Dosei Mansion Recensione: un buon manga tra fantascienza e slice of lice

Dosei Mansion è uno dei titoli più interessanti della collana Aiken di Bao, dedicata al fumetto giapponese. Ecco la nostra recensione.

Dosei Mansion Recensione: un buon manga tra fantascienza e slice of lice
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Nel corso dei suoi quasi tre anni di vita la collana Aiken dell'editore Bao Publishing si è rivelata una delle iniziative più interessanti legate al mondo del fumetto giapponese e ha saputo imporre un proprio marchio di fabbrica, ovvero quello di presentare al pubblico opere dallo stile cartoonesco e bizzarro ma mature e adulte nel contenuto. Ne è una dimostrazione il bellissimo Princess Maison (leggete la nostra recensione di Princess Maison), ma ancora più rappresentativo sotto questo punto di vista è il manga di cui vi parliamo oggi, Dosei Mansion di Hisae Iwaoka. Si tratta di uno dei tre titoli con cui l'editore ha inaugurato la collana nella primavera del 2019, in occasione del Napoli Comicon.

Dopo il nostro primo sguardo a Dosei Mansion, ecco la recensione completa della serie più lunga di un'autrice davvero talentuosa, un manga scifi dal ritmo lento e rilassato che unisce abilmente la celebrazione del quotidiano alla critica sociale, e che si colloca tra le proposte più meritevoli della linea Aiken fino a questo momento.

I lavavetri del futuro

Serializzato dal 2006 al 2011 sul magazine seinen Ikki dell'editore Shogakukan, celebre per aver ospitato un titolo folle come Dorohedoro, Dosei Mansion è ambientato in un futuro non meglio precisato dove l'umanità vive su un anello fluttuante situato a 35000 metri dalla superficie terrestre, in piena stratosfera.

Il pianeta, ormai da tempo inabitabile, è diventato un'immensa riserva naturale da preservare e proteggere, per poi rimettervi piede quando le condizioni lo consentiranno nuovamente. Nel contesto in esame la società umana si è organizzata in tre differenti livelli - inferiore, medio e superiore - a seconda della posizione all'interno dell'anello, corrispondenti a vere e proprie classi sociali. I piani alti sono abitati dalle persone più ricche e facoltose, che possono permettersi abitazioni ampie e altre comodità, mentre la popolazione più umile è costretta a vivere nei bassifondi dello strato inferiore. Il protagonista del racconto è Mitsu, un adolescente orfano del livello inferiore che ha appena concluso le scuole medie e che decide di intraprendere la carriera di lavavetri, proprio come il defunto padre Aki. Nella società ideata da Hisae Iwaoka la professione del lavavetri è ben diversa da quella del nostro mondo.

Il compito di questi addetti alle pulizie del futuro è infatti quello di mettere a lucido le immense superfici di vetro della struttura, spesso prerogativa delle abitazioni ai piani alti, attraverso le quali è possibile ammirare il pianeta in tutto il suo splendore. Dovendo uscire all'esterno dell'anello, sospesi nel vuoto e soggetti alle radiazioni ultraviolette e ai residui delle comete, questa professione è perciò molto pericolosa e all'apparenza poco gratificante.

I sette volumi di cui si compone la serie seguono la vita quotidiana e il percorso di crescita del giovane Mitsu e del folto gruppo di figure secondarie che lo accompagnerà nel corso della sua rischiosa mansione, la quale lo porterà a vivere le medesime esperienze del tanto amato papà.

L'autrice sviluppa il tema principale attraverso una narrazione episodica che si ispira ai capisaldi del genere slice of life - per esempio il capolavoro Yokohama Kaidashi Kikou che abbiamo inserito nella nostra lista dei 10 manga che meritano un annuncio in Italia - e che si caratterizza per una notevole attenzione ai dettagli, delineandosi a tutti gli effetti come un'opera di stampo hard scifi sulla scia di un'altra serie davvero meritevole come Planetes di Makoto Yukimura.

Impegno e leggerezza

Dosei Mansion, terzo titolo dell'autrice ad approdare in Italia grazie alla collana Bao (gli altri due sono i volumi unici Nuvole Bianche e Fiori di Biscotto), sfrutta il suo contesto scifi per dipingere un affascinante affresco di un'umanità costretta a vivere lontano dal suo pianeta madre per cause non meglio precisate, dominato da una suddivisione gerarchica che assurge a palese metafora dei problemi realmente esistenti nel mondo in cui viviamo.

Per una cospicua parte della serie, tuttavia, il tema principale non è la disuguaglianza sociale bensì l'evoluzione caratteriale del suo convincente protagonista, il giovane Mitsu. Un ragazzo che va incontro a una netta maturazione nel corso della storia, passando dal timido e passivo lavavetri degli inizi, che vive nel ricordo del padre, a persona esperta e affidabile e perciò rispettata da tutti. Grazie all'ottimo lavoro svolto dall'autrice è molto difficile non affezionarvisi o non provare empatia nei suoi confronti. In generale i personaggi rappresentano il principale punto di forza del titolo e tutti, anche quelli di minor importanza e all'apparenza stereotipati, vengono caratterizzati in maniera sopraffina, arrivando a comporre un pittoresco microcosmo che accompagnerà il lettore per l'intera durata della serie e che non sarà facile lasciarsi alle spalle una volta giunti alla sua conclusione, come se si dovesse dire addio a un gruppo di amici.

