Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha, Recensione del manga di Garrow Lee

L'opera divertente e disimpegnata di Dragon Garrow Lee è anche un omaggio sontuoso allo stile e alle storie di AKira Toriyama.

recensione Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha, Recensione del manga di Garrow Lee
Articolo a cura di

Abbiamo già apprezzato tante volte Dragon Garrow Lee in passato, anche prima di scoprire che l'autore abbia scritto Vita da Yamcha o di leggere la simpatica operetta che Edizioni Star Comics ha portato sui nostri scaffali: parliamo di un artista incredibilmente talentuoso, capace di replicare alla perfezione lo stile di Toriyama. Il suo account Twitter parla da solo: quotidianamente, Garrow Lee ci delizia con illustrazioni e fan art provenienti dall'universo di Dragon Ball, così come lo stesso Vita da Yamcha rappresenta un gradevole e divertente omaggio al franchise con protagonista Son Goku. Abbiamo sfogliato il volumetto, che racchiude una storia autoconclusiva insieme ad alcuni extra, e siamo pronti ad analizzarne il contenuto.

Un isekai nel mondo di Dragon Ball

Intitolato, in lingua originale, Dragon Ball Gaiden: Lo strano caso di reincarnazione di Yamcha, tradotto in italiano semplicemente con Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha (Star Comics ha voluto riferirsi a un altro isekai, probabilmente, e cioè il suo Vita da Slime), il manga di Dragon Garrow Lee ha per protagonista il più insospettabile e bistrattato dei guerrieri: Yamcha, colui che fu primo nemico e alleato di Son Goku durante le sue avventure iniziali alla ricerca delle Sfere del Drago insieme a Bulma.

Tutto inizia da una premessa assurda: un giovane giapponese nel mondo reale, super appassionato di Dragon Ball, discute insieme ai suoi amici di Dokkan Battle, il celebre videogioco per dispositivi mobile. Quando vede una bella ragazza in minigonna, però, perde la testa e si distrae a tal punto da rimanere coinvolto in un incidente. Si risveglia così su una Terra diversa dalla sua, ma che riconosce bene: il deserto in cui Yamcha, tanti anni fa, prese di mira Son Goku e Bulma, con l'intenzione di derubarli e scappare. Il protagonista, peraltro, si risveglia proprio nei panni di Yamcha.

Incredulo per questo incredibile caso di reincarnazione, inizialmente il nostro si rammarica per non essere rinato con le sembianze di un guerriero ben più forte. Riflettendoci su, però, capisce infine che questa è l'opportunità per il riscatto di Yamcha: da quel momento in avanti, dunque, decide di condurre la stessa vita che Yamcha ha avuto nel manga originale di Dragon Ball, ma di votarla a far diventare il terrestre molto più forte e popolare rispetto a prima.

Conoscendo già a menadito l'intera storia di Dragon Ball, quindi, il protagonista riesce ad anticipare molte mosse ed eventi prima che accadano, permettendo all'amico di Crilin e Goku di migliorare sensibilmente le proprie capacità fino a diventare un Guerriero Z forte almeno quanto Kakaroth. Ecco che, quindi, vediamo l'ex fidanzato di Bulma impegnarsi negli allenamenti quando, in passato, si era dato a una vita di ozio, o ancora lo osserviamo fronteggiare i saiyan con grande sicurezza fino ad arrivare a duellare con Vegeta al fianco di Son-kun. Dragon Garrow Lee gioca con tutto l'universo di Dragon Ball sapientemente: ad esempio, durante l'anno in attesa che Vegeta e Nappa giungano sulla Terra, il "nuovo" Yamcha si fa furbo e utilizza la navicella namekiana di Piccolo (che sarebbe stata scoperta solo in seguito da Bulma e Popo) per volare fin su Namek e ottenere un power-up dall'Anziano Saggio ed allenarsi insieme al potente Nail, così da acquisire una forza fuori scala persino per i due saiyan. Vita da Yamcha è un continuo alternarsi di situazioni what if, se il giovane guerriero delle zanne del lupo fosse stato al centro delle più grandi battaglie di Dragon Ball, ma anche di siparietti comici, perché non bisogna mai dimenticare che nel corpo del combattente c'è pur sempre un ragazzino, che cercherà in tutti i modi di riottenere l'amore di Bulma a discapito di Vegeta.

Omaggio a Dragon Ball

Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha è un volume di puro e semplice divertissement, un bell'esercizio di stile da parte di Dragon Garrow Lee per dimostrare la sua conoscenza e il suo amore nei confronti dell'universo creato da Akira Toriyama. È anche un'occasione per ammirare un'opera che, nella sua leggerezza, risulta graficamente superba: il tratto di Garrow Lee è incredibilmente preciso e dettagliato, ed è perfettamente in grado di replicare alla perfezione - e con minuzia di dettagli - lo stile dell'Akira Toriyama di vent'anni fa.

Oggi, infatti, il tratto del sensei è leggermente cambiato, ma sono in molti a preferire la grafica del "primo" Dragon Ball rispetto a quello più moderno. Vita da Yamcha è quindi un sontuoso omaggio alla golden age di Toriyama e di Dragon Ball, perché riesce a divertire e a restituire una sensazione di grande familiarità con l'opera madre - un dettaglio non da poco per uno spinoff così leggero e disimpegnato. Certo, la trama non è nulla di rivoluzionario ed è tutto al servizio del meccanismo what if, seppur alla fine ci sia un piccolo sconvolgimento di trama che fa evolvere la storia in maniera leggermente diversa da com'è cominciata. Sta di fatto che Dragon Ball: Vita da Yamcha non è soltanto ossequioso nei confronti della serie classica, ma riesce persino a citare alcuni personaggi appartenenti al multiverso di Dragon Ball Super.

Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha Dragon Ball Side Story: Vita da Yamcha è un'operetta di puro divertissement, ma al tempo stesso riesce ad essere un bell'omaggio - sia grafico che narrativo - all'epoca d'oro di Akira Toriyama. Disimpegnato nella scrittura e superbo nel disegno, "Lo strano caso di reincarnazione di Yamcha" di certo non potrà mancare nella collezione di qualunque appassionato di Dragon Ball.

7.5