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Dorohedoro: recensione del bizzarro anime in esclusiva su Netflix

L'adattamento animato di Dorohedoro era un compito difficilissimo, ma lo studio MAPPA lo ha portato a termine alla perfezione. Ecco la nostra recensione.

recensione Dorohedoro: recensione del bizzarro anime in esclusiva su Netflix
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Quando venne annunciato nel dicembre del 2018, l'adattamento animato di Dorohedoro fu accolto con grande entusiasmo da parte dei fan, ma anche con qualche scetticismo. L'opera da cui trae origine, il manga dell'autrice Q Hayashida serializzato dal 2000 al 2018 e raccolto in 23 volumi, è infatti una delle più particolari, bizzarre e fuori dagli schemi del panorama moderno, oggi come allora. Basta infatti qualche sguardo alle tavole del fumetto per capire subito di trovarsi di fronte a un prodotto originale e lontano dai canoni tipici del manga contemporaneo, un lavoro che fa dell'esagerazione e della violenza i suoi punti di forza.

Proprio per i suddetti motivi, nonostante non sia adatto a tutti, Dorohedoro è diventato in breve tempo uno dei seinen più apprezzati da pubblico e critica nell'ultimo decennio, e trasporre su schermo le peculiarità del suo stile grafico non era affatto un compito semplice. Eppure lo studio d'animazione, che si è rivelato essere MAPPA (uno dei più attivi e in forma in questo momento), ha svolto un lavoro eccellente, che al netto di qualche piccola sbavatura e di alcuni compromessi rende giustizia al materiale originale. Andiamo a scoprire perché.

Stregoni, demoni, funghi e gyoza

La follia dell'opera si mostra sin dalla primissima sequenza della puntata d'esordio. Abbiamo già parlato delle premesse narrative nelle nostre prime impressioni dell'anime di Dorohedoro, ma facciamo un breve riepilogo.

Ci troviamo a Hole, una città dall'atmosfera sporca, malsana, inquinata e dove qualsiasi persona sembra poco raccomandabile. In questo contesto, il protagonista Cayman è un uomo corpulento affetto da amnesia e colpito da un incantesimo che ha reso la sua testa identica a quella di un rettile. Gli abitanti di Hole sono infatti il bersaglio preferito degli Stregoni, esseri umani provenienti da un mondo parallelo in grado di usare la magia nella forma di una nube nera che fuoriesce dal loro corpo, che si divertono a trasformarli in aberrazioni per esercitarsi. Assieme alla sua amica Nikaido, una ragazza che lavora come cuoca in un piccolo locale, abile combattente e dal passato misterioso, Cayman è alla ricerca dello Stregone che lo ha ridotto in quello stato nella speranza di poter riacquistare la sua memoria. Nel corso delle loro disavventure, i due protagonisti si troveranno ad avere a che fare con un gruppo di Stregoni che ruota attorno alla figura di En, capo di una cosca mafiosa e bersaglio di un'altra banda, gli Occhi Crociati, legata a doppio filo alla vera identità del protagonista.

Queste sono solo le basi di un racconto bizzarro e dannatamente divertente che non si prende mai troppo sul serio e che, nel corso dei suoi 12 episodi, mescola abilmente azione, body horror, commedia e mistero, intrattenendo lo spettatore grazie alla sua imprevedibilità e alla sua freschezza.

Non manca anche un gustoso citazionismo alle pellicole più famose del cinema dell'orrore: per esempio, un'intera puntata è un chiaro omaggio a La notte dei morti viventi di George A. Romero, mentre la maschera indossata da Nikaido è ispirata a quella di Jason Voorhees della saga Venerdì 13.

L'anime traspone il contenuto dei primi sette volumi del manga, e quindi termina lasciando in sospeso tutti gli sviluppi narrativi (in attesa di una seconda stagione non ancora annunciata), ma non ci sentiamo di sconsigliarvi la visione solo per questo difetto, presente dopotutto in moltissimi adattamenti di manga, light novel e così via.

I personaggi sono uno più fuori di testa dell'altro e costituiscono da soli un motivo valido per buttarsi a capofitto nel mondo brutto, sporco e cattivo di Dorohedoro. Sono tutti caratterizzati in maniera impeccabile, e un dettaglio che abbiamo apprezzato molto è l'assenza di una distinzione netta tra buoni e cattivi.