Tra questi sono sicuramente degni di menzione Makoto, un lavavetri veterano che prende in antipatia il protagonista per questioni legate al tragico evento in cui ha perso la vita suo padre, ma che col tempo imparerà ad accettarlo; Jin, il più anziano del gruppo nonché mentore di Mitsu, che sotto la veste di vecchio scorbutico e intrattabile nasconde in realtà un cuore d'oro; o ancora il signor Kageyama, un goffo energumeno che si rende protagonista di alcuni dei momenti più divertenti, ma anche delicati e introspettivi, di tutta la serie.

Dosei Mansion inizia come uno slice of life episodico in pieno rispetto dei canoni del genere, con una struttura che diventa presto ripetitiva - ogni capitolo termina con una sorta di morale di fondo - ma mai noiosa grazie all'ampia varietà di situazioni proposte dall'autrice e alle interazioni tra i personaggi, sostenute sempre da dialoghi asciutti e ben scritti. Se detestate il genere difficilmente cambierete idea con questo titolo, ma come ripetiamo sempre sarebbe un vero peccato non fare almeno un tentativo viste le sue indubbie qualità.

Le cose cambiano negli ultimi due volumi, che vedono la progressiva comparsa di una trama orizzontale che accentua la componente drammatica della narrazione e che serve come pretesto per concentrarsi sul tema della lotta di classe, della disparità tra livello inferiore e superiore e delle condizioni disagiate del primo, fino a quel momento in secondo piano.

Si tratta di una scelta che a nostro parere non era poi così necessaria e che potrebbe spiazzare alcuni lettori per via dell'evidente cambio di tono nella parte finale, ma che consente a Dosei Mansion di raggiungere un notevole climax e di terminare con un finale di grande impatto. Una conclusione ricca di speranza e di positività che chiude il percorso iniziato dall'autrice sin dal primo capitolo.

Uno stile inconfondibile

Come abbiamo scritto in precedenza, il lavoro svolto da Hisae Iwaoka nella caratterizzazione del setting di Dosei Mansion si distingue per una notevole attenzione ai dettagli che contribuisce moltissimo all'immersione del lettore.

Pur trattandosi di un'opera di fantascienza gli elementi inseriti risultano tutti realistici e credibili grazie al rispetto delle leggi fisiche - pensiamo ai cambi di pressione a cui sono sottoposti i lavavetri durante la loro attività - e all'enfasi posta su fenomeni potenzialmente letali come le radiazioni ultraviolette (e le loro conseguenze a lungo termine) e i residui delle comete. Sfortunatamente da questo punto di vista la serie non risulta del tutto impeccabile, e alcuni elementi dell'affascinante scenario risultano troppo indefiniti se non lasciati nel dimenticatoio. È questo il caso del livello superiore, i cui pochi dettagli in nostro possesso ci vengono presentati solamente attraverso i personaggi che lo popolano con cui il protagonista entra in contatto. Essendo Dosei Mansion narrato dal punto di vista di Mitsu, un ragazzo dei bassifondi, è comprensibile che Hisae Iwaoka si sia concentrata maggiormente sulla descrizione dello strato inferiore.

Ma lo spazio per approfondire anche le restanti parti della società era presente in abbondanza ed è difficile nascondere, una volta arrivati alla fine, il disappunto per aver assistito a un racconto di indubbia bellezza, ma che non ha sfruttato appieno il suo potenziale. E non è un caso che due dei personaggi meno riusciti del manga per via della loro caratterizzazione troppo macchiettistica, il signor Tanuki e il signor Kitsune, provengano proprio dal livello superiore.

Dal punto di vista dei disegni e del comparto grafico confermiamo quello che abbiamo scritto nella nostra anteprima, ovvero che lo stile dell'autrice si distingue per un tratto molto minimale e lontano dai canoni tipici a cui sono abituati molti lettori di manga, in linea con gli stilemi dettati dall'editore per questa collana.

Morbide e rotondeggianti nei volti dei personaggi e quasi abbozzate nella rappresentazione degli elementi dello scenario, le matite della Iwaoka sono tuttavia capaci di dare vita a tavole molto evocative e di grande impatto, specialmente quando le imponenti architetture della struttura adibita a nuova patria dell'umanità emergono in tutta la loro maestosità. Impossibile non pensare all'influenza di Tsutomu Nihei, un mangaka che ha fatto scuola per quanto riguarda le ambientazioni scifi.

Dosei Mansion Dosei Mansion è un manga che rappresenta in pieno lo stile e la filosofia fuori dagli schemi della peculiare collana Aiken di Bao. Nel corso dei sette volumi della serie l’autrice Hisae Iwaoka dipinge un affascinante affresco scifi che mescola perfettamente slice of life e racconto di formazione, commedia e dramma, disimpegno e analisi sociale, condendo il tutto con disegni minimali, quasi abbozzati, ma molto evocativi. Sfortunatamente alcune mancanze nella sceneggiatura e nell’approfondimento dell’affascinante contesto impediscono al manga di raggiungere vette più elevate, ma non compromettono in alcun modo la validità di un titolo che vi consigliamo caldamente sia che amiate il genere oppure no.

7.5