzo ottocentesco di Stevenson e rappresenta anche un contraltare visivo rispetto a Il pianeta del tesoro" di casa Disney. Questo balzo in avanti a livello tecnico è anche supportato, se non addirittura incoraggiato, dall'infinità di gadget in dotazione al gattone robot, elementi che donano alla trama ulteriori spunti di originalità.

Per quanto concerne le animazioni, il lavoro svolto da Shin-Ei Animation ci sembra in linea con gli standard del panorama moderno, e il comparto visivo dell'opera riesce ad ammodernare non poco il tratto della serie animata classica. Per ultimo, ma non meno importante, il comparto sonoro rispetta le origini dell'opera originale, accompagnando lo spettatore in un'avventura tutta da scoprire.

Doraemon - Il film: Nobita e l'isola del tesoro Doraemon - il Film: Nobita e l'Isola del Tesoro si conferma un buon film per il franchise di riferimento, e possiede addirittura una marcia in più datagli dal capolavoro letterario da cui trae ispirazione. La sua buona componente narrativa, d'insegnamento per grandi e piccoli pur nella sua semplicità tematica, unita ad un ottimo comparto tecnico, non possono che permetterci di consigliare la visione di una pellicola per tutta la famiglia.

7.5