Sebbene dalle premesse il ruolo dei secondi spetti a En e al suo gruppo di scagnozzi, è impossibile non provare empatia anche nei loro confronti per via delle numerose scene comiche di cui sono protagonisti. È tuttavia la coppia principale a brillare maggiormente, grazie anche all'ottima performance vocale del doppiatore di Cayman, il veterano Wataru Takagi.

Sembrava impossibile, ma ce l'hanno fatta

L'adattamento di Dorohedoro vede l'impiego di CGI, una tecnica da sempre fonte di risultati altalenanti (di solito verso il basso) nell'animazione giapponese di stampo televisivo, eppure dopo la visione dei primi due episodi eravamo rimasti felicemente sorpresi da quanto questa si integrasse bene con lo stile dell'opera originale.

Ebbene, dopo aver completato la visione della serie, possiamo affermarlo: l'anime di Dorohedoro rende pienamente giustizia al manga da cui è tratto, e si dimostra un altro ottimo esempio di utilizzo consapevole della CGI in un prodotto animato giapponese, al pari di lavori come Beastars e Land of the Lustrous.

I disegni del manga, come abbiamo già ampiamente ribadito, sono estremamente precisi e dettagliati pur nel loro tratto sporco, grezzo e quasi abbozzato, e rappresentano una cifra stilistica fondamentale dell'opera.

Trasporli in animazione era possibile anche con le tecniche tradizionali, ma avrebbe rappresentato con tutta probabilità un costo eccessivo in termini di tempo e risorse per lo studio, vista la natura televisiva e promozionale del prodotto.

Ecco quindi che la scelta di MAPPA di ricorrere all'animazione tridimensionale ci appare tutto sommato comprensibile e giustificata, per non dire vincente.

Al netto di qualche piccola sbavatura e di alcune animazioni legnose, la CGI si dimostra all'altezza e in molti casi addirittura un valore aggiunto nel passaggio dalla carta allo schermo, adattandosi benissimo al look distintivo dell'opera. In particolare, i personaggi sono rappresentati con un livello di dettaglio notevole (tranne poche eccezioni, come per esempio la testa di Cayman), e in più punti la resa è quasi indistinguibile da quella di un disegno bidimensionale. Anche le scene d'azione beneficiano tantissimo di questo approccio, mettendo in mostra un dinamismo e una spettacolarità notevoli. Concludono il tutto i magnifici sfondi, perfetti per l'atmosfera della serie nell'esaltazione della dicotomia in atto fra il mondo di Hole e quello degli Stregoni, il livello esageratissimo di violenza e gore, che pure è attenuato (se non censurato) rispetto agli eccessi presenti nel manga, e un moderatissimo fanservice nella rappresentazione di molti personaggi femminili.

La colonna sonora, piena di brani incalzanti ma anche di melodie più leggere, sottolinea benissimo ogni momento, mentre non possiamo che spendere parole d'elogio per la spettacolare sigla d'apertura di Dorohedoro.

Non solo introduce in maniera impeccabile lo stile esagerato e folle dell'anime, ma lo fa senza ricorrere ad alcuna anticipazione sugli eventi narrati e sui personaggi. Segnaliamo infine che allo stato attuale è assente il doppiaggio italiano su Netflix, indicato come in ritardo.

Dorohedoro Non era semplice adattare in anime un manga particolarissimo e fuori dai canoni come Dorohedoro, eppure lo studio MAPPA, nei limiti legati alle tempistiche e al budget dei prodotti concepiti per la trasmissione televisiva, lo ha portato a termine al di sopra di ogni aspettativa. La serie rende benissimo su schermo la stessa atmosfera malsana, bizzarra e fuori di testa dell’opera originale, così come la caratterizzazione del suo cast di personaggi sopra le righe. Nonostante l’utilizzo di CGI, non si rimpiangono assolutamente i disegni sporchi, grezzi ma dettagliati dell’autrice Q Hayashida. Anzi, al netto di qualche piccola sbavatura l’animazione tridimensionale viene usata in maniera consapevole, e Dorohedoro si piazza di sicuro fra i migliori esempi di utilizzo di questa tecnica in un anime televisivo. Augurandoci che una seconda stagione venga presto annunciata, possiamo solo dirvi: correte subito a vederlo!

8.